Unpopular opinion: Ma quanto sono lagnosi i Nirvana?
Quando andavo al Liceo, c'era una scritta su uno dei muri che recitava
Kurt Cobain era proprio uno stronzo
e credo che, a 35 anni di stanza, sia una frase che ha ancora un senso.

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Studenti: Professore, per finire prima il corso, possiamo accorpare le lezioni? Io: (ah, guardate, per la voglia che mi avete fatto passare, ringraziate la Madonna se non ho applicato alla lettera le clausole contrattuali e mi sono scavato dal cazzo prima del termine del corso lasciandovi a voi stessi, come hanno fatto TANTI prima di me e con tutta probabilità adesso vengono anche presi ad esempio di docenza, mentre a me ancora scassano la minchia e devo stare a giustificare i miei comportamenti) per me va bene tutto, prima finiamo meglio è. Studenti: ❤️❤️❤️❤️❤️
Ho iniziato i miei primi esperimenti con Stable Diffusion + Qwen3 Image Edit in locale, per capire come usare questa monnezza anche per generare video ed audio, ed il primo esperimento era realizzare il mio sogno, ovvero farmi cavalcare da Jessica Chastain in un lago.
Jessica Chastain
@tlrh-blog oh, che bello, una domanda :)
La mia ultima versione dell'algoritmo funziona così.
Si parte dalla mia lista di persone che seguo e di persone che mi seguono, ho bisogno di un punto di partenza e quelli sono noti. Da qui tiro fuori circa 2000 persone.
Per ognuno di questi:
Tiro fuori i primi 30 post disponibili. Un post viene considerato valido se è composto da almeno 3 parole (qualsiasi esse siano, pure una pernacchia). Un blog è considerato "non vuoto" se almeno 6 post verificano questa condizione, altrimenti viene scartato senza nemmeno far partire l'analisi (questo già toglie tutta una serie di blog vuoti ed immondizia bot).
Se passa il test al punto 1, viene ingaggiato un modello Qwen3 locale il cui unico obiettivo è, per ciascuno di questi post, stabilire la lingua usata per scriverlo. Se meno del 70% dei post è scritto in lingua non italiana, il blog viene scartato. Questo tira via il grosso degli indesiderati, inclusa la restante fetta di bot, pornazzi e monnezza simile.
A questo punto il blog viene marcato come "italiano", e si passa alla ricerca dei blog che lui segue (potenzialmente, se scrive in italiano, potrebbe seguire altri italiani). Non è detto che questa lista sia disponibile, nel caso esista va a popolare la lista di blog da scansionare (eravamo partiti con 2000 elementi, adesso inizia gonfiarsi) e li mette in coda.
Adesso si valuta la data dell'ultimo post scritto. Se è precedente 6 mesi, viene dichiarato abbandonato.
Poi si valuta quanti reblog ci sono sui post letti, se si supera il 50%, viene valutato come blog di soli reblog, e scartato.
Poi si valutano gli ask, se contiene più del 20% di ask viene scartato.
Poi si valuta quanti di quei post italiani contengono meno di 200 caratteri, se supera il 60% viene scartato come blog troppo ermetico.
A questo punto si ingaggia di nuovo il modello Qwen3 per capire se il contenuto dei post è di natura prevalentemente politica. Se i post politici superano il 40%, viene scartato.
Infine si passa all'analisi delle immagini contenute nei post scaricati utilizzando un modello Qwen3 Vision, se ci sono più di 2 zozzate viene scartato come NSFW.
Se passa tutti questi controlli, viene inserito nella lista dei validi.
Nel database locale vengono comunque salvate tutte le analisi fatte.
Il giro riparte dal punto 1 prendendo il prossimo blog nella lista di quelli in coda.
La prima versione non era così, e ci ho messo un po' a raffinarla, c'erano versioni dove era troppo ghigliottina, altre dove lasciava passare un po' di tutto. Questa configurazione invece mi sta dando ottimi risultati, può sempre scappare qualche blog, eh, la AI non è mai precisa al 100%, ma con questi parametri è abbastanza affidabile.

