Senti il ticchettio dell'orologio? Il tempo scorre.

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Senti il ticchettio dell'orologio? Il tempo scorre.

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La storia del cosmonauta russo. Il cosmonauta. Lui è il primo uomo ad andare nello spazio, giusto? I russi batterono gli americani. Così parte a bordo di una grossa astronave, ma la parte abitabile è davvero molto piccola. Il cosmonauta è lì dentro e ha un portello con un oblò, e lui guarda fuori e vede la curvatura della terra per la prima volta. Insomma, il primo uomo in assoluto, ad osservare il pianeta da cui proviene, ed è rapito da quella visione. Quand'ecco uno strano ticchettio *tic tic tic tic* Comincia a uscire dal pannello di controllo. *tic tic tic tic* Allora lui stacca il pannello di controllo, prende i suoi attrezzi e cerca di individuare questo rumore per riuscire a fermarlo. *tic tic tic tic * Ma non riesce a trovarlo, non riesce a fermarlo, il rumore continua. *tic tic tic tic* Dopo qualche ora la cosa comincia a diventare una tortura. *tic tic tic tic* Passano giorni e giorni con questo ticchettio, e lui sa che questo, piccolo, rumore, lo stroncherà , lo farà impazzire. *tic tic tic tic* Ma che cosa può fare ? Lui è lassù, nello Spazio, da solo, in uno stanzino orbitante, e gli restano 25 giorni ancora da vivere in compagnia di questo rumore. *tic tic tic tic* Così il cosmonauta decide che l'unico modo per non impazzire è innamorarsi di questo rumore. *tic tic tic tic* Allora chiude gli occhi... e si rifugia nella sua immaginazione ... *tic tic tic tic* E quando riapre li occhi... quel ticchettio non lo sente più. Sente una musica. E trascorre tutto il tempo che gli resta, navigando nello spazio, in uno stato di beatitudine e di pace.
-Tratti dal film "another earth"
sono sotto le coperte e sento il ticchettio della pioggia…le gocce che battono sulle finestre…e ascoltando tutto questo, con gli occhi chiusi, non faccio che pensare a quanto vorrei avere qualcuno accanto in questo momento
Mi hai promesso interesse, ma mi hai dato solo lacrime.
E’ di notte che si percepisce meglio il frastuono del cuore, il ticchettio dell’ansia, il brusio dell’impossibile e il silenzio del mondo...
Fabrizio Caramagna

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Appena sveglia.
Sotto il ticchettio rumoroso, di un soffitto di legno bagnato dalla pioggia, ascolto voci familiari come se fossi in una bolla, nascosta da tutti i pensieri, nascosta da tutti gli sguardi, con gli occhi umidi inspiegabilmente. Da sotto le coperte, cerco di non credere che ci sia ancora altro da affrontare.
Sono in camera mia, sul letto. La pioggia scorre sui vetri della mia finestra, amo quel ticchettio, mi rilassa così tanto. Però, ