Emozioni e Affari di Stato
Il Potenziale e la sua Ombra
Sembra che per nascita, una delle qualità che mi contraddistingue sia “Il piacere nell’esprimere me stessa e il riconoscimento delle mie qualità straordinarie”.
Sa un po ' di egocentrismo, vero? Ti hanno mai detto che, se pensi di voler esprimere te stess*, non va bene? Che affermare se stessi è pericoloso, perché ti mette in vista e che, il riconoscimento è un bisogno egoico?
A me l’hanno detto, a volte anche in famiglia; in giro, lo sento dire spesso, dai media alle persone che incontro nella vita.
Durante l’infanzia ho sviluppato in modo poco sano questo mio potenziale, perché di questo si stratta: una funzione che, se portata avanti in modo sano, non egoico e costruttivo, ti permette di accedere alla tua completa realizzazione e manifestazione.
Ti permette di sviluppare le capacità che ti portano ai successi che sogni e che meriti, in qualità di essere umano.
Se vieni fermato in questo processo, si forma un trauma e il mio, si è manifestato nel bisogno di riconoscimento da parte del padre. Tadan!
Dentro di me vive il conflitto: la spinta animica, del bisogno sano di manifestare la propria essenza, comune ad ogni essere umano per realizzarsi come tale e, dall’altra parte, la spinta egoica nel voler soddisfare bisogni malsani, da infante traumatizzato.
I conflitti generano ansia che, alimentata giorno dopo giorno si trasforma in malattia, in panico.
Confusione totale: chi sono davvero?
Perchè, tante cose che penso e moltissime azioni che compio, sembrano non risuonare con chi sento di voler essere veramente?
Perchè mi sento male dopo aver fatto qualcosa, tipo accettare condizioni che non vorrei o dire dei sì davanti a dei NO chiari e definiti dentro me?
Ragioniamo per condizionamenti e credenze; siamo un susseguirsi di frasi fatte, proverbi che si annullano a vicenda e valori familiari distorti; ideali corrotti ed emozioni male interpretate.
Mi hanno insegnato a esprimere me stessa, a qualsiasi costo; a volte però, mi veniva detto che non avrei potuto esprimermi liberamente, che dovevo tenere per me ciò che sentivo o ciò che pensavo.
Potevo esprimere me stessa ma non le emozioni e alcune opinioni; non troppo e non sempre.
Conflitto: posso esprimermi oppure no?
Il conflitto, oggi so, era dato dalla non credibilità, delle motivazioni per cui non potessi esprimere liberamente e sempre la persona che sono.
A casa, potevo essere ciò che volevo ma non dovevo mostrare emozioni, soprattutto di fronte al dolore; in altri contesti, non sempre potevo essere me stessa, a causa di condizionamenti incomprensibili e non accettabili; le emozioni e i sentimenti fuori controllo e in pieno disagio, anche quando gioiosi.
Immaginate vivere così la propria vita quotidiana, con le sue relazioni e gli impegni? Magari è successo o succede proprio anche a te.