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Forza Curaçao! 🇨🇼
(fino a ieri non sapevo manco dove fosse ma, come si dice, il nemico del mio nemico è mio amico)
Già il primo pallone.
Bon, spegniamo la TV.
Forza Curaçao! 🇨🇼
(fino a ieri non sapevo manco dove fosse ma, come si dice, il nemico del mio nemico è mio amico)
È da un po che non parlo di matematica e sotto un post mi è stata fatta la seguente domanda (da @giorgiostagni): Cosa significa Z/37 o Z/17?
Prima di rispondere visto la generale confusione che si crea quando nomino algebra ci tengo a specificare che esistono 2 branchie dell'algebra: algebra lineare (matrici, vettori, etc) e algebra astratta (gruppi, anelli, campi...). Algebra astratta è meno conosciuta perché di solito non si fa a facoltà come ingegneria o fisica, però anche molto più bella (secondo me).
In realtà la domanda ha una risposta molto breve: Z è l'insieme dei numeri interi e Z/n (n naturale >0) è un "quoziente" di questo insieme, si legge "Z modulo n", e indica l'insieme dei resti che si ottengono dividendo un numero intero per n. Se due numeri a e b divisi per n danno lo stesso resto allora stanno nella stessa classe (=sono lo stesso elemento, ovvero sono in relazione di equivalenza).
Quindi facciamo un esempio: Z/2 contiene due elementi: [0] (classe di 0) e [1] (classe di 1), questo perché se prendo un qualsiasi numero dispari diviso 2 ha resto 1, mentre un qualsiasi numero pari è divisibile per 2 e ha resto 0. Se pensate a come funzionano i resti nelle divisioni è facile convincersi che Z/n contiene esattamente n elementi che sono: [0],[1],...,[n-1]. Gli elementi si indicano così perché la classe di 0 non contiene solo 0 ma tutti i multipli di n, classe di 1 contiene anche n+1, 2n+1 etc...
Questi insiemi sono molto utili nel quotidiano per esempio gli orologi funzionano su Z/12.
In generale sono molto utili anche in algebra perché se quoziento per un numero primo, Z/p con l'operazione di prodotto sarà un campo (teorema), ovvero un insieme in cui ogni elemento (≠0) ha un inverso moltiplicativo. Questa cosa è figa perché di base in Z con il prodotto non ha inversi per ogni elemento (2 è intero, il suo inverso sarebbe 1/2 che però non è intero, quindi 2 non ha inverso in Z). Prendiamo però Z/3={[0],[1],[2]} questo è un campo perché [1] è inverso di se stesso (ovvio), [2] è anche inverso di se stesso perché 2*2=4 e [4]=[1] perché 4/3 da resto 1. Quindi ogni elemento ha inverso in Z/3.
Nel pratico a cosa serve? Tante volte anche al liceo ci capita di chiederci se un polinomio è riducibile o no, ovvero se un polinomio si spezza in dei prodotti o meno. Chiediamoci: f(x)=X^3+2x+1 è irriducibile in Z? Un polinomio è irriducibile se non lo posso spezzare nel prodotto di polinomi di grado minore. C'è un teorema che ci dice: Se un polinomio è irriducibile in Z/p per un qualche p allora è irriducibile in Z. Considero Z/3. Notiamo che se f(x) si spezza nel prodotto di polinomi allora deve avere un polinomio di grado 1, quindi deve avere una radice in Z/3, ma non ha radici in Z/3. Quindi f(x) irriducibile In Z.
Ora so che ci sono altri modi per motivare che f(x) è irriducibile, vi illumino però sul fatto che questo sia uno e che in altri casi possa risultare più semplice motivare l'irriducibilità in questa maniera.
Dopo aver configurato il mio nuovo MacBook M5 Pro, ho resettato il vecchio MacBook M1 Pro, pulito a fondo in ogni suo angolo e rimesso nel vecchio imballaggio, con tutte le veline, il copri-laptop, le scatoline, riattaccato tutti gli adesivi di fabbrica e rimesso nel suo scatolo originale, per restituirlo all'Ufficio IT di SAP.
