In una pausa sul set.
Amava stare sul set. Anche quando non toccava a lui girare, ci restava volentieri. Sia per amore del suo lavoro, sia per la poca propensione alla solitudine. Lo vedevi mescolarsi tra le maestranze, sempre pronto per un invito alla convivialità. Lasciava spazio alla sua generosa presenza per poi dileguarsi per una telefonata, per rifugiarsi in quel un gesto così semplice di comporre il numero e aspettare che qualcuno gli dicesse... 📞Pronto? Forse, per la troppa urgenza di voler comunicare, lasciar detto, una sorta di testamento emotivo del suo quotidiano. Tipico esempio di un 'timido" empatico che poco ha empatizzato con se stesso, ma che tanto ha empatizzato con il suo spirito critico, i suoi personaggi, e con i suoi fantasmi. L'uomo simbolo di mascolinità italiana, si fa simbolismo di fragilità, nonostante la "divisa da divo" delle sue mostrine, del divismo se ne fa ben poco. Ai più, è per tutti Mastroianni. Senza la j. Talento vitale, sguardo furbo e seducente, carismatico dalle spalle ampie, che lasciava spazio al femminile sogno di voler essere protette, e magari conquistate, e per questo, perfettamente etichettato "medaglia al valore di latin lover". Ma Solo per alcuni, è Marcello, in disparte sul set, occhio curioso, magari pronto a "spiare" il mestiere altrui, sbuffando un po' di fumo, per mescolarcisi, per restare al sicuro, per nutrirsi di quella linfa per lui, così tanto vitale.














