Indie che fanno gli indie ai concerti indie
Ovvero, tutti quegli atteggiamenti che le persone continuano a perpetrare ai live e che li porteranno inesorabilmente ad avere una vita vuota e solitaria.
Premessa: ieri sono stata al concerto dei Verdena.
Non mi dilungherò in una recensione tecnica, mi limiterò a dire due cose piuttosto ovvie. Sono andata al concerto dei Verdena, dunque mi piacciono, dunque se parlo male di un concerto forse è perché sono delusa e dispiaciuta e non perché ami il ruolo del bastian contrario. Se in due ore di concerto sbagli 4 volte, di cui una perché ti sei dimenticato di scordare la prima corda, facendo perdere tempo a tutti e sbottando come un sedicenne sul palco della festa del liceo, c'è qualcosa che non va. In ogni caso continuerò ad amarli finché avrò fiato per cantare Phantastica (che nemmeno hanno fatto). E in ogni caso loro hanno all'attivo 6 album e io 9 pezzi su bandcamp quindi di cosa stiamo parlando. Premessa finita.
Quello che mi ha fatto venire voglia di morire giovane è stato tutto il mood attorno.
Nello specifico ci sono 3 figure che ritrovo ad ogni live e che tollero ogni volta sempre meno:
1. Quello/a che fuma. Sono certa che tu abbia ereditato l'inclinazione a compiere atti illeciti nei locali da tua madre, ma di preciso cosa non ti è chiaro nella frase “In questo locale non si può fumare”? La legge è passata nel 2003, anche un cerebroleso del tuo calibro in 12 anni ormai avrebbe dovuto comprenderne il significato. L'unica cosa che mi frena dal rovesciarti in testa il tuo bicchiere di birra è la consapevolezza che, con buone probabilità, la vita ti stia già riservando un tumore ai polmoni. Per non parlare di chi decide di farmi fumare canne passive, cosa che non sopporto. Voglio dire, sono quella che a 18 anni in interrail ad Amsterdam non ha toccato erba. Non proprio la reincarnazione di Bob Marley, insomma.
2. Quello/a che snocciola nomi di gruppi a caso per darsi un tono. Posto che ognuno è libero di sperimentare le proprie tecniche di abbordaggio, se lo fai urlandomele nelle orecchie, non ti stupire se poi entri in un mio post. La ragazza dietro di me stava recitando la famosa commedia dal titolo “Guardami guardami guardami” con il giovane che aveva avuto la sfortuna di trovarsela di fianco. Nell'ordine, l'ho sentita citare: - Vasco Brondi (ovvero la patatina alla paprika della musica, l'esemplare più sopravvalutato di tutti) - I Cani (un artista che ha la recensione nel nome) - L'Orso (il corrispettivo musicale del mangiarsi un sacchetto di farina: sazia ma non sa di niente) - Gigi D'Alessio (mi rifiuto di sparare sulla Croce Rossa) Il tutto ad un concerto dei Verdena. Ma perché? Poi le chiedi cosa le piace della Sub Pop e come minimo ti risponde “il gusto fragola”.
3. Quella che finge di non accorgersi di essere figa (o almeno così si percepisce). Arriva a fine concerto e decide che gli ultimi 10 minuti vuole vederli da vicino, così si fa largo tra la folla con la sicurezza di una a cui hanno mandato un whatsapp con scritto “Ce l'hai d'oro”. Comincia a ciondolare con la gazosa nel bicchiere fingendosi brilla e sbiascicando solo l'ultima sillaba delle parole del testo. Si dimena come fosse la controfigura sottopagata di Cristiana Capotondi in “Come tu mi vuoi”, sbattendo la sua maxi bag, dove tiene il resto del suo ego, direttamente sul mio braccio a intervalli regolari. Volevo farti sapere che Raf non parlava di te, nonostante la tua ferma convinzione, continui a non essere la più bella del mondo, quindi vedi di scavarti dal cazzo tipo adesso perché io ho finito di avere pazienza un centinaio di concerti fa. Poi certo, ci sarebbe da aggiungere alla lista anche la mitologica figura della cagacazzo, ma si sa, non si parla male dei presenti.