Questo per tre motivi, in ordine crescente di importanza.
Mi piace restituire la roba non mia esattamente nel modo in cui mi è stata fornita, per una questione di rispetto e tutela del bene altrui.
È scritto espressamente nella policy aziendale che il PC va restituito esattamente nelle condizioni in cui è stato fornito.
La goduria sadica nel vedere la faccia del tizio dell'IT che si deve scartocciare di nuovo tutto il cazzo di imballaggio per poi buttarlo e sentirti mandare affanculo con lo sguardo non ha prezzo, si vive di questo, soltanto questo.
TumblrFinder: non ce la farà mai
Ad oggi si è smazzato la bellezza di 13.272 blog italiani, e ne ha fatti passare 355.
Gliene restano ancora 107.505 da leggere.
Non avrei mai pensato che la quota italiana di questo posto potesse raggiungere questi numeri.

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Siamo tutti d'accordo che ascoltare musica che odi è una delle peggiori torture che possano esistere. Non è una legge dimostrabile, ma possiamo prenderla come tale, un po' come dire che non esiste una persona su questo pianeta alla quale non piaccia la pizza. Bene.
Per i miei 50 anni gli "amici" hanno deciso di portarmi ad un concerto di musica che piace solo a loro, e a me fa cagare. Questo è il mio regalo di compleanno.
Già ho capito che rispettare la volontà altrui a quanto pare è una cosa impossibile, io dichiaro delle intenzioni e la gente se ne fotte, perché chiunque può dire "se è no vuol dire no" tranne me, non mi viene concesso questo lusso, io devo prenderla nel culo senza discutere, adesso mi toccherà litigare al mio genetliaco per una cosa che non ho mai chiesto e che mi verrà servita come "è impossibile che non ti piaccia".
Questa è la misura della gente che mi circonda. Spero che a voi vada molto meglio.
Sì, il lavoro si trova. Ma io non ho più 25 anni, come nel 2006, dove guadagnano qualcosa che, facendo i dovuti rapporti con le paghe tedesche, era tipo un 35.000 euro l'anno.
Adesso ho il doppio degli anni e guadagno 3 volte tanto. E lo so che SAP inizia a fare quei discorsi tipo "neeeehhh ti ho visto oggi che sei andato almeno 10 volte al cesso per andare a pisciare, che vogliamo fa'?".
La AI ha talmente sconvolto i piani che non vorrei trovarmi in qualche frana perché sono nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Per carità, la AI non sostituisce nessuno (o quasi), e mi rassicurano un po' le ultime parole del CEO che ha detto una roba del tipo "ok, ragazzi, ci siamo divertiti abbastanza con le stronzate, adesso è arrivato il momento di tornare a lavorare", però viviamo anche in un periodo storico che oggi fai una roba e tra 6 mesi chissà dove sei.
Magari sono solo pippe mie, ma prima il contesto politico, poi quello tecnologico ed infine quello aziendale non mi fanno dormire più tra quattro guanciali come prima. Non me ne frega niente di finire a fare il cassiere da Penny se è il modo per portare il pane a casa, nella vita ho altre priorità che fare carriera e diventare qualcuno, basta che nessuno mi scassi le palle, a cominciare da possibili futuri squadristi.
L'AfD è di fatto ormai il primo partito in diversi Länder dell'Est e sta raccogliendo voti anche in tante province dell'Ovest, addirittura tra i giovani, delusi da una politica bipartisan che tende più a tutelare la parte anziana del paese. Ovviamente stiamo parlando di gente che fa solo annunci e che poi andati al Governo se la prenderanno solo con i poveri che non possono fare comunque nulla, e lasceranno i problemi irrisolti.
