E se non avevo questa scusa non potevo perché di sicuro avrò il ditone del piede gonfio.
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@paperometria
E se non avevo questa scusa non potevo perché di sicuro avrò il ditone del piede gonfio.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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@amongsthewaves ti ringrazio, lo cerco e ci do una lettura :)
Ad ogni modo 3 anni fa non sostenevo che la mente umana potesse essere assimilabile ad una macchina, e nemmeno lo sostengo oggi (infatti il tizio del video, che adoro alla follia, ha ragione da vendere).
Quello che ho provato ad immaginare 3 anni fa era un esercizio più filosofico che scientifico, una sorta di condizione ideale, tipo Macchina di Carnot nella Termodinamica, per intenderci, ovvero se una rete con *infinite* connessioni neurali, quindi sempre zero coscienza ma infinita conoscenza, pur potendo dimostrare matematicamente ed ingegneristicamente che non possiede una coscienza, fosse comunque in grado di fornire, in qualsiasi circostanza, con probabilità pari al 100%, la risposta sempre più "umanamente plausibile" a qualsiasi domanda, anche e soprattutto a quelle più legate al mondo umano (sentimenti, intuizioni, etc.), e quindi poter creare una equivalenza a posteriori tra conoscenza infinita e coscienza, e poter sostenere che un oggetto, artificiale o meno, con conoscenza infinita potesse essere nei fatti equiparabile ed indistinguibile al 100% ad un essere vivente cosciente.
Ovviamente la condizione presentata sopra non esiste e non esisterà mai (almeno al nostro stato tecnologico), era una chiacchiera da bar impossibile da verificare, giusto un esercizio di pensiero, a differenza del minchione (sì, sarà pure un luminare dell'evoluzionismo, ma sempre una minchiata ha detto) al quale è bastato conversare due secondi con Claude per poter affermare che possiede una coscienza. Questo è quando si dice buttare la laurea al cesso e tirare l'acqua (ok, poi magari l'avrà fatto per far parlare di sé, ma non cambia il valore squallido della cosa).
@paperometria Sì, idee simili alla tua girano da tanto in filosofia della mente, se ti interessa il tema ti ci puoi divertire. Molti ti risponderebbero che alla macchina che immaginavi mancherebbe comunque qualcosa: l'aspetto qualitativo o "fenomenico" della coscienza, l'effetto che fa vivere una determinata esperienza. Quindi il comportamento della macchina potrà pure essere indistinguibile da quello di un umano dal nostro punto di vista, ma non si può dire che la macchina abbia una "mente" o men che meno una coscienza equiparabile alla nostra. (Tra i grandi classici su questo tema: "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" di Thomas Nagel, la "stanza cinese" di John Searle, il "China brain" di Ned Block... ma la lista è lunga.)
Negli ultimi decenni si sta affermando sempre di più l'idea che l'aspetto fenomenico della coscienza abbia qualcosa a che fare con la materia organica e l'organizzazione dei processi vitali. La mente umana non è un software che può girare su qualunque hardware; i dettagli materiali di come siamo fatti contano più di quanto pensassimo qualche decennio fa. L'articolo che citavo prima parla di questo. Un saluto!
Completamente d'accordo su tutto.
Diciamo che ho solo un piccolo fastidio (ma molto probabilmente è roba mia, dovuta al mio vizio di dissezionare tutto, vuoi per formazione, vuoi per indole) nell'accettare tout court che la riduzione di una coscienza a pura chimica non sia possibile.
Ho sempre pensato che ce la cantiamo e ce la suoniamo per il semplice fatto che non riusciamo a riprodurre un cervello completo per vie artificiali, ma da qui a dire che sia impossibile ce ne passa, diciamo che non ne siamo capaci e dobbiamo accettare determinati costrutti perché è il modo migliore che abbiamo per descrivere la realtà. Ma ho quel prurito che mi suggerisce che la cosa non finisce qui.
