Perché Francesco fondò i conventi di Sirolo, Camerano e Ancona 400 anni dopo la sua morte
Se c’è una costante sulle origini dei conventi dell’area del Conero, di cui mi sono occupato per la pubblicazione del libro Francescani nel Conero, è che tutti questi conventi sono stati presumibilmente fondati nei primissimi anni dell’Ordine dei Minori e che ciò sia avvenuto grazie a san Francesco, non solo dunque fondatore del movimento ma anche un tenace costruttore di vere e proprie strutture insediative.
In realtà, se approfondiamo la questione e in generale in tutto il territorio italiano, molti sono oggi i conventi e le città che vantano fondazioni o cessioni di territori o strutture direttamente a Francesco d’Assisi, ma raramente i documenti vanno in soccorso a tali affermazioni. L’infinito numero di conventi fondati dal Santo, mettono gli storici di fronte a problemi cronologici irrisolvibili e lasciano intuire che Francesco fosse dotato di un mezzo di alta velocità, tanto da poter essere presente ovunque e nello stesso momento.
Il problema nasce subito dopo la morte del poverello di Assisi, con molti studiosi dediti a glorificare Francesco, questione che trova una tappa fondamentale di sviluppo e affermazione circa 400 anni dopo, quando un monaco irlandese, grande studioso dell’Ordine, scrisse un’opera maestra intitolata Annales Minorum, preziosa raccolta di setacciate notizie intorno all'Ordine francescano. Con questa notizia non si vuole affatto condannare il prezioso lavoro di Luca Wadding, teologo e storico, nato in Irlanda e morto a Roma nel 1657: Wadding era un grande studioso, oltre ad essere un grande committente d’arte e conoscente del grande pittore Carlo Maratti (il ritratto, custodito presso la National Gallery of Ireland, è proprio del Maratta).
Rimane però il fatto che questo studioso ha contribuito fortemente a generare il problema storiografico delle fondazioni dei conventi da parte di Francesco, attribuendo al Santo azioni e viaggi di dubbia risoluzione e soprattutto non verificabili da un punto di vista documentario.
Sarà proprio il Wadding a dirci (400 anni dopo i fatti accaduti) che Francesco,durante i suoi viaggi, passò nel 1215 a Sirolo e nel 1219 ad Ancona, creando le successive teorie storiografiche di fondazione dei rispettivi conventi e di quelli dei dintorni. In realtà queste teorie non possono essere accettate da un punto di vista storico, perché nessuna prova documentaria dimostra che queste notizie siano vere. Francesco d’Assisi, viaggiava molto e sicuramente sarà passato per i territori dell’area del Conero; questo in ogni caso non significa che vi abbia fondato dei conventi e dunque che quelle strutture siano nate esattamente in quel momento.
Allo stato attuale è impossibile e azzardato stabilire l’anno di fondazione dei conventi di Sirolo, Camerano e Ancona. Anche se la storiografia li giudica già fondati nella seconda decade del XIII secolo, è molto probabile che ciò non corrisponda ai fatti accaduti. I Francescani di quegli anni erano infatti uomini che si confondevano con la gente, che non venivano neppure individuati come appartenenti a uno specifico gruppo religioso. Non erano previste strutture dedicate esclusivamente a questo gruppo e soprattutto non erano previste nell'idea originale dello stesso Francesco (la questione cambierà durante gli anni ’20 del XIII secolo e si realizzerà durante gli anni ’30 dello stesso secolo). Come ben sottolineato da Luigi Pellegrini «le tradizioni locali relative alle “fondazioni” da parte di S. Francesco, apparse piuttosto tardivamente, vennero raccolte dal Wadding e riprese da studiosi locali, per lo più francescani, più intenti a fare opera di “edificazione devozionale” o di esaltazione municipalistica, che di autentica e spassionata ricerca storica».
Certamente questi tre luoghi francescani, sono tutti collocabili ai primi anni dell’esperienza dell’Ordine, probabilmente entro gli anni ‘30 del XIII secolo, ma non si può stabilire con certezza quando effettivamente siano nati. Non è accettabile inoltre attribuirne la fondazione allo stesso Francesco: regna una grande incertezza sui viaggi e una mancanza di dati univoci non ci permette di stabilire quando il Santo fu esattamente in questi luoghi.
Un buon metodo per risolvere la questione sarebbe tralasciare gli aspetti leggendari e iniziare a vedere quali sono i documenti certi che, allo stato attuale, provano l’esistenza di queste strutture insediative durante l’epoca medievale. Per questo vi lascio al libro Francescani nel Conero, dove si fa ordine tra storia e leggenda: https://www.ibs.it/francescani-nel-conero-insediamenti-minoritici-libro-angelo-monaldi/e/9788895574615