Pensavo fosse profondità, invece era solo un riflesso.
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Pensavo fosse profondità, invece era solo un riflesso.

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“Non lasci andare qualcuno tutto in una volta […]. Dici addio nell'arco di una vita intera. Magari puoi non pensare a lei per dieci anni, poi senti una canzone che te la ricorda o finisci in un posto dove una volta siete stati insieme, ed ecco che qualcosa che avevi completamente dimenticato riaffiora in superficie. E dici un altro addio. Devi essere pronto a lasciarla andare un migliaio di volte.”
― Dolly Alderton, “Avete presente l'amore?”
♠️_Dio benedica la lingua, così perfettamente adattabile ad ogni superficie, che senza troppe ritrosia s’infila, avvolge, bagna.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
Beat Zoderer By fabioomero https://flic.kr/p/2rCE4zx

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“Non tutte le ferite sono superficiali. Alcune ferite sono molto più profonde di quanto possiamo immaginare, non le puoi vedere ad occhio nudo. E, poi ci sono alcune ferite che ci colgono di sorpresa. Il trucco con qualsiasi tipo di ferita o malattia è scavare fino in fondo e trovare la vera fonte del problema e una volta che l'hai trovata, prova con tutte le tue forze a guarire quella ferita.”
✍️🌳🍂✨🙏🏻☀️🌬️
L’ amico albero
(Maestro di vita)
Si fermò davanti all’albero, come dinanzi a un tempio.
La chioma si apriva sopra di lei come braccia immense, tese ad accogliere la luce del sole e pronte a intrecciare un dialogo silenzioso con il vento che la attraversava.
Ogni ramo era un sentiero che conduceva più in alto, un pensiero che non si arrendeva al limite, un sogno ostinato che cercava di toccare l’infinito.
Nel suo silenzio , si avvertiva una saggezza antica: quella di chi ha visto passare stagioni, uomini e tempeste, senza mai smettere di crescere.
Eppure, sotto i suoi piedi, si intuiva un altro mondo.
Le radici possenti affondavano nel cuore della terra, si intrecciavano come mani nascoste, creando una rete invisibile di sostegno e condivisione; memorie che nessuno vede, ma che sorreggono tutto ciò che brilla in superficie.
Era come se, sotto terra, si custodisse una fratellanza silenziosa, un’alleanza segreta che reggeva la vita in alto.
In quel dialogo invisibile con le profondità, l’albero trovava la sua vera forza: perché non c’è altezza che possa reggersi senza un abbraccio al buio.
Allora comprese: la vita somiglia a questo equilibrio segreto.
La chioma è la speranza, il desiderio di crescere oltre se stessi, di aprirsi alla luce.
Le radici sono le ferite, le cadute, i ricordi che scavano in noi: non ci imprigionano, ma ci ancorano, ci rendono stabili.
E lì, accanto a quel gigante silenzioso, sentì che ogni dolore poteva trasformarsi in radice e ogni sogno in ramo.
Che non esiste altezza senza profondità, e non esiste oscurità che non custodisca la promessa della luce.
L’albero, immobile e vivo, trasmise una certezza: la vita non è una lotta tra cielo e terra, ma un abbraccio che tiene insieme entrambi.
Stare ai piedi di un albero significa percepire la forza della stabilità e, al tempo stesso, la leggerezza dell’apertura.
È un maestro silenzioso che insegna a restare saldi nel proprio centro senza smettere di tendere verso l’alto.
Trasmette pace, umiltà e grandezza insieme: la certezza che, come le radici affondano nel buio, così la chioma si slancia verso la luce, e che tra questi due estremi scorra il mistero stesso della vita.
Mi alma busca otras almas que estén dispuestas a conocer pero sobre todo a exponer su oscuridad, quienes solo quieran la superficie me parecen aburridos y agotadores.