Ma il giorno in cui (non so se ci sarà mai) riuscissimo a produrre un cervello identico a quello biologico ma ottenuto per vie non-biologiche, che reagisce agli stessi input e produce le stesse informazioni elettriche (dalle quali poi scateniamo tutto il resto), eh lì la vedo poi dura a definire la coscienza come una roba a sé e non come un software che può girare su qualunque hardware. È un po' come quella storia di riprodurre la carne sintetica in laboratorio, se è carne, la mangio, ha lo stesso identico sapore e mi dà lo stesso identico contributo nutritivo della carne allevata per vie tradizionali, hai voglia a dire "eh, ma non viene da una mucca vera", sticazzi.
Però sì, o raggiungiamo questo punto, oppure fino a prova contraria i fatti sono quelli che hai descritto (e quindi, con mia immensa gioia, Richard Dawkins se la piglia a quel posto).
Hai ragione, nessuno può provare ogni oltre ragionevole dubbio che riprodurre la coscienza in un altro materiale sia impossibile, e infatti questi autori non lo sostengono. Però c'è il sospetto crescente che per riuscirci dovremmo essere in grado di replicare anche tutte (o buona parte di) quelle proprietà che hanno a che fare con il metabolismo. Per metterla con uno slogan: niente coscienza artificiale senza vita artificiale.
Poi certo, a parte eccezioni, la maggior parte degli autori contemporanei è convinta che anche la coscienza emerga - in modi che ancora non ci sono chiari e forse mai lo saranno - da processi materiali; in questo senso non è una "roba a sé".
L'equazione coscienza = cervello però è un altro dogma che molti stanno cercando di smontare. Il cervello può fare quello che fa perché è inserito in un corpo e in un ambiente; la coscienza non sta "dentro" la scatola cranica, ma emerge dalle interazioni di un organismo con il mondo che lo circonda. Quindi, a parere di questi autori, se volessi replicare la nostra coscienza, probabilmente dovresti darle non solo un cervello, ma anche un corpo artificiale...
Per finire, un'altra distinzione importante è quella tra intenzionalità intrinseca (o primaria) e derivata. Una parola significa qualcosa perché un essere umano le attribuisce un significato; in sé, sarebbe solo una serie di tratti su un pezzo di carta (o una serie di suoni nel vento, etc). In altre parole, le frasi del nostro linguaggio derivano la loro intenzionalità, il loro riferirsi a qualcosa, da esseri capaci di intenzionalità primaria, ossia esseri coscienti. Quindi: il fatto che io legga le informazioni generate da ChatGPT e le trovi dotate di senso non significa che ChatGPT capisca niente di quello che sta generando. Riempire una macchina di dati non equivale a darle "conoscenza" di quelle informazioni. In altre parole, per quanto riguarda Dawkins:
— Michał Podlewski (@trajektoriePL) May 3, 2026
Reblog finale per fissare le tue parole qui e per dire che questo dovrebbe essere il mio blog, e non una somma di tedeschi da insultare e studenti da bestemmiare (anche se sui secondi alla fine di quest'anno risolvo).
Purtroppo la realtà è fatta di tanti scazzi e poche conversazioni belle.
Cattivo
Ora, io ne so di politica quanto basta per votare. Posso giudicare le leggi votate o le dichiarazioni fatte, ma non mi permetterei mai di dire che farei meglio o peggio di chicchessia, nemmeno dei leghisti.
Semplicemente, non sono capace.
Però mi piacerebbe vedere se la mia sensazione è condivisa.
In politica ci sono due tipi di persone, mediamente, che non sono bianco e nero ma una sfumatura di grigi, e quindi dalla tonalità più chiara o più scura si capisce se uno sta da una parte o dall'altra. I due tipi di persone sono questi: quelli che si fanno degli scrupoli e quelli che non se li fanno.