Se l'AfD finora non ce l'ha ancora fatta è solo perché le altre forze politiche, indipendentemente dal colore, preferiscono fare fronte comune e raggiungere una maggioranza che non ha alcun senso politico se non quello di fare da diga contro di loro, ma è una stronzata già come idea, perché poi finisci col mandare interi governi in stallo, perché avendo programmi diversi praticamente su tutto litighi ogni giorno e porti altri voti all'AfD, che diventa ogni giorno sempre più l'unica alternativa possibile. Lo stesso effetto che ha portato Fratelli d'Italia dall'essere un partito di quattro stronzi 10 anni fa al governo oggi.
Se a tutto questo sommi il problema che, da quando c'è Merz come PdC, la CDU continua a perdere voti, al punto tale che il suo partito stesso si sta attrezzando per farlo fuori prima che la barca affondi, comprendi che la situazione non è proprio di quelle brillanti, anche perché SPD e Verdi si sono già bruciati al precedente Governo, e Linke e FDP sono partiti da prefisso telefonico e tali restano.
E questo è quanto per la situazione politica del Paese, adesso arriva il mio di problema.
Secondo le leggi europee, come cittadino hai diritto alla libera circolazione ma la permanenza non ti viene garantita oltre i tre mesi, a meno che tu non abbia lavorato almeno un anno e poi vieni licenziato non per tua scelta, e qui ti viene garantito un permesso di soggiorno a patto che tu sia iscritto agli uffici di collocamento, oppure che tu abbia lavorato per 5 anni di fila, ed in questo caso acquisci una sorta di diritto di soggiorno permanente, anche se resti senza lavoro o ti licenzi per scelta. Io sono, al mio stato attuale, un immigrato che ha lavorato più di 5 anni, nulla di più.
Ed è proprio qui che l'AfD vuole dare battaglia, perché queste leggi hanno garantito un diritto di residenza a tutti quelli che sono entrati in Germania, qui lavoro se ne trova, quindi un anno di lavoro lo fai dovunque senza problemi, ed il salario minimo ti garantisce anche una paga che bene o male ti permette di arrivare alla fine del mese. E ovviamente quale battaglia populista portavoti migliore c'è di quella di dire "togliamo 'sti permessi di soggiorno permanenti, senza lavoro vai fuori dalle palle".
Questo paese non è più quello di 10 anni fa, e SAP non è più quella di 10 anni fa. Per carità, non siamo arrivati ancora al pelo della merda, ma la derivata è impietosamente negativa già da quando prima la Germania ha dovuto cambiare le sue politiche green e la guerra dopo ha dato la mazzata finale ad un paese dipendente dal gas russo più di tutti. Non me la prendo con nessuno, eh, è facile puntare il dito col senno di poi, sono state fatte delle scelte che sembravano giuste, poi il pianeta ha cominciato a girare al contrario e sono finiti culo a terra. E questo è un paese molto lento a reagire ai cambiamenti, proprio per motivi di imprinting, quindi non se la stanno passando bene, persino l'Italia su alcune metriche economiche se la passa meglio, questo non vuol dire ancora granchè, però i numeri di oggi erano impensabili 10 anni fa, e questo è quanto.
Ergo, io non sono più così sicuro che SAP riesca a portarmi fino alla pensione, cosa sulla quale nel 2017 ci avevo messo la firma, ma adesso devo iniziare a procurarmi quanti più paracadute possibili, poi se non succede nulla meglio così, ma le mie sicurezze hanno iniziato a vacillare, e per educazione personale non aspetto mai l'ultimo momento per saltare sulla scialuppa fidandomi dello Schettino di turno. E temo che il legame di affido che ho con Lilly da solo potrebbe non bastare.
Comunque, dopo un'attenta riflessione geopolitica, che San Gennaro abbia pietà della mia anima, mi son deciso ad iniziare il percorso per la cittadinanza tedesca. Non perdo quella italiana, sia chiaro, però per me era una questione di principio, non volevo nulla che creasse legami legali con questa terra.
Questo è amore genitoriale, per nessuno al mondo avrei venduto il mio culo a queste bestie, ma devo garantirmi tutele, e la strada è quella.
