Ogni volta che un bambino esangue cede il suo ultimo respiro, il funerale di tutta l'umanità ai compie. Nel sangue che impregna il terreno che aveva visto innocente felicità , si spegne l'illusione che l'uomo è più della sua bestia. E quando tu cammini, ignaro del dolore che le tue spalle sorreggono, ignaro della violenza che l'essere ignavo genera, dimmi: ti senti uomo?
Dalla tua casa sorseggi placido una tisana, gusti biscotti, o sei semplicemente in un magico tepore, hai la possibilità di spezzare un tozzo di pane o concederti una doccia. Ecco, questo è dato da millenni di civiltà , e toglierlo al prossimo è privarlo dell'umanità . Ma chi toglie l'umanità la perde a sua volta, al pari di chi è complice. In modo colpevole e più grave rispetto a chi subisce l'ingiustizia.
E poi saremo lì, a raccogliere le macerie della bestialità della nostra specie, e quando la distanza fisica e temporale avrà fatto il suo corso, potremo guardare impassibili e accusare il passato, lavandoci le mani ancora una volta. L'anima però non si può lavare, la coscienza rimane sporca di sangue e il pegno da pagare è alto e si compie nell'eterno fallimento della società umana.




















