Come promesso, ecco arrivato il momento dell' A Che Gioco Stiamo Giocando dedicato a Berlino 1960, il gioco da tavolo di cui abbiamo scoperto i componenti nello scorso video e che ci catapulta in un gioco di spie ambientato durante la Guerra Fredda. Un gioco che si può giocare fino a otto giocatori, ed è per questo che non potevo lasciarlo sullo scaffale delle novità degli amici di HIRTEMIS.
Nel gioco ci trasformeremo in spie affiliate alla CIA o al KGB, ma la cosa fondamentale è che i giocatori attorno al tavolo non sapranno da che parte stanno gli altri: durante tutta la partita il nostro agire dovrà essere circospetto per non farci scoprire dai nostri avversari, tentando anche di individuare quali sono i membri della nostra stessa agenzia. Il tutto al fine di prevalere nell'arco dei tre semestri che vanno dalla fine del 1960 alla fine del 1961, per prevalere nella Guerra Fredda.
Il gioco ha di per sé un game design estremamente semplice da prendere: durante il nostro turno dovremo fondamentalmente scegliere una delle carte spia a nostra disposizione e decidere se sfruttarne gli effetti oppure adoperare le azioni base a nostra disposizione. Le azioni a nostra disposizione ci porteranno a prendere carte missione (suddivise in due mazzi dedicati al KGB e alla CIA) oppure a giocarle, quindi a posizionarle nelle colonne dedicate al KGB o alla CIA. Ma non sarà immediato capire da che parte stanno i giocatori seduti attorno al tavolo, perché sebbene sarà evidente quale tipologia di missione andremo a prendere, sarà meno chiaro capire quale missione stiamo giocando: la gran parte delle missioni verrà giocata coperta e comunque non sarà risolta immediatamente.
Solo alla fine di ogni semestre, i macro round della nostra partita, andremo infatti a svelare e risolvere le missioni, ma solo dopo averle mescolate, e le missioni ovviamente verranno risolte agenzia per agenzia. Un'altra cosa fondamentale da aggiungere: le carte avranno il loro effetto solo ed esclusivamente se giocate nella giusta agenzia, quindi una carta del KGB giocata sulla colonna della CIA verrà semplicemente scartata, e viceversa. Nel gioco però ci sono anche delle carte viola relative alle specifiche agenzie, che potranno funzionare su qualsiasi agenzia.
A questo aggiungiamo la possibilità di limitare il numero delle carte che hanno in mano gli altri giocatori, adoperando i segnalini proiettile grazie all'azione controspionaggio: un'azione molto stringente, perché potremo adoperarla solo contro coloro che hanno giocato prima di noi e hanno giocato la nostra stessa carta spia. L'azione a nostra disposizione, che potremo però svolgere una sola volta durante la partita, ci porterà a tentare di indovinare chi sono i membri dell'agenzia avversaria: questo ci permetterà di guadagnare punti alla fine della partita se indoviniamo completamente lo staff dell'agenzia, ma ci porterà a perderli se sbagliassimo anche un solo numero.
Il gioco è fondamentalmente tutto qui, ma non è facile da manovrare e da portare avanti. La struttura così semplice infatti riesce a funzionare grazie al combinato disposto di una serie di carte spia e missioni che dovremo essere in grado di padroneggiare al meglio, e poi c'è un elemento fondamentale per ogni partita: il fattore umano. Berlino 1960 è un gioco che richiede attorno al tavolo un'attenzione estrema, dovendo soppesare con estrema attenzione ogni scelta che facciamo, ogni missione che decidiamo di giocare, ogni bluff che tentiamo di fare, mentre allo stesso tempo dovremo stare attenti a tutto ciò che fanno gli altri giocatori seduti al tavolo, cercando di individuare segnali che li possono identificare come membri dell'agenzia avversaria.
Sebbene la struttura di gioco non preveda un'enorme tensione durante lo svolgimento dei turni, durante la fase finale di ogni semestre, cioè nel momento in cui andremo a svelare le carte missione, la tensione salirà a mille: quella fase che potrebbe sembrare passiva per i giocatori sarà invece il momento in cui scopriremo se tutto quello che è successo attorno al tavolo ha portato i suoi frutti, e dovremo tirare le somme rispetto all'agire degli altri giocatori seduti al tavolo. Ne viene fuori un gioco di facilissima comprensione per quanto riguarda le meccaniche e la struttura del round, ma un gioco che necessita di un controllo estremo per quanto riguarda i tentativi di vincere la partita.
Un gioco che però sui primi turni potrebbe risultare un po' piatto, perché l'interazione non è così diretta e immediata; ma che allo stesso tempo, alla fine di ogni semestre, nell'acme massimo delle partite, riesce a restituire una tensione simile a quella delle grandi opere dedicate alle spie. Un'ambientazione che adoro e che il gioco riesce a restituire, ma che senza un'interazione più diretta e costante tra i giocatori rischia di essere poco apprezzabile per alcuni: non è sicuramente un solitario di gruppo, ma a tratti può assomigliargli. Per il momento, le partite che ho svolto si sono rivelate piacevoli, interessanti e combattute, ma mi sembra che manchi qualcosa, soprattutto perché durante la fase delle accuse non si riesce quasi mai ad ottenere informazioni sull'identità e sull'affiliazione degli altri giocatori seduti al tavolo (se i giocatori hanno giocato in maniera attenta). Ad ogni modo, il gioco si è rivelato piacevole ed interessante, e spero vivamente che regga alla prova del tempo.
— GAME INFO CARD —
🕵️♂️ Genere: Spionaggio, Bluff, Strategia
🌆 Ambientazione: Berlino, Guerra Fredda (1960–1961)
🏢 Editore: Devir
✍️ Autori: Flaminia Brasini, Virginio Gigli
🎨 Illustratore: Santi Casas
👥 Giocatori: 4–8
🔞 Età consigliata: 14+
⏱️ Durata: 60 minuti