Guerra in Medioriente, rebus sulle trattative per la pace. Ne parla Michele Serra su 'La Repubblica' di mercoledì 25 marzo 2026
"L’amaca" di Michele Serra su 'La Repubblica' di mercoledì 25 marzo 2026
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Guerra in Medioriente, rebus sulle trattative per la pace. Ne parla Michele Serra su 'La Repubblica' di mercoledì 25 marzo 2026
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Propaganda, Guerra e Credibilità : Chi Può Davvero Fermare il Conflitto?
Secondo la propaganda delle destre, la fascia potrebbe mediare per la soluzione del conflitto. Hahaha. Ma state veramente fuori? Ma se sono degli scappati di casa con zero autorevolezza, che non valgono niente e hanno anche zero istruzione? Non sanno neppure dove si trova l'Iran… Fino a ieri pensavano a come sottrarre altri soldi ai contribuenti con assunzioni di amici e parenti in finti progetti e adesso vorreste che questa roba qui si metta in cattedra a gestire tematiche internazionali che richiederebbero persone di alto spessore culturale, istituzionale ed etico?
Ma chi cavolo se li caga questi bugiardi pieni di indagini e condanne, che vanno in vacanza durante crisi internazionali e spiegano come i droni entrano nei garage? La "Leader" non si presenta in Parlamento da settimane, prende solo il super stipendio, si fa i suoi monologhi da influencer, va in radio come una VIP e non fa un c. per il Paese. Semplicemente, non gliene frega! Chi dovrebbe risolvere cosa? Loro dovrebbero risolvere i problemi che hanno prodotto le loro stesse ideologie estremiste della violenza?
Questi indegni che attaccano da anni la magistratura senza alcun rispetto per le istituzioni per crearsi lo scudo penale a vita? Hahaha, dai su, non scherziamo. Non hanno le competenze né la voglia di lavorare veramente per la nazione, sono una barzelletta tragicomica che purtroppo dobbiamo subirci.
Possiamo solo fare una cosa per salvarci tutti: 90% di NO al prossimo referendum e ADDIO PER SEMPRE!
Come evitiamo di entrare nella Terza Guerra Mondiale? Per prima cosa i fascisti devono cadere! Le loro ideologie del male, il disprezzo verso i più deboli e verso chi è diverso sono un limite enorme per il conseguimento della pace tra i popoli.
L'Iran ha un regime violento, ma l'unica arma di liberazione da quella tirannia è l'amore, la democrazia e la gentilezza. Portiamo rispetto per le altre culture diverse dalle nostre, abbracciamo i fratelli dell'Iran che per anni hanno subito violenze e privazioni dei diritti umani. METTIAMO AL PRIMO POSTO IL DIRITTO INTERNAZIONALE COME FARO PER OGNI NOSTRA DECISIONE!
Iniziamo a dissociarci completamente dai due pazzi assassini che stanno mettendo a ferro e fuoco il mondo, facciamo come la Spagna e poi compattiamoci a livello europeo tutti quanti per creare un fronte comune, una linea unica contro il conflitto: una linea democratica ma con grande peso politico.
Solo questa compattezza diplomatica delle piĂą grandi potenze del pianeta potrĂ fermare gli Stati Uniti e Israele. E dobbiamo anche cercare il dialogo con la Russia e la Cina, creare un fronte comune di superpotenze che ripudia questa guerra e lavora diplomaticamente per la sua risoluzione in tempi ragionevoli. Tutti insieme dobbiamo essere compatti contro la guerra e contro l'estensione del conflitto.
Dobbiamo costringere gli americani a far cadere il loro "leader impazzito" e dopo ci preoccuperemo di arrestare l'assassino genocida di Gaza. Non ci deve essere incertezza sulle intenzioni e sullo scopo finale: terminare il conflitto in Medio Oriente e ristabilire dialoghi diplomatici.
Abbiamo dei bambini da proteggere, abbiamo dei sogni da proteggere, abbiamo ancora un futuro davanti a noi e non ce lo faremo portare via di certo da questi fascisti guerrafondai.
NO ALLA GUERRA, NO ALLE ARMI! UNITI PER LA PACE!
