[...] soltanto chi ama soffre nel vedere che le persone amate cambiano. Chi non ama non se ne accorge neppure.
Pier Paolo Pasolini, in "Petrolio", Appunto 142, 1972-75. Prima ed. 1992. Ed. in lettura: Garzanti, 2025

#batman#dc#dc comics#bruce wayne#dick grayson#tim drake#batfamily#batfam#dc fanart




seen from United States
seen from India
seen from United States
seen from Russia
seen from Yemen
seen from Poland
seen from Japan
seen from China
seen from Canada

seen from Russia
seen from United Kingdom
seen from Netherlands
seen from Germany
seen from Canada

seen from Germany
seen from Russia
seen from Morocco
seen from Switzerland
seen from Malaysia

seen from Israel
[...] soltanto chi ama soffre nel vedere che le persone amate cambiano. Chi non ama non se ne accorge neppure.
Pier Paolo Pasolini, in "Petrolio", Appunto 142, 1972-75. Prima ed. 1992. Ed. in lettura: Garzanti, 2025

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
“Gli americani sono molto fortunati: ovunque vadano per esportare libertà e democrazia, trovano il petrolio”
Moebius
✦ Jimmy Choo Black Cat Eye Sunglasses with Crystals in Dark Grey ($638)
✦ Carlie Shammah Custom Bedazzled Neck Brace
✦ Helen Yarmak Ostrich Feather Jacket in Petrolio ($3,900)
✦ AREA Crystal Embellished Halter Slit Gown ($1,995)
✦ Schutz Pearl Sandal in Black (on sale: $116 via REVOLVE)
La retorica resistenziale in Pompeo Colajanni ed Enrico Mattei
Dalla retorica di “Este” a quella di “Barbato” <490: due partigiani a confronto“«L’isola povera» degli apologeti dell’emigrazione, l’isola verso la quale la classe dirigente italiana ha appuntato [sic] l’indice accusatorio dei suoi «antropologi» e indirizzato i consigli filistei dei suoi «teorici neomaltusiani», è sfuggita, ormai definitivamente, alla rete di queste meschine definizioni. Da sotto…
View On WordPress

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Tocchi il petroldollaro e muori
Chiedo venia, ma siccome continuo a vedere persone che, apparentemente normodotate, in tutta serietà, giustificano l'operazione americana come azione di liberazione e sostegno alla popolazione impoverita dal regime, mi permetto di fare una cosa stucchevole come riproporre un post dello scorso ottobre.
Chiedo scusa per la ripetitività.
----------------
Ogni tanto c’è qualcuno che ricorda come la vita a Cuba o in Venezuela sia dura, come la popolazione soffra, come l’economia sia in gravi ambasce. Spesso questi soggetti proseguono assumendo, o sostenendo senz'altro, che questa è responsabilità di governi illiberali, che dunque sarebbe auspicabile veder rovesciati, consentendo così finalmente di emancipare il popolo dalla miseria.
Non si sa mai se per ignoranza o dolo, ma questi soggetti dimenticano sempre di menzionare un dettaglio.
Paesi come Cuba e Venezuela sono sotto la morsa di devastanti sanzioni internazionali promosse dagli USA.
Cuba è sotto sanzioni da sempre, sin da quando hanno osato cacciare il dittatore filoamericano Fulgencio Batista (1959).
Il Venezuela è sotto embargo, con impedimento a vendere il proprio petrolio e ad accedere al sistema creditizio internazionale dal 2017 (primo mandato Trump). Tra il 2017 e il 2024 il Venezuela ha subito perdite stimate intorno a 226 miliardi di dollari, a causa di questa morsa.
Ora, il giochino americano è sempre lo stesso, ovunque nel mondo: esercitano una combinazione di ricatti economici, minacce (o senz’altro interventi) militari, e finanziamento delle forze filoamericane all’interno del paese su cui vogliono mettere le mani. Questo logoramento prosegue fino ad ottenere l’ascesa al potere di un loro pupazzo, in forme che vengono gabellate per “spontanea espressione della volontà popolare”.
Che sia Pinochet in Cile o Al-Jolani in Siria, che si parli di Guatemala, Nicaragua, Bolivia, Libia, ecc. lo schema si ripresenta con piccolissime variazioni.
In ciò non c’è niente di misterioso. Si tratta di ordinaria politica imperialista.
L’unica cosa in questo quadro che rasenta il mistero è la reattività degli “emancipatori a molla” nelle lande occidentali. Si tratta di imbarazzanti quanto frequenti gonzi, per lo più baizuo, che, di quando in quando, vengono svegliati dal giornale del mattino nelle vesti di intrepidi liberatori di popoli oppressi.
Fino alla sera prima non sapevano neanche dell’esistenza di questo o quel terribile regime illiberale ed affamatore dei popoli, ma il giorno dopo, d’un botto, si scoprono protettori dei campesinos e dei diritti civili in qualche paese remoto dove – guarda te le coincidenze – sta or ora maturando un “regime change made in USA”.
Poi, tipicamente, il giorno dopo che il nuovo regime “amico” ha preso il potere, dimenticano in tempo reale l’esistenza del paese medesimo, certi – si suppone – che da quel momento in poi le sorti dei popoli che gli stavano così a cuore si siano definitivamente risollevate, tanto che non vale più la pena occuparsene.
Andrea Zhok
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman afferma che Israele sta facendo tutto il possibile per forzare uno scontro militare tra Stati Uniti e Iran.
Il principe ha qualcosa da temere: gli Stati Uniti e la NATO stanno perseguendo una politica aggressiva e guerre contro cinque delle dieci maggiori potenze petrolifere. Gli Stati Uniti stanno conducendo guerre ibride e vere e proprie contro Russia, Libia, Iran, Iraq e Venezuela. Gli americani controllano anche le riserve siriane.
Tratto dal canale Telegram GIUBBE ROSSE
A questo punto mi domando perché insistono tanto contro i derivati dal petrolio mentre cercano di impossessarsi delle riserve mondiali. 🤔