Se SAP dovesse licenziarmi, e l'AfD prendere il controllo del paese, potrei trovarmi in una bruttissima situazione, ed ho bisogno dello scudo del passaporto prima che sia troppo tardi.
Fable 5 è durato meno di una settimana... Stamattina è già irraggiungibile su Claude Code.
A me comunque, più che una questione di sicurezza nazionale, da l'idea di una questione di supremazia tecnologica. Un po' come faceva il Giappone negli anni 90, quando non potevano vendere tecnologia all'estero prima di averla avuta tot anni in patria.
Se l'europa non si sveglia restiamo all'età della pietra.
Sul discorso dell'Europa condivido in pieno, ma quella è una vecchia storia.
Riguardo al discorso blocco degli export, secondo me è il tentativo, più di facciata che reale, di evitare che i cinesi gli ciulino tramite distillazione pure questi due modelli.
E ci scommetto quello che vuoi che ci stanno già lavorando.

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E se non avevo questa scusa non potevo perché di sicuro avrò il ditone del piede gonfio.
@amongsthewaves ti ringrazio, lo cerco e ci do una lettura :)
Ad ogni modo 3 anni fa non sostenevo che la mente umana potesse essere assimilabile ad una macchina, e nemmeno lo sostengo oggi (infatti il tizio del video, che adoro alla follia, ha ragione da vendere).
Quello che ho provato ad immaginare 3 anni fa era un esercizio più filosofico che scientifico, una sorta di condizione ideale, tipo Macchina di Carnot nella Termodinamica, per intenderci, ovvero se una rete con *infinite* connessioni neurali, quindi sempre zero coscienza ma infinita conoscenza, pur potendo dimostrare matematicamente ed ingegneristicamente che non possiede una coscienza, fosse comunque in grado di fornire, in qualsiasi circostanza, con probabilità pari al 100%, la risposta sempre più "umanamente plausibile" a qualsiasi domanda, anche e soprattutto a quelle più legate al mondo umano (sentimenti, intuizioni, etc.), e quindi poter creare una equivalenza a posteriori tra conoscenza infinita e coscienza, e poter sostenere che un oggetto, artificiale o meno, con conoscenza infinita potesse essere nei fatti equiparabile ed indistinguibile al 100% ad un essere vivente cosciente.
Ovviamente la condizione presentata sopra non esiste e non esisterà mai (almeno al nostro stato tecnologico), era una chiacchiera da bar impossibile da verificare, giusto un esercizio di pensiero, a differenza del minchione (sì, sarà pure un luminare dell'evoluzionismo, ma sempre una minchiata ha detto) al quale è bastato conversare due secondi con Claude per poter affermare che possiede una coscienza. Questo è quando si dice buttare la laurea al cesso e tirare l'acqua (ok, poi magari l'avrà fatto per far parlare di sé, ma non cambia il valore squallido della cosa).
@paperometria Sì, idee simili alla tua girano da tanto in filosofia della mente, se ti interessa il tema ti ci puoi divertire. Molti ti risponderebbero che alla macchina che immaginavi mancherebbe comunque qualcosa: l'aspetto qualitativo o "fenomenico" della coscienza, l'effetto che fa vivere una determinata esperienza. Quindi il comportamento della macchina potrà pure essere indistinguibile da quello di un umano dal nostro punto di vista, ma non si può dire che la macchina abbia una "mente" o men che meno una coscienza equiparabile alla nostra. (Tra i grandi classici su questo tema: "Cosa si prova ad essere un pipistrello?" di Thomas Nagel, la "stanza cinese" di John Searle, il "China brain" di Ned Block... ma la lista è lunga.)
Negli ultimi decenni si sta affermando sempre di più l'idea che l'aspetto fenomenico della coscienza abbia qualcosa a che fare con la materia organica e l'organizzazione dei processi vitali. La mente umana non è un software che può girare su qualunque hardware; i dettagli materiali di come siamo fatti contano più di quanto pensassimo qualche decennio fa. L'articolo che citavo prima parla di questo. Un saluto!
