自らの死。それが唯一の絶対的自由なんだよ。
La propria morte: l’unica e più assoluta forma di libertà.
カヲル 『新世紀エヴァンゲリオン』
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@ross-nekochan
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Prima di scoprire il tuo blog avevo mitizzato il Giappone e il popolo giapponese. Adesso lo vedo come l'inferno in Terra.
Tuttavia ti chiedo: ce l'avranno 'sti stronzi qualche qualità, qualche pregio, qualcosa di positivo?
Dicci qualcosa di buono della cultura giapponese. Grazie.
P.s. balli bene, ma cambia musica.
Grazie per il tuo contributo.
La mia missione è proprio questa: farvi s-mitizzare questo paese e i suoi abitanti.
Le loro qualità le conoscete già perché sono famose in tutto il mondo, quindi non c'è bisogno di me per ribadirle. Perché le cose per cui si mitizza questo popolo non sono false, è che i motivi per cui invece dovrebbero essere mandati all'inferno vengono messi dentro a una damigiana riempiendola di merda e nascoste alla luce della verità. :D
Ps: io ballo bene, ma tu cambia orecchie... BOOMER.
@ross-nekochan c'è il vagone anti-rattusi? 😯
MA TU NUN SAJE PROPRIO NU CAZZ, ALLORA!!!!!!
Comunque sì, esistono queste carrozze anti-rattusi, ma che di anti non hanno proprio un cazzo dato che è come rattoppare con la pezza una voragine che si è aperta in un tubo in cui scorre acqua. :D
Amica giapponese:"Lo sai, il bus di andata era a due piani e avevamo preso i posti della fila centrale no? Praticamente ero vicino all'uscita e avevo affianco solo uomini e quando il bus sballottava un po', ci si toccava in continuazione quindi non sono riuscita a dormire per niente...."
A questo servono le carrozze per le donne sui treni, i posti a sedere riservati alle donne, la sezione/il piano degli hotel solo per donne ecc....
Ormai è una lotta tra sessi.
Una persona a me molto vicina sta avendo un esaurimento. È arrivata al capolinea.
È facile dire che una situazione che mi impatta negativamente, qualsiasi essa sia, io debba tollerarla nella misura in cui è una questione altrui che non mi tocca personalmente. Viviamo nella società del “no bad vibes”, dell’individualismo più becero.
Ma come posso, umanamente, non rispondere alla chiamata di chi amo? È come se ormai ci fossimo abituati a vivere in un mondo in cui, ad esempio, se si conclude una relazione, ciò che capita all’altro, una malattia, un lutto, non diventano più affar nostro dal giorno alla notte. Viene prima la mia tutela personale, poi, forse, viene il resto. L’atto formale di chiudere un rapporto equivale all’atto di non interessarsi più della vita di chi abbiamo amato. È un esempio, ma se ne potrebbero fare milioni su questo tema. Su come la psicologia spicciola del benessere abbia abolito l’umano.
Sono stanca, e sono annichilita, di abitare il mondo con persone che a quella chiamata non risponderebbero mai, impegnate come sono nella loro vita dissociata e frenetica.
“Who are the new people when you do meet them? They’re the same old people in masks. There’s nothing new about them at all. They’re people.”
— Philip Roth, The Dying Animal

