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Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
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Pensavo fosse profondità, invece era solo un riflesso.
Specchio specchio delle mie brame…. Ho perso le mutande 😉 aiutami a ritrovarle
Cose mie…
Stamattina esco da casa per portare il cane fuori. Sulla porta d’ingresso vedo la meraviglia che mi riporta ai ricordi d’infanzia che bambini di oggi non conoscono con infissi moderni.
C’è la neve e ghiaccio. Tiro l’aria fresca a pieni polmoni. Si sta veramente bene. Troppo bene… Do un’occhiata veloce al meteo… -12*C❄️ Adesso si spiega tutto!

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Vetro di passaggio
Mi sono fermata tante volte qui,
davanti a questa vetrina,
come se il vetro sapesse riconoscermi.
Da fuori tutto scorre:
passi veloci, voci appoggiate all’aria,
ombre che arrivano e subito si sciolgono.
Il vetro le prende appena,
le tiene un istante —
poi le lascia andare.
Anch’io sono passata così,
almeno mille e mille volte.
Eppure qualcosa di me
qui è rimasto.
Non il volto preciso,
non il gesto intero,
ma un riflesso lieve,
una traccia che non sa spiegarsi.
Mi vedo ancora bambina
a sfiorare il vetro con le dita,
dopo averci alitato sopra.
Mi vedo crescere, cambiare passo,
pelle, mi vedo guardarmi,
allontanarmi senza mai davvero uscire da ciò che sono.
Ogni età ha lasciato un segno sottile,
un’eco trasparente
che il vetro trattiene senza stringere.
Anni, stagioni, attimi
sono passati davanti a questa superficie,
come luce che non si ferma.
Eppure qui —
in questo fragile confine —
io restano appoggiata.
Non sono più quella che ero,
ma qualcosa di lei
continua a guardarmi da qui.
Il vetro non trattiene il tempo,
non lo salva,
non lo ferma davvero.
Lo sfiora.
Lo ricorda appena.
E in quel poco
ci sono ancora io.
The First Morning of Autumn over the Korana by Oliver Švob Via Flickr: The First Morning of Autumn over the Korana The first morning of autumn over the Korana in Karlovac. A boat rests on the calm river, as if listening to the breath of a new day. The sky, painted with the drama of clouds and the first rays of sun, descends into the river that embraces it like a mirror. In that union of sky and river, a moment is born that speaks without words — a gentle song of dawn, in the uncertainty of an autumn morning. Prvo jutro jeseni nad Korandom Prvo jutro jeseni nad Korandom u Karlovcu. Čamac čeka na mirnoj rijeci, kao da i sam osluškuje dah novog dana. Nebo, obojeno dramom oblaka i prvim zrakama sunca, spušta se u rijeku koja ga prima poput ogledala. U tom spoju neba i rijeke rađa se trenutak koji govori bez riječi — nježna pjesma svitanja, neizvjesnog jesenjeg jutra.
Ricorda di tenere in considerazione anche la persona che ogni mattina vedi riflessa nello specchio