Ho dormito un po’ male. Ho provato ad addormentarmi a mezzanotte, anche se non stavo proprio crollando. Ho pensato, non so per quale motivo, a C e alle cose passate. Mi sono innervosita per questo motivo e anche perché non riuscivo a dormire, stavo per mettermi a piangere, ma ho saputo controllare le emozioni. Zero incubi.
Per colazione ho mangiato una fetta di pancarrè tostato con la marmellata ai frutti di bosco... ho scoperto il paradiso. Ho deciso comunque di non mangiarla ogni giorno e di bruciare poi le calorie assunte con l’allenamento pomeridiano che ho ripreso ieri. A pranzo zero sgarri. Mentre stamattina facevo i soliti servizi in casa mi sono resa conto che i mesi di settembre e ottobre sono andati diversamente rispetto agli ultimi tre anni. Mi spiego. Dopo il trasferimento di quattro anni fa, mamma e papà hanno riprovato a stare insieme per tre anni consecutivi. Ogni anno fallendo. Quando decidevano di riprovarci? A settembre. Ogni settembre, degli ultimi tre anni, ci radunavano tutte e ci dicevano “Vogliamo riprovarci. Stiamo cercando già casa. Continuiamo così fino a Natale, poi se tutto va bene a gennaio ci trasferiamo.” Ora capisco Gazzelle che dice “Settembre è un mese di merda per ricominciare” Inutile dire che passavamo il Natale separati. La vigilia con mamma e i nonni a casa nostra, e il Natale da papà con lui, senza mamma. E a Capodanno sceglievamo di evadere da entrambi. Ricordo la cena di Natale di due anni fa passata al McDonald. Ecco, loro così facevano. Si svegliavano una mattina e decidevano di riprovarci, di dirlo a noi e di cercare una casa insieme. Passavamo dal vedere papà poche volte alla settimana a vederlo tutti i giorni a cena. Ed io mi abituavo alla sua presenza, illudendomi e nutrendomi del bisogno della sua figura costante nella mia vita. Poi passavamo al non vederlo più e a sentire “non funziona”. L’anno scorso uguale con l’unica differenza che aprii gli occhi. Alla vigilia di Natale uscii in mio padre e gli dissi “So che stai cercando una casa da solo, perché quella in cui stai adesso è troppo grande per te e paghi molto... quando la cerchi tieni in considerazione una cameretta piccola per me. Voglio venire da te.” Eravamo sul motorino, il mio sorriso nascosto dietro la sciarpa. Mi rispose “Vuoi venire da me ogni tanto o sempre?” “Sempre -e aggiunsi- ho capito che posso avere un rapporto con te anche se tu e mamma non state insieme. Ho vissuto per troppo tempo senza di te.” Ecco, l’anno scorso son cambiata io. Non ci siamo ancora trasferiti, lui abita ancora in quella casa troppo grande in cui abbiamo vissuto per anni tutti insieme. Credo che il trasferimento avverrà l’anno prossimo, covid permettendo. Ed io ho paura di una reazione di mamma. Dunque... mi sono resa conto che quest’anno non è successo.
Nel pomeriggio ho fatto la solita videochiamata di lavoro, poi mi sono allenata e dopo bagno e shampoo. Verso le otto ho fatto una passeggiata con Lola, abbiamo camminato per mezz’ora. A cena pizza, troppa bon!! Dopo cena è venuto papà e gli ho detto che domani vado da lui a dormire e passare il weekend lì. Oraaaaa Harry Potter e la pietra filosofale.
Corvonero: Corvonero (Ravenclaw) è una delle quattro Case della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. I membri di questa casa sono caratterizzati dal loro ingegno. Sono molto eccentrici e risultano alle volte incompresi, ma sono comunque in grado di stringere molte amicizie. Le caratteristiche che contraddistinguono un Corvonero sono l'intelligenza, la curiosità e la creatività. Sono strani a modo loro ed amano immaginare. L'elemento della casa è l'aria, pertanto la casa comune di Corvonero è situata nella torre più alta del castello. Nonostante il nome italiano della casa sia "Corvonero", l'animale ufficialmente rappresentativo della casa è l'aquila e non il corvo.
«Oppure Corvonero, il vecchio e il saggio,
se siete svegli e pronti di mente,
ragione e sapienza qui trovan linguaggio
che si confà a simile gente.»