Senza indicare destra o sinistra, perché in Italia storicamente la destra è tipicamente filo-fascista e la sinistra e filo-QualsiasiCosaNonPossaEssereDefinitaFascista e a me questa definizione mi sta stretta (perché se sei di destra non sei automaticamente fascista, e se non sei fascista non sei automaticamente di sinistra, checché ne dicano i politici), la distinzione io la farei proprio sugli scrupoli. Quindi ammucchiamo tutti i grigi insieme e dividiamoli in due parti: il Cattivo e il NonCattivo (che no, non è buono per definizione), da ora pC e pNC.
Per comodità userò il maschile sovraesteso, ma non crediate che io parli solo di politici di sesso maschile.
L'impressione che ho io è questa:
Il pC non vuole gli stranieri. La definizione di straniero è comunque labile (quindi da ora sarà straniero*): non sei nato in Italia, ma sei bianco e ricco? Va beh, dai, un posto te lo si trova lo stesso. Sei bianco e fai una scelta di vita di povertà ma è una tua scelta? Ma sì, anche se non sei italiano ti coccoliamo; non troppo ma qualche foto insieme ci scatta. Sei un bambino con i nonni nigeriani? Torna al tuo paese, non entri nemmeno all'asilo. Ma il mio paese è Poggio Bustone! Non importa, torna al tuo paese. Il pNC cerca di capire che aria tira prima di esprimersi. Se lo straniero* è antipatico per qualche motivo, la remigrazione sembra affascinante anche a lui. Però non ha problemi a farsi foto con l'eroe che ha fermato l'assassino, anche se è straniero*
Il pC ha i suoi amichetti da favorire. Amichetti che probabilmente daranno al pC una qualche controparte per il favore, ad esempio potrebbero essere clienti di una sua azienda. E se c'è da sfavorire un servizio, di certo non va a colpire quello gestito dagli amichetti di pC. Il pNC pure ha i suoi amichetti, ma data la sua aura buonista è probabile che questi siano un tantino più attenti alla moralità di certe cose. Quindi la situazione è la stessa di pC, ma l'animo è più sollevato.
Al pC piace dire che abbasserà le tasse. È il modo più facile per fare proselitismo. Non importa se le tasse verranno davvero abbassate o con un giro le casse statali tornano a riempirsi anche più di prima (che ne so, metti un bonus da qualche parte poi alzi le accise sulla benzina). Soprattutto, al pC non frega niente del benessere delle persone, quindi è meglio alzare le tasse a quelli che pure se protestano non succede niente piuttosto che agli amichetti, che magari possono danneggiarlo direttamente. Il pNC invece palesa la voglia di alzare le tasse verso certe precise categorie, ovvero quelle che guadagnano di più. La cosa ha una sua logica, dopo tutto i soldi li devi andare a prendere dove stanno, non puoi spremere le rape e sperare di averne. Ricordiamo però che esistono gli amichetti anche dei pNC, quindi tassiamo quelli che hanno più soldi, ma cerchiamo di ricordarci di Astolfo, che è tanto buono e caro, si merita questo o quel bonus. O magari Astolfo ha un servizio fondamentale per il paese intero, che se la canta e se la suona da decenni e che è una specie di club con ingresso da centinaia di migliaia di euro (oppure ingressi elargiti dal comune, ma con cadenza talmente rara e con numeri talmente ristretti da risultare ridicoli): mi raccomando non azzardiamoci mai a metterci a fare i conti in tasca a loro, che poverini dichiarano sempre pochissimo. Piuttosto prendiamocela con il padrone di BombaFlix Italia, che è una multinazionale (che può succedere nella peggiore delle ipotesi? Lascia il paese? E vabbeh, ce ne sono tanti... l'importante è non toccare Astolfo)
Il pC è contento se qualcuno vive male in carcere. Il carcere è una punizione, se fosse possibile il pC vorrebbe vedere applicato anche un waterboarding a cadenza settimanale per tutti i detenuti, che se lo meritano, e così si lavano pure e risparmiamo l'acqua delle docce. Il pNC semplicemente se ne frega. I carcerati non votano, e se votano sono pochi.
