Tra i pochi colleghi bianchi che ho in azienda, ce n'è uno che è australiano, ma che dopo qualche tempo che ci ho parlato, ho scoperto essere figlio di immigrati argentini, quindi questo ha l'anima da persona sudamericana: parla a tutti, è chiacchierone, sta sempre in mezzo ecc.
Una volta, poiché stavamo parlando di un topic "piccante" (leggasi: criticavamo l'azienda), per non farci capire, invece di parlare in inglese, lui parlava a me in argentino e io gli parlavo in italiano, così potevamo pure bestemmiare.
Tutto questo per dire che tipo lunedì o martedì si viene a sapere all'improvviso che dal prossimo mese sto tipo verrà spostato nel mio dipartimento.
Mi sono sempre lamentata di essere prima l'unica straniera e poi l'unica bianca (dato che ora ci sono pure una cinese e una malesiana di recentissima adozione), sempre dimenticata dal gruppetto dei bianchi quando si organizzano cose e sempre quella che sbaglia per coglionate per colpa dei kanji. In più, detto onestamente, l'inglese si usa talmente poco che la mia presenza lì è sempre stata una cosa incomprensibile per chiunque (tranne che per i manager giappi, a quanto pare).
Ora che non sarò più l'unica bianca, invece di essere felice, la cosa quasi mi spaventa. Prima di tutto, non mi posso lamentare più e allo stesso non mi posso sentire più quella "speciale/strana", messa lontana da tutti senza che nessuno sappia il perché. Ma la cosa che più mi preoccupa è che questo essendo un chiacchierone, mi si mette a parlare in continuazione, distraendomi.
Avete presente quando a scuola siete vicino di banco a uno che è troppo divertente, ma che è un po' fannullone e testa di cazzo e, mentre voi vorreste seguire la lezione, questo non vi fa concentrare perché vi fa ridere in continuazione con le sue cazzate? Ecco, ho esattamente paura di una situazione del genere.
Oltretutto, mi sa mi sa, che ha un giapponese cento volte migliore del mio, quindi ho pure paura del confronto e di quando tutte le colleghe giapponesi, vendendo lui, si renderanno conto di quanto faccio cacare, nonostante finora mi abbiano solo fatto complimenti.
Della serie: come sono brava a trovare cose di cui lamentarmi pure nelle cose per cui dovrei essere contenta.