Lasciarsi cullare
Inspira.
Lentamente.
Come fa il mare quando accoglie.
Espira.
Come l’onda che si ritira,
senza attaccamento.
Lascia andare.
Ora ascolta.
C’è una voce,
non fatta di parole,
che parla con il suono dell’acqua.
Una voce che non giudica,
che non pretende,
che semplicemente… c’è.
Ogni onda che arriva
è una carezza alla tua stanchezza.
Ogni onda che va
porta con sé un frammento del peso
che non devi più portare.
Senti il sale nell’aria.
Senti la vastità.
Sei piccolo, sì,
ma mai solo.
Appartieni a questo respiro profondo,
a questa danza infinita
che non chiede nulla,
solo presenza.
Resta.
Resta qui.
Nel battito lento della risacca,
nel silenzio pieno del mare.
Tu non sei i tuoi pensieri.
Tu non sei le tue paure.
Tu sei colui che osserva,
che sente,
che respira.
Lasciati cullare.
Non serve capire tutto.
Basta sentire.
Basta essere.
Inspira.
Il mare entra.
Espira.
Tu ti apri.
Resta ancora un attimo.
Poi torna.
Ma portati dietro la pace
di questo luogo che è sempre stato tuo.

















