In questi giorni leggo tantissimi articoli sulla figura della donna, il potere femminile e la discriminazione che ancora regna sovrana. Li leggo soprattutto perché nel mondo stanno accadendo diversi fatti che hanno smosso nuovamente le coscienze. Non posso però addurre tutto questo fermento a qualche azione proveniente da oltreoceano. Se è vero che Trump pensa alle donne come all’ultimo accessorio da inserire su una Lamborghini, è anche vero che questo suo pensiero trova tantissima simpatia.
Un mio carissimo amico ha pubblicato oggi le foto di un calendario maschilista che gli è stato donato dopo una cena. Ora, al di là del fatto che a livello di merchandising i calendari costano troppo e portano poca fidelizzazione negli ultimi tempi, questo è veramente speciale. Perdonatemi se userò questo pretesto per un discorso più generale:
Il calendario riporta una serie di immagini di come fare sesso con una donna, con una serie di suggerimenti sulle calorie che si bruciano in tali atti. Le parti migliori di tutto questo sciorinare maschilista sono le calorie bruciate quando la donna viene spogliata “senza il suo consenso” o quando ci si riveste dopo “con suo padre o marito alla porta“.
Ora, non capisco come non ci si faccia a rendere conto che una cosa del genere è da denuncia. Che se non esistono i diritti umani per le donne legati a determinate azioni discriminatorie, dovrebbero invece essere resi sotto forma di legge e puniti. Non capisco ancora come si possa anche solo suggerire che una donna possa essere spogliata senza il suo consenso. Non lo capisco sopratutto alla luce dei femminicidi che avvengono quotidianamente nel nostro paese e nel mondo e che qualcuno si è anche lamentato che chiamiamo così. Le frasi solite rispetto a questo genere di rimostranze femminili da parte del maschio medio sono “eh ma dai si voleva solo scherzare” con quel calendario. Oppure “eh ma la definizione di femminicidio è sessista, un omicidio è sempre un omicidio“. Insomma, vogliamo proprio tapparci gli occhi da ogni angolo. Così come l’omofobia è solo uno scherzo no? Qui si fa tutto per dire, è tutta una battuta, un gioco. Nel frattempo la gente muore, le donne muoiono, gli omosessuali si devono ancora nascondere, i trans sono quelli che battono per strada e non hanno una morale. E ancora, il famoso scherzo e il famoso “si fa tanto per dire” o lo sminuire l’uccisione di centinaia di migliaia di donne ad opera dei loro compagni, fidanzati, mariti, ex, è un crimine contro l’umanità.
Il risultato peggiore di queste opinioni generaliste e populiste è poi la triste realtà dove le donne dementi gli danno anche retta, pensando veramente di essere il “sesso debole“. Sento donne che dicono “ah noi non siamo uguali agli uomini, loro sono più forti e hanno ragione“. Queste finte donne indifese che devono ringraziare di poter esprimere una loro opinione proprio tutte le donne morte e seviziate che hanno combattuto per i diritti della femminilità. Queste donne che non si rendono conto, timorate di dio, timorate del padre padrone, che nelle braccia di un becero bruto si sentono al sicuro. Al sicuro fin quando lui non deciderà di accoltellarle, scioglierle con l’acido o dargli fuoco. E anche a quel punto alcune donne li proteggono, vittime di sindromi di Stoccolma troppo grandi da gestire per la loro estrazione o cultura.
Poco tempo fa su questo blog un utente ha commentato un mio vecchio articolo, il titolo era
L’amore ai tempi della realizzazione personale. Oppure: Io e tu o io o tu?
Il commento dell’utente è:
alex in 16 gennaio 2017 alle 8:51 pm ha detto:Modifica
un concentrato di misandria così potente non l’avevo mai letto.Devi essere una delle tante femmine che hanno la necessitá di autoelogiarsi per cercar di sfuggire ai loro complessi d’inferioritá,quelli che nutrono verso gli uomini.Ringrazia Dio che esistono ancora.Senza di loro torneresti a vivere in una caverna nel giro di un mese.