Il pC dà valore alla vita umana dal concepimento alla nascita, se la donna è bianca. Se la donna è non bianca non importa, tanto dovrebbero stare al loro paese. No, abbiamo appurato che Poggio Bustone non è il loro paese. La vita, per il pC, però cessa di aver valore dopo la nascita, perché certo che la famiglia è un valore, ma la famiglia tradizionale, con tanti figli e donna a casa. Mesi di paternità? Scherziamo? E che c'entra il padre in casa? Lavoro per le donne? Andiamo, il loro lavoro è lavare i piatti. Piatti che non sono suoi, sono del marito, come poi anche lei stessa è del marito. Il pNC ha a cuore queste battaglie, per quanto la cittadinanza a Poggio Bustone per i non bianchi è sempre un cruccio. Diciamo che dipende da come la pensano a Poggio Bustone. E poi, cavoli, sicuramente nei mesi del concepimento è importante tutelare il nasciuturo! Come? Interruzione volontaria di gravidanza? Sì... certo... però solo se il ginecologo se la sente. E se non se la sente riesce a far carriera più velocemente, almeno nel pubblico. Può anche decidere che non se la sente nel pubblico e se la sente nel privato, magari cambiando aria cambiano anche le idee... Ma certo che la salute della donna è importante, le donne votano! Ecco perché il pNC spinge sulla sicurezza delle donne, contro il patriarcato e contro la misoginia. Hanno tirato su anche delle leggi interessanti: femminicidio, stalking, ci sono pure le panchine! Però oh, mi raccomando, il punto è la punizione del fatto, non la prevenzione. Quindi... se ne parla nelle scuole? Eh... sì, magari, ma su iniziative extrascolastiche e volontarie, magari anche dall'edificio scolastico a pagamento e pure vestiti da pulcinella. Certo, il pNC si batte per una situazione molto più incisiva di così, ma che vuoi, non è che i voti dei pC sono ignorabili, in fondo sono solo vent'anni che si parla di questi temi...
Ecco, credo che potrei continuare molto, ma è meglio se mi fermo. Al momento la mia impressione è che dobbiamo scegliere tra il politico o il partito Cattivo e quello NonCattivo. Gli ideali di giustizia, equità sociale, fisco giusto e libertà di impresa sono ideali, l'importante è scegliere il pC o il pNC che più risponde alle tue esigenze... e poi, magari, finisci per essere un amichetto e ti va pure bene.
Questi sono i motivi per i quali ho sempre insultato a sangue quelli che venivano a vendermi il voto utile, quella roba alla Bersani (persona che stimo, ma che certe volte mi fa incazzare) che quando faceva campagna elettorale diceva se non vinciamo noi, vincono loro, eh, praticamente facendo passare l'idea che i pNC sono il meglio possibile per continuare a tenere il culo al caldo e lo status quo.
Praticamente la democrazia esercitata sulla paura. Un capolavoro dei tempi moderni.
The Pink Panther, Morning
Ma secondo voi chi vince i mondiali?
Noi, ovviamente.

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Capo: Antonio, come va la formazione? Io: mooooolto interessante Io (sull'altro monitor a premere F5 fino a farsi venire i calli al dito indice): e vir assì 'stu kilemuort 'e corrier se mov
@amongsthewaves ti ringrazio, lo cerco e ci do una lettura :)
Ad ogni modo 3 anni fa non sostenevo che la mente umana potesse essere assimilabile ad una macchina, e nemmeno lo sostengo oggi (infatti il tizio del video, che adoro alla follia, ha ragione da vendere).
