Ad essere sé stessi si perde sempre qualcosa o qualcuno.
Di solito...il superfluo!!!❣️
❉ꕥ❉
To be yourself you always lose something or someone. Usually... the superfluous!!!❣️
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che poi ogni tanto sarebbe bello non aspettarsi nulla ma ricevere qualcosa.
-pf
Ci sono persone che non ti lasciano cicatrici visibili. Ti cambiano il modo in cui guardi te stessa.
G non è stata l’unica persona a incrinare la mia autostima. Ancora oggi riesco a sentire il peso delle sue parole. Mi disse che ero una persona traumatizzata, con una freddezza che mi è rimasta addosso. Eppure, nonostante tutto, continuo a ricordare anche il lato buono che avevo visto in lui. Forse è questo il paradosso più doloroso: riuscire a trovare luce in chi, alla fine, ti ha lasciato al buio.
Poi è arrivato P.
Era esattamente il tipo di ragazzo che avrebbe attirato la mia attenzione: alto, tatuato, curato, sicuro di sé. Parlava poco, ma quando lo faceva trovava sempre le parole giuste per farmi stare meglio. O almeno così credevo.
Con lui ho sbagliato anche io. Gli avevo detto chiaramente di non essere pronta per una relazione seria, eppure più volte mi sono lasciata trascinare dalla gelosia. Pensavo fosse il segno che mi importasse davvero.
Col tempo, però, qualcosa è cambiato.
Quella dolcezza che mi aveva fatta sentire al sicuro si è trasformata lentamente in altro. Ogni conversazione sembrava finire con me che mi sentivo sbagliata. Lui si metteva sempre un gradino più in alto, mentre io continuavo a scendere. Mi ritrovavo a chiedere scusa anche quando, in fondo, non avevo fatto nulla di male.
Ha iniziato a mettermi contro le persone a cui volevo bene: le mie amiche, le mie colleghe. Poco alla volta ha giocato con la parte più fragile di me, quella che già faceva fatica a credere di valere abbastanza.
E quando ha finito, se n’è andato.
Come se non bastasse, ha scelto di ferire anche una persona a me molto vicina. È stato il colpo finale.
Nel frattempo avevo conosciuto un’altra persona.
È ironico come la vita faccia incontrare qualcuno proprio mentre stai ancora raccogliendo i pezzi lasciati da chi è venuto prima. Con lui sembrava tutto semplice: risate, affinità, piccoli gesti gentili, la sensazione di essere vista senza dover dimostrare nulla. Abbiamo deciso entrambi di rimanere solo amici.
Oggi non so ancora dove finirà questa storia.
So soltanto che, dopo tutto quello che ho vissuto, sto imparando una cosa: la persona con cui devo ricostruire un rapporto non è nessuno di loro. Sono io.
Perché l’autostima non te la restituisce chi arriva dopo. Devi essere tu, un giorno alla volta, a riprendertela.
Auto-stima e Manifestazione.
Non importa quale sia l'aspetto carente.
Personalità, carriera, estetica, ecc
La vera autostima è connessa all'essere, non all'apparire, cioè riguarda l'Io e non l'esterno.
Per cui tutto quello che non ti viene riconosciuto non verrà mai da un'altra parte che non sia te stesso.
Questo dovrebbe portarti in automatico a capire che quella stima che vuoi spetta a te dartela, e per dartela in caso di bisogno c'è un solo modo: intervenire in modalità pratica.
Se non ti senti valutato positivamente nel lavoro, migliora nel campo di tua scelta, studia, approfondisci, impara da qualcuno...
Se non ti piaci a livello fisico, prendi la zona di miglioramento e impegnati nell'esercizio, cambia alimentazione, chiedi a professionisti, impara da chi ci è passato...
Vale per tutto.
L'autostima è uno degli aspetti più correlati alla concretezza. La materia in cui alloggiamo è uno strumento, non una forma statica.
Tutta la manifestazione è infatti mutevole.
Nonostante le varie stronzate in giro che prevedono che puoi non fare niente perché basta decidere, si ignora che l'Essere vuole sperimentare qualcosa e per sperimentare deve AGIRE. Deve fare, deve muoversi, deve cadere, deve imparare.
L'avere già quello che vuoi coincide parzialmente con la verita. In potenza l'Essere è già tutto, nemmeno avrebbe bisogno di un corpo fisico per esprimere un potere di cui la mente umana nemmeno si capacita, eppure viene qui... a "giocare".
Quando migliori la tua autostima intervieni sull'Io attraverso l'azione, cambi agendo verso un polo positivo per te; se ad esempio agisci sul piano estetico quando ti specchi ti apprezzi e ti piaci, non è che all'esterno mancano le critiche o il disprezzo, è che a quel punto non le consideri, non le ascolti, vivi conformemente al valore che tu dai a te stesso perchè hai risolto i tuoi dubbi.
Rendere sacra l'azione in conformità dell'essere è il ruolo degli iniziati. Rendere sacra la materia attraverso la concretezza è la vera manifest-azione.
Anna, my Linktr.ee.
Mi ha scritto la mia ex responsabile:
"sono venuti i capi da Milano, ho raccontato a tutti della persona meravigliosa che ci siamo lasciati scappare"
Ho pianto.
Forse per alcuni è banale, ma per me un messaggio del genere è come un'iniezione di autostima pura. L'idea che io possa davvero valere qualcosa.

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Sto diventando la persona che avrei voluto incontrare nei miei giorni peggiori.
Ricorda di tenere in considerazione anche la persona che ogni mattina vedi riflessa nello specchio
sono oltre il burnout lavorativo, in una landa indescrivibile pure da dante popolata da persone che anziché parlare fanno soltanto rumore, la mia capa pensa che sia incredibile la calma professionale con cui tratto con i clienti più rompicazzo in realtà è una calma che significa vai fai dici quello che vuoi non me ne frega un cazzo, in questi giorni a lavoro sta succedendo una situazione quanto mai assurda, per farla molto breve, un cliente abituale ha fatto amicizia con un banconista stagionale che non sta simpatico a nessuno, venivano mano nella mano ovviamente intendo metaforicamente si capisce anche quando banconista era di riposo, si prendevano un gelato assieme e se ne stavano in sala ore a parlare, ora, banconista stagionale si è annoiato di questa amicizia e sta un po' sputtanando cliente abituale riferendo dei retroscena e mostrandoci screen di chat, tra cui: cliente mandava gli screen delle mie storie di ig per deridere il mio aspetto fisico, inoltre, cliente abituale per motivare banconista stagionale a studiare gli diceva, studia altrimenti diventi come roberto, risatina, insomma cose molto cattive, però ecco, a parte che come dice anna tatangelo, quando la persona è niente l'offesa è zero, so che probabilmente dovrei dire che queste frasi mi hanno scatenato riflessioni sulla mia vita, sul fatto che ormai mancano pochi giorni al mio trentanovesimo compleanno e non ho concluso niente nella vita, che amica mi ha scattato delle fotografie ma che mi vedo brutto in tutte, però ecco, davvero non me ne frega un cazzo, non che non pensi di me le stesse cose, ma perché ho l'intelligenza minima per capire che se un diciannovenne dice una cosa del genere è perché è un povero coglione e quindi non vale manco la pena starci a pensare, il mio menefreghismo è tanto sincero quanto preoccupante, lo ammetto, sono arrivato, sono inscalfibile, comunque, sono diventato un meme, ovvero la trasformazione finale, sono onorato