Completamente d'accordo su tutto.
Diciamo che ho solo un piccolo fastidio (ma molto probabilmente è roba mia, dovuta al mio vizio di dissezionare tutto, vuoi per formazione, vuoi per indole) nell'accettare tout court che la riduzione di una coscienza a pura chimica non sia possibile.
Ho sempre pensato che ce la cantiamo e ce la suoniamo per il semplice fatto che non riusciamo a riprodurre un cervello completo per vie artificiali, ma da qui a dire che sia impossibile ce ne passa, diciamo che non ne siamo capaci e dobbiamo accettare determinati costrutti perché è il modo migliore che abbiamo per descrivere la realtà. Ma ho quel prurito che mi suggerisce che la cosa non finisce qui.
Ma il giorno in cui (non so se ci sarà mai) riuscissimo a produrre un cervello identico a quello biologico ma ottenuto per vie non-biologiche, che reagisce agli stessi input e produce le stesse informazioni elettriche (dalle quali poi scateniamo tutto il resto), eh lì la vedo poi dura a definire la coscienza come una roba a sé e non come un software che può girare su qualunque hardware. È un po' come quella storia di riprodurre la carne sintetica in laboratorio, se è carne, la mangio, ha lo stesso identico sapore e mi dà lo stesso identico contributo nutritivo della carne allevata per vie tradizionali, hai voglia a dire "eh, ma non viene da una mucca vera", sticazzi.
Però sì, o raggiungiamo questo punto, oppure fino a prova contraria i fatti sono quelli che hai descritto (e quindi, con mia immensa gioia, Richard Dawkins se la piglia a quel posto).
Hai ragione, nessuno può provare ogni oltre ragionevole dubbio che riprodurre la coscienza in un altro materiale sia impossibile, e infatti questi autori non lo sostengono. Però c'è il sospetto crescente che per riuscirci dovremmo essere in grado di replicare anche tutte (o buona parte di) quelle proprietà che hanno a che fare con il metabolismo. Per metterla con uno slogan: niente coscienza artificiale senza vita artificiale.
Poi certo, a parte eccezioni, la maggior parte degli autori contemporanei è convinta che anche la coscienza emerga - in modi che ancora non ci sono chiari e forse mai lo saranno - da processi materiali; in questo senso non è una "roba a sé".
L'equazione coscienza = cervello però è un altro dogma che molti stanno cercando di smontare. Il cervello può fare quello che fa perché è inserito in un corpo e in un ambiente; la coscienza non sta "dentro" la scatola cranica, ma emerge dalle interazioni di un organismo con il mondo che lo circonda. Quindi, a parere di questi autori, se volessi replicare la nostra coscienza, probabilmente dovresti darle non solo un cervello, ma anche un corpo artificiale...
Per finire, un'altra distinzione importante è quella tra intenzionalità intrinseca (o primaria) e derivata. Una parola significa qualcosa perché un essere umano le attribuisce un significato; in sé, sarebbe solo una serie di tratti su un pezzo di carta (o una serie di suoni nel vento, etc). In altre parole, le frasi del nostro linguaggio derivano la loro intenzionalità, il loro riferirsi a qualcosa, da esseri capaci di intenzionalità primaria, ossia esseri coscienti. Quindi: il fatto che io legga le informazioni generate da ChatGPT e le trovi dotate di senso non significa che ChatGPT capisca niente di quello che sta generando. Riempire una macchina di dati non equivale a darle "conoscenza" di quelle informazioni. In altre parole, per quanto riguarda Dawkins:
— Michał Podlewski (@trajektoriePL) May 3, 2026
Reblog finale per fissare le tue parole qui e per dire che questo dovrebbe essere il mio blog, e non una somma di tedeschi da insultare e studenti da bestemmiare (anche se sui secondi alla fine di quest'anno risolvo).
Purtroppo la realtà è fatta di tanti scazzi e poche conversazioni belle.