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Malattia mortale?
R. Smythe, Andy Capp, da: Eureka, n. 50, 1 Marzo 1971
Giorni strani.
A tutti i livelli, non solo sentimentalmente. E nemmeno posso dare la colpa al ciclo perché questo mese ha già fatto i suoi compiti, quindi per potergli dare la colpa se ne parla a Settembre (anche se è sempre colpa sua, in ogni fase).
La settimana scorsa ho invitato a casa la mia seconda amica giapponese e questo weekend avevamo deciso di andare a un giorno a Kobe per vedere uno spettacolo di orche (a lei piacciono particolarmente gli animali, anche se in maniera secondo me un pochino "strana/infantile"... ma è giapponese) e saremmo dovute partire Venerdì sera col bus notturno per arrivare Sabato mattina, girare per Kobe e tornare Domenica mattina.
Fatto sta che ieri, non si capisce come né perché, già dalla mattina mi viene uno dei miei mal di testa atroci da deficit di sonno. Peccato che questa settimana mi pareva di aver dormito abbastanza bene e la notte precedente non avevo nemmeno fatto così tardi. Non so se questa sia la causa, ma questi mal di testa sono cominciati anni fa, quando a Venezia non avevo le persiane alla finestra e mi svegliavo all'alba (riaddormentandomi dopo). Anche in Giappone la cultura delle persiane non c'è e pochissimi appartamenti (nuovi) li hanno. Da allora ho cominciato a usare la mascherina da notte, ma le molle si allentano e, volente o nolente, la notte si muovono e capita che io mi svegli lo stesso molto presto o che la qualità del sonno per questa ragione venga inficiata. Aggiungiamoci i rumori (dato che con sto caldo dormo con le finestre aperte) e la qualità del sonno cambia in base alla fortuna.
Se da Venezia, quindi, ho avuto giornate con emicranie molto forti che se ne andavano solo se dormivo tipo 12h, adesso sono talmente invalidanti che mi fanno venire giramenti di testa e nausea. È la seconda volta che ho questi sintomi così invalidanti e la cura è sempre la stessa: dormire finché non passa.
Ieri non so come sono riuscita a lavorare a casa, tra un abbiocco e l'altro (lo so, avrei dovuto prendere ferie, ma tra una cosa che volevo finire e l'altra...) alla fine ho tenuto duro fino a fine giornata - senza mangiare e senza quasi bere. Così come quando mi è successo la prima volta, quando ho chiuso il pc alle 18:30 mi sono messa a dormire. Tra qualche svegliata e l'altra perché ultimamente qui fa molto caldo, mi sono alzata stamattina alle 9:00, dormendo un totale di circa 14h.
In più, ovviamente, in quelle condizioni dove cazzo vuoi andare, quindi nonostante avessi già pagato sia il bus di andata che di ritorno per Kobe, ho dovuto rinunciare a tutto e buttare via soldi (cosa che odio, oltretutto).
Onestamente, a parte la questione qualità del sonno - che posso controllare e manipolare fino a un certo punto, perché non posso né capire precisamente quando il mio sonno non è qualitativamente okay se mi sento bene, né prevedere quando questo deficit diventa per il mio corpo talmente alto da farmi improvvisamente fare caput - sarà pure l'età, ma il mio corpo sta prendendo sempre di più una via tutta sua che è fuori dal mio controllo.
Da fuori sembro super in salute: nom bevo, non fumo, vado in palestra regolarmente da anni, ho una buona massa muscolare, cammino 10km al giorno, la mia dieta è quasi impeccabile dato che è principalmente vegetale, eppure... ho il colesterolo altissimo, sospetto un (pre?) diabete, la schiena mi collassa ogni tot, combatto con queste strane emicranie da decenni, e chi più ne ha più ne metta.
Il corpo umano è una macchina talmente geniale che compensa qualsiasi cosa pur di rimanere vivo - ed è grazie a questo che siamo ancora qui come specie. Però, onestamente, a volte mi sento così sopraffatta da questi relativamente piccoli problemi di salute che mi chiedo semplicemente quand'è che mi verrà finalmente un ictus o un attacco di cuore così me ne vado al padreterno in grazia di Dio senza avere più rotture di cazzo.
“Privilege and suffering have a lot in common. They both manifest as bubbles, containing a person and distorting their vision. But it is possible to penetrate the bubble of privilege and even pop it whereas the suffering bubble is impermeable.”
— Zadie Smith, Intimations
Young Japanese maiko in kimono. From an original 1920s-30s gelatin silver print. Photographer unknown. [666x1024] - Imgur

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Stanley Gonczanski - «São Sebastião»
Da quando ci siamo visti per la seconda volta mi scrivi buongiorno tutte le mattine. Ieri, però, ti sei praticamente invitato da me a vedere un film e non hai fatto niente, anzi, ti sei incantato come un bambino a guardare la luna piena dalla mia finestra e ti sei messo a disquisire su se l'uomo sia veramente andato sulla luna. Mi sfiori e non capisco se è perché non badi troppo al contatto fisico o se devo interpretare quei momenti. Forse sei timido eppure a me pari più che solido e sicuro di te. Onestamente non ho la più pallida idea di quello che ti passa per la testa, però mi fai così morire dal ridere da quanto sei stupido e tenero che quasi quasi mi sta bene anche così.
Non ti capivo allora, non ti ho capito nel mentre, non ti ho capito dopo e mai ci riuscirò.
Ho cercato di salvare le cose prendendole di petto, perché a casa mia si dice che il parlare chiaro è fatto per gli amici: ti ho chiesto di essere franco e ti ho detto che potevi dirmi qualsiasi cosa, invece da giapponese di merda che sei, da un orecchio ti è entrato e dall'altro ti è uscito - hai continuato le conversazioni per cortesia e nient'altro.
Ci sono cascata come mai avrei voluto succedesse. Sono arrabbiata e delusa da me stessa perché è tutta colpa mia. Ma ormai è successo, posso solo perdonarmi per l'ennesimo inciampo con ginocchio sbucciato e sanguinante annesso e tirare avanti.
Anche se con le guance rigate, alla fine si guarisce sempre.
Stanca delle nuove conoscenze che sembrano poter durare, ma che alla fine finiscono sempre perché l'altra persona non è chiaramente interessata a farla durare (almeno non tanto quanto lo vorrei io).
Buon ferragosto da Tsukuba, Prefettura di Ibaraki ~ 😋
Io ieri convinta di aver impostato la sveglia alle 7:30
Mi sveglio e controllo il cellulare - 6:50
"Bene... un'altra mezz'ora..." mi giro e dormo
Mi risveglio:"Ma la sveglia non è ancora suonata? Vabbuò che m n fott, io dormo...."
Mi risveglio:"Oh ma sta sveglia ancora niente??? Vabbuò che m n fott, dormiamo...."
Mi risveglio:"Aooo ma sta sfaccimm e sveglia quann sooooon?!?!?"
Controllo il cellulare - OTTO E MEZZA

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The Kiss of Death sculpture in the Poblenou cemetery in Barcelona.
Vi presento: servizio eccellente di spedizione giapponese.