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🪖 Guerra in Medioriente: Israele scatena l’inferno, 404 morti a Gaza. Violenti bombardamenti su tutta la Striscia da nord a sud, senza preavviso. 150 bambini tra le vittime. Per Tel Aviv «è solo l’inizio»
[Fonte: Il Manifesto]
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ESTRENO de Nuevo Video en @YouTube #ActualidadBelica 7.2.25 https://youtu.be/fQ-0AANPlYcMapas y Noticias de #MedioOriente #SIRIA:Golani en #Qatar y #Turquia/Trump: #ISRAEL entregara #GAZA a #USA/#MiddleEast #Syria #Lebanon #Libano #Palestine #Palestina #Iraq #Irak #Iran #Yemen
" La globalizzazione ha compromesso la stabilità di numerosi regimi autoritari, dalla Libia alla Siria all’Iraq, facendo prendere coscienza ai popoli delle proprie condizioni politiche. La caduta di Gheddafi nel 2011 si è tradotta in un vuoto politico che milizie tribali rivali – dai liberali agli islamisti della linea dura – hanno riempito con la paura. La violenta reazione alla Primavera araba siriana e alla sollevazione dei sunniti iracheni ha creato un vuoto analogo. L’obiettivo comune dei tanti gruppi armati che l’hanno riempito è la conquista del potere politico ed economico in vista di uno sfruttamento, non della creazione di uno stato democratico né di una nuova nazione nel senso moderno della parola. Al contrario, l’anarchia è il terreno più fertile per il saccheggio delle risorse e lo sfruttamento delle persone. Il processo di degenerazione e crollo dello stato è quindi la causa ultima del carattere premoderno dei conflitti odierni, ed è un fenomeno sempre più legato a fattori economici, al drastico impoverimento di vaste regioni e popoli. La globalizzazione ha portato la prosperità in alcune aree, come la Cina o il Brasile, e la povertà in molte altre, come il Medio Oriente e parti dell’Africa. La crisi dello stato in Africa è legata in parte agli allarmanti mutamenti climatici, in parte alla corsa dei paesi ricchi per accaparrarsi le risorse del continente. In Medio Oriente altri fenomeni hanno contribuito a questo impoverimento."
Loretta Napoleoni, ISIS - Lo Stato del terrore. Chi sono e cosa vogliono le milizie islamiche che minacciano il mondo, traduzione di Bruno Amato, Feltrinelli, 2014¹; pp. 109-110.
[Edizione originale: The Islamist phoenix : The Islamic State and the redrawing of the Middle East, Seven Stories Press, New York, 2014]
Bergamini: Medioriente, Italia cruciale per il dialogo
Medioriente, la vicesegretario nazionale e responsabile esteri di Forza Italia Deborah Bergamini: "Necessaria sempre più Italia per costruire dialogo" L'Italia è diventata un punto di riferimento chiave per il dialogo internazionale, secondo Deborah Bergamini. La vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile degli affari esteri del partito azzurro ha sottolineato l'importanza del ruolo italiano nella mediazione dei conflitti globali durante il question time con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Bergamini ha dichiarato: "L'Italia in questi giorni è il crocevia di molte iniziative di dialogo, di cooperazione, di scambio per affrontare i grandi nodi dei conflitti che stanno attraversando l'Ucraina, il Medio Oriente, per non parlare della crescente tensione nell'Indo-Pacifico." Nel corso della discussione, Bergamini ha respinto le critiche delle opposizioni, affermando: "Trovo che sia fazioso dire che l'Italia non svolge il suo ruolo o addirittura prospettare una complicità con il protrarsi di questi conflitti, come fanno le opposizioni. La verità è che sotto la presidenza del G7 del Governo italiano sono state molte le iniziative prese, lo dimostra anche la qualità degli interlocutori invitati al G7 di Fiuggi e Anagni, come il Segretario Generale della Lega Araba e i Ministri degli Esteri del Quintetto Arabo.” Un punto di svolta significativo è stato l'annuncio del cessate il fuoco nel sud del Libano, che Bergamini ha descritto come "un successo importante." Ha aggiunto: "Nei prossimi mesi si dovrà misurare la reale volontà politica delle parti di mantenere lo spirito di questo cessate il fuoco, ma sono certa che con l'apporto di tutti i Paesi liberi, a cominciare dal nostro, questo percorso si svolgerà nel migliore dei modi." L'attenzione si è poi spostata sulla situazione a Gaza, dove Bergamini ha invocato un cessate il fuoco, dicendo: "Questo deve essere anche un invito a tutti per costruire un percorso che porti al cessate il fuoco a Gaza. Siamo tutti testimoni del dramma umanitario che si sta compiendo in quella regione ormai da troppo tempo." Infine, Bergamini ha elogiato l'iniziativa italiana "Food for Gaza": "Voglio ringraziare il governo italiano, perché con l'iniziativa Food for Gaza abbiamo dato testimonianza concreta della capacità del nostro Paese di impegnarsi per alleviare il dolore e la sofferenza prodotti dalle guerre." Concludendo, Bergamini ha ribadito la necessità di un maggiore coinvolgimento italiano nel tessuto internazionale: "Credo che ci sarà bisogno di sempre più Italia nei prossimi mesi per costruire condizioni di dialogo e di cooperazione." Le parole di Bergamini riflettono il ruolo proattivo e costruttivo che l'Italia sta cercando di giocare nel panorama geopolitico globale, portando avanti non solo iniziative di pace ma anche di supporto umanitario concreto. Edoardo Fabbri Nitti Forza Italia - Coordinamento Regione Toscana Follow @FI_ToscanaTweet to @FI_Toscana
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