Quello che ho provato ad immaginare 3 anni fa era un esercizio più filosofico che scientifico, una sorta di condizione ideale, tipo Macchina di Carnot nella Termodinamica, per intenderci, ovvero se una rete con *infinite* connessioni neurali, quindi sempre zero coscienza ma infinita conoscenza, pur potendo dimostrare matematicamente ed ingegneristicamente che non possiede una coscienza, fosse comunque in grado di fornire, in qualsiasi circostanza, con probabilità pari al 100%, la risposta sempre più "umanamente plausibile" a qualsiasi domanda, anche e soprattutto a quelle più legate al mondo umano (sentimenti, intuizioni, etc.), e quindi poter creare una equivalenza a posteriori tra conoscenza infinita e coscienza, e poter sostenere che un oggetto, artificiale o meno, con conoscenza infinita potesse essere nei fatti equiparabile ed indistinguibile al 100% ad un essere vivente cosciente.
Ovviamente la condizione presentata sopra non esiste e non esisterà mai (almeno al nostro stato tecnologico), era una chiacchiera da bar impossibile da verificare, giusto un esercizio di pensiero, a differenza del minchione (sì, sarà pure un luminare dell'evoluzionismo, ma sempre una minchiata ha detto) al quale è bastato conversare due secondi con Claude per poter affermare che possiede una coscienza. Questo è quando si dice buttare la laurea al cesso e tirare l'acqua (ok, poi magari l'avrà fatto per far parlare di sé, ma non cambia il valore squallido della cosa).
@paperometria Sì, idee simili alla tua girano da tanto in filosofia della mente, se ti interessa il tema ti ci puoi divertire. Molti ti risponderebbero che alla macchina che immaginavi mancherebbe comunque qualcosa: l'aspetto qualitativo o "fenomenico" della coscienza, l'effetto che fa vivere una determinata esperienza. Quindi il comportamento della macchina potrà pure essere indistinguibile da quello di un umano dal nostro punto di vista, ma non si può dire che la macchina abbia una "mente" o men che meno una coscienza equiparabile alla nostra. (Tra i grandi classici su questo tema: "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" di Thomas Nagel, la "stanza cinese" di John Searle, il "China brain" di Ned Block... ma la lista è lunga.)
Negli ultimi decenni si sta affermando sempre di più l'idea che l'aspetto fenomenico della coscienza abbia qualcosa a che fare con la materia organica e l'organizzazione dei processi vitali. La mente umana non è un software che può girare su qualunque hardware; i dettagli materiali di come siamo fatti contano più di quanto pensassimo qualche decennio fa. L'articolo che citavo prima parla di questo. Un saluto!
Completamente d'accordo su tutto.
Diciamo che ho solo un piccolo fastidio (ma molto probabilmente è roba mia, dovuta al mio vizio di dissezionare tutto, vuoi per formazione, vuoi per indole) nell'accettare tout court che la riduzione di una coscienza a pura chimica non sia possibile.
Ho sempre pensato che ce la cantiamo e ce la suoniamo per il semplice fatto che non riusciamo a riprodurre un cervello completo per vie artificiali, ma da qui a dire che sia impossibile ce ne passa, diciamo che non ne siamo capaci e dobbiamo accettare determinati costrutti perché è il modo migliore che abbiamo per descrivere la realtà. Ma ho quel prurito che mi suggerisce che la cosa non finisce qui.
Ma il giorno in cui (non so se ci sarà mai) riuscissimo a produrre un cervello identico a quello biologico ma ottenuto per vie non-biologiche, che reagisce agli stessi input e produce le stesse informazioni elettriche (dalle quali poi scateniamo tutto il resto), eh lì la vedo poi dura a definire la coscienza come una roba a sé e non come un software che può girare su qualunque hardware. È un po' come quella storia di riprodurre la carne sintetica in laboratorio, se è carne, la mangio, ha lo stesso identico sapore e mi dà lo stesso identico contributo nutritivo della carne allevata per vie tradizionali, hai voglia a dire "eh, ma non viene da una mucca vera", sticazzi.
