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Adoro queste scarpe, ma un complesso ogni volta che le indosso perché penso sempre che siano "troppo".
-Eseildomanidosseieri.

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Etre redevable des dérives de mes rêves, redevable de ces images irréelles que mon esprit élabore à partir du réel, redevable de ce réel qui fonde l'irréel.
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To be indebted to the drifts of my dreams, indebted to those unreal images my mind shapes from reality, indebted to that reality which gives rise to the unreal.
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Essere debitore delle derive dei miei sogni, debitore di quelle immagini irreali che la mia mente elabora a partire dal reale, debitore di quel reale che fonda l’irreale.
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(De disparition fondé, extraits)
© Pierre Cressant
(mardi 7 novembre 2006)
Zornitsa Hristova, Kiril Zlatkov, “Ascoltami quando sto zitto”.
La vita è un raccolto
Didascalica, precisa: nei primi minuti sfogliamo assieme un Larousse illustrato e scopriamo cos’erano un tempo le spigolatrici. Dal dizionario, ad un quadro che le ritrae, dal quadro che le ritrae ad una donna in carne ed ossa che ci racconta la sua spigolatura d'un tempo. Storia che si fa carne. Il passaggio dalle spigolatrici d’un tempo a quelle attuali è forte, quasi violento nel concetto: stessa posizione, epoche diverse, diverse problematiche e svariati campi d’applicazione. C’è chi spigola per passione, chi per esigenza, altri per attivismo. Spigolatori di verdure nei campi, al mercato, spigolatori anarchici e spigolatori di oggetti abbandonati davanti alle case; c’è chi spigola ostriche e chi oggetti di recupero: tutto normato dalla legge francese; ce lo spiega un togato perfettamente inserito in un campo di cavolfiori. Non avevo mai visto un’immagine così e mi piace, al cinema, vedere cose nuove. Spigolare per mangiare e spigolare per creare, si passa dalle città alle campagne scoprendo, dietro ad ogni gesto, un lato dell’animo umano. In poco più di un’ora raccolgo una quantità tale d’informazioni che mi pare sia passato un pomeriggio intero. Ho conosciuto tanta gente. Saper raccontare le cose in questo modo ha il valore dell’oro…per chi all’oro da valore. Giocare con la telecamera e con le mani fa sentire la gioia del vivere “da bambini”. Sì, l’immagine in movimento è un gioco, un aquilone, porta lontano e fa vedere da vicino. Penso che essere artista significhi anche stimolare all’azione…m’è venuta voglia di spigolare immagini in movimento, non solo istantanee. Chissà cosa accadrà. In ogni caso, grazie Agnès. Varda.