“C'è un precetto
secondo il quale ho vissuto:
preparati al peggio,
spera nel meglio e
accetta ciò che verrà.”
"La vita è fatta per ricominciare."
— Hannah Arendt

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“C'è un precetto
secondo il quale ho vissuto:
preparati al peggio,
spera nel meglio e
accetta ciò che verrà.”
"La vita è fatta per ricominciare."
— Hannah Arendt

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La Storia di Marco: un padre e un marito previdente!
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Non riesco a capire come una donna possa uscire di casa senza sistemarsi un minimo, anche solo per educazione. Non si sa mai, magari proprio quel giorno è destino che incontri l’uomo della sua vita… ed è meglio prepararsi bene al destino.
Coco Chanel
🌹🖤
[Di ingressi e di uscite dal palcoscenico con un copione in mano nella commedia teatrale dei giorni.]
La coreografia perfetta
Tu mi destabilizzavi. Rappresentavi per me una tentazione a cui volevo a tutti i costi resistere. L’ultima volta che mi ero concessa il lusso di cedere, ne ero uscita a pezzi. Una fitta di dolore mi attraversava al solo pensiero di rivivere di nuovo la fine di tutto e di veder crollare in un battito di ciglia le mie certezze. Il mio era un conflitto rovinoso tra rimorso e desiderio, tra equilibrio e follia, tra tormenti e piccole concessioni, alimentato dalla paura e dalla volontà di non fallire ancora una volta.
Io ero diventata per te una dolce e necessaria consuetudine. Rapidamente. Troppo.
«Tu non fai altro che cercare di trasformare un incontro fatale in uno mancato. Io vorrei restituirti il senso esistenziale del nostro legame. Vorrei rileggerti ogni giorno per restituirti ogni volta nuovi particolari. Rivivere le stesse emozioni con te in un adrenalinico ritorno. Assaporare con te ogni singolo momento.»
«Ti muovi in un balletto dalla perfetta coreografia. Per te tutto è possibile o quasi. Tutto è a portata di mano pronto ad essere colto. Hai sempre una soluzione per ogni problema. Non è tutto così semplice, sai. Non lo sono le note a margine che cerchi di interpretare e indagare al dettaglio o i buchi di trama che provi a esaminare attentamente. Non lo è la mia verità ferita, quella che mi porto incisa dentro, né lo sono le fratture interiori e le fragilità nascoste tra le pagine di un libro che credi di aver già imparato a memoria come il copione di una commedia teatrale. Non lo è il finale che fa da contraltare alle certezze che credi di aver acquisito.
Non posso farci niente se il nostro incontro mi ha sconvolto più di quanto potessi prevedere. Non posso farci niente se non posso diventare una versione migliore di quella precedente. Il punto è che non credo di potermi innamorare di te. Non credo di potermi lasciare andare ad un’intimità affettuosa e completa perché non è un conforto affettivo che cerco. Non credo di potermi aprire a un sentimento nuovo e forse non è con te che voglio percorrere questo pezzo di strada. Forse non sono le tue braccia quelle in cui mi tufferei a capofitto per sentirmi al sicuro. Forse non sento quel pugno allo stomaco che mi consentirebbe di dissacrare le mie convinzioni. Semplicemente, non voglio salvare il mio cuore dall'aridità appigliandomi all'autenticità dei tuoi sentimenti.
«Cerco di capire semplicemente cosa ti sta succedendo perché penso che tu ti stia preparando ad una fuga. Cerco solo un modo di trattenerti.»
«Ti sei soffermato solo sulle tue sottolineature, sul tuo ruolo, sul tuo lieto fine. Avresti dovuto leggere le pagine per coglierne i punti non scontati e mai banali, specchio della parte più oscura della mia normalità. C’è un’intera realtà dietro allo squarcio da cui hai iniziato a scrutarmi con occhio indagatore, pieno di inevitabili interrogativi. Non hai ancora aperto gli occhi su un mondo che esiste effettivamente e che mi rappresenta in pieno. Ne rimarresti disorientato, fidati.
La verità è che non voglio riempire gli spazi liberi della mia esistenza con la tua presenza. Non sono la tua eroina e non voglio un compagno per i miei percorsi di viaggio articolati. Non sei tu l’oggetto del mio desiderio, della mia soddisfazione e della mia felicità. Non voglio dispiegare interamente le mie pagine davanti ai tuoi occhi. Non voglio scorrere lineare e precisa tra le tue mani.»
«Ti guardavo. Non parlavo più. Ci eravamo già detti tutto.
… quando sei così sicuro che le cose andranno male, che sarà un disastro; che tu, alla fine, lo accetti e ti prepari all'impatto.
… e poi invece va tutto bene.
… e a te dispiace un po'.
@alessandrom76

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Nuova vita
Oltre quella porta
C’è la mia svolta
Ma non so se sono pronta …
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Che gran casino. Sto facendo un sacco di cose eppure sono sempre indietro, non sono mai abbastanza.
Già non ce la faccio più.
Mi sto ritagliando spazio
Sto lavorando al massimo
Mi sto portando il più avanti possibile con tutto
Sto facendo la scorte
Ho preso le coperte, fisiche e non;
per quando crollerò - perchè so che crollerò di nuovo, già sento gli scricchiolii.
Succede più o meno ogni giorno
Suona la prima sveglia, la spengo. Suona la seconda, la spengo. La terza, spengo. Finite le sveglie.
Rimango a letto, mi giro dall’altra parte, dormendo in semi-veglia, cosciente di dovermi alzare ma restia a farlo, incapace di rinunciare al piacere di dirmi “ancora cinque minuti” ogni cinque minuti.
Considero sinceramente se ne vale la pena di alzarsi dal letto e fare cose o rimanere lì fino a mezzogiorno.
Poi, quando ogni speranza di riuscire ad arrivare in orario è svanita, ma “tanto ce la faccio”, mi alzo e mi preparo alla velocità della luce, riuscendo a rientrare nei (tollerabili, dai) 5-10 minuti di ritardo.
C’è un girone dell’inferno per quelli come me, lo so, ma davvero non ce la faccio. La mattina mi uccide.