Però sì, o raggiungiamo questo punto, oppure fino a prova contraria i fatti sono quelli che hai descritto (e quindi, con mia immensa gioia, Richard Dawkins se la piglia a quel posto).
Come facciamo a sapere che sei ancora vivo e attivo, e che gustavo-9000 non abbia preso il controllo del tuo profilo Tumblr già da un bel po'?
Beh, lo spirito dell'esperimento è proprio quello!
Se un domani non riuscirete più a capire chi è l'originale e chi la versione digitale, allora l'esperimento Frankenstein avrà avuto successo. E siamo tutti nella merda.
Io: ragazzi, studiate a casa la ricorsione e fate esercizi, è importante, la useremo tantissimo nelle prossime settimane Loro:
Dopo alcuni giorni.
Io: ragazzi, fate molti esercizi sulle strutture dati lineari, perché ci serviranno tantissimo quando faremo quelle complesse, e potreste trovarvi in difficoltà se non fate pratica. Loro:
Io: ragazzi, oggi vediamo l'inserzione di elementi in un albero BST. (spiegone). Tutto chiaro? Loro:
Io:
FACEVANO BENE I MIEI PROFESSORI A FOTTERSENE BELLAMENTE DEGLI STUDENTI, VENIVANO, SPIEGAVANO, SI METTEVANO LO STIPENDIO IN TASCA E VAFFANCULO.
MA MORITE TUTTI.

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Ovviamente la condizione presentata sopra non esiste e non esisterà mai (almeno al nostro stato tecnologico), era una chiacchiera da bar impossibile da verificare, giusto un esercizio di pensiero, a differenza del minchione (sì, sarà pure un luminare dell'evoluzionismo, ma sempre una minchiata ha detto) al quale è bastato conversare due secondi con Claude per poter affermare che possiede una coscienza. Questo è quando si dice buttare la laurea al cesso e tirare l'acqua (ok, poi magari l'avrà fatto per far parlare di sé, ma non cambia il valore squallido della cosa).
Tre anni fa dicevo questo, e facevo la parte del matto.
Mo' tutti a rompere i coglioni, a scrivere articoli su articoli, la solita scoperta dell'acqua calda.
Dai 40 ai 60 minuti? E chi c'è in commissione? La Digos?
Io vi son rimasto anche di più, ma la mia mappa concettuale o “tesina” vergeva su sesso ed amore passiona quindi tutti volevano parlarne. C’era una ragione, le mie compagne ridacchiavano ad ogni riferimento di questo tipo e per tre anni il professore di lettere ci aveva tormentato dicendo “chissà a chi chiederò i Carmina Priapea?” A ME, A ME LI DEVI CHIEDERE. Il membro esterno di matematica mi portò dei paper sulla sessualità in campo matematico.
Nemmeno io lo trovo un tempo esagerato.
Certo, se l'esame è "dimmi A" e mi aspetto una risposta imparata a memoria e recitata uguale uguale, allora ne bastano 15, ma se ti sottopongo un problema da risolvere o un qualcosa sul quale devi costruire una risposta ragionandoci su (come sono i miei di esami), allora 30 minuti vanno bene giusto per gli studenti più brillanti, con gli altri hai voglia a buttare il sangue.
Firefox che ti piglia per il culo

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Al meeting di onboarding dei nuovi assunti, una 20ina di persone presenti.
Tizi: Antonio, raccontaci due cose di te che ti rendono speciale Io: mah, penso di essere la persona più "nella media" che potrete mai incontrare in tutta una vita.
Sono partiti applausi e attestati di stima.
Più invecchio, più mi convinco che per piacere alla gente devi prenderla per il culo.
Leggere @gustavo-9000 che come incipit di un post scrive Certo, sono umano, vuol dire che veramente abbiamo visto tutto qua sopra.