Quando visitai Gerusalemme, solevo entrare nella moschea al-Aqsā, dove erano insediati i miei amici Templari. A fianco della moschea c'era un piccolo oratorio che i Franchi avevano trasformato in chiesa. I Templari mi mettevano a disposizione quel piccolo oratorio per compiervi le mie preghiere. Un giorno entrai, dissi «Allāh akbar» e stavo per iniziare la preghiera quando un uomo, un Franco, mi si precipitò addosso, mi afferrò e mi volse il viso verso Oriente, dicendo: «Così si prega!» [Sino al Medioevo i Cristiani occidentali eseguivano i riti e le preghiere rivolgendosi verso oriente; le stesse chiese erano edificate secondo tale direzione]. Subito intervennero alcuni Templari che lo allontanarono. Ritornai dunque a pregare, ma colui, approfittando di un momento di disattenzione, mi si ributtò addosso rivolgendomi la faccia a Oriente, e ripetendo: «Così si prega!». Anche questa volta, i Templari intervennero, lo allontanarono e si scusarono con me, dicendo: «È un forestiero, arrivato in questi giorni dal paese dei Franchi, e non ha mai visto nessuno pregare fuorché col viso rivolto a Oriente». Risposi che avevo pregato abbastanza e uscii, stupefatto per il comportamento di quel demonio, che tanto si era alterato nel vedermi pregare in direzione della Mecca.
Amin Maalouf, Le crociate viste dagli Arabi, SEI, 2008 p. 149.