Mi diverte che dopo tanti anni qualcuno ha trovato questo articolo, la domanda che mi sono posta è: chissà cosa stava cercando. Il suo commento è un chiaro segnale di cosa pensano molti uomini oggi. Mi dice che sono misandrica, dice anche che voglio autoelogiarmi perché ho complessi di inferiorità verso gli uomini e che devono ringraziare proprio questi perché altrimenti tornerei “a vivere in una caverna”. Devo ancora capire il senso di questo commento. A parte la serie di insulti personali lanciati a casaccio che, oggettivamente, non mi fanno né caldo né freddo, la cosa che mi ha colpito è che io tornerei a vivere in una caverna. In che senso caro amico?
Senza un uomo morirei di fame? Perché in una caverna e non per strada che avrebbe più senso? In fondo la caverna è proprio dove vivi tu caro amico mio, vedi le ombre e non capisci il loro significato. Comunque al di là della piccola bega interna capite oggi quanto mi colpisce di più questo commento.
Un uomo come tanti al mondo, un uomo come Donald Trump ma senza il suo potere, viene e mi aggredisce dicendo che agli uomini devo ciò che ho e che sono. Certo, io capisco che non può sbagliarsi più di così e mi auguro che rimanga single per il resto della sua vita, ma anche solo il fatto che un’opinione del genere possa esistere mi sconvolge.
Non abbiamo imparato nulla. Le donne non hanno imparato niente. Quelle che combattono sono delle pazze femministe, quando ancora non c’è rispetto per cose basilari come la dignità della donna e il suo diritto ad esistere. Senza tenere conto della mancanza di regole ben precise su questioni che avremmo dovuto risolvere anni fa come la maternità. Basti pensare a questo mondo del lavoro dove le donne vengono rigettate a capofitto con il corpo mezzo devastato dal parto, perché per l’uomo partorire è “lo fanno tutte quante perché il tuo è speciale?“. Un mondo dove la depressione post partum non viene riconosciuta nemmeno dalle loro colleghe. Un mondo dove i permessi genitoriali sono mal visti o non riconosciuti e gli altri genitori non danno alcun supporto perché “tanto è così che funziona“.
Un mondo declinato completamente al maschile a cui le donne, anche quelle più forti e intelligenti,spesso rinunciano, lasciandosi alle spalle la carriera perché non riescono a conciliare la vita famigliare, e tutte le responsabilità femminili, con quella lavorativa. Non perché loro non vogliano farlo, ma perché il mondo del lavoro in Italia quantomeno le obbliga a una scelta orribile. Se stesse, magari le proprie aspirazioni per cui hanno studiato e lavorato, o il proprio compagno e i propri figli. Per non parlare di quelle che tornate a casa dal lavoro trovano da lavare, stirare, cucinare, mentre il marito sta a zampe all’aria sul divano e non fa niente, perché è la donna che storicamente si occupa della casa.
Un mondo dove anche donne ad alti livelli vengono intimate di non avere figli perché indesiderati dal datore di lavoro. Donne, come la mia amica V, che in posizioni di potere aspettano anche i 40 anni per avere figli, entrano in maternità e tornate a lavoro gli viene detto che la loro posizione non c’è più. Donne che ai colloqui gli viene chiesto l’orario dell’asilo, quanti anni ha il bambino, se allattano e domande che non sono concepibili né in cielo né in terra. Donne scartate perché madri, donne scartate perché in età fertile, donne costrette a rinunciare alla propria maternità se vogliono realizzarsi professionalmente.
E siamo solo alla punta dell’iceberg. Nel mondo ci sono spose bambine, bambine infibulate, stupri ritenuti normali, donne lapidate, donne torturate, donne assassinate, bruciate, corrose dall’acido, donne schiave delle loro famiglie, del marito, della società. Bambine che subiscono trattamenti che non augurereste nemmeno al vostro peggior nemico.
Ma nel frattempo il mondo continua ad essere degli uomini, di gente come quelli che fanno il calendario del Kamasutra dove la donna viene spogliata senza il suo consenso, o di gente come Trump la cui opinione si può riassumere con frasi come: “Le donne sono oggetti ‘esteticamente piacevoli’” oppure “Le molestie e violenze sessuali sono la logica conseguenza della vicinanza di uomini e donne” e infine “Il pezzo che preferisco di Pulp Fiction è quando Sam tira fuori la pistola a cena e intima alla fidanzata di stare zitta. Dire a quella zoccola di stare calma. Dire: ‘Puttana, datti una calmata’. Amo queste frasi“.
La figura della donna i tempi di Trump In questi giorni leggo tantissimi articoli sulla figura della donna, il potere femminile e la discriminazione che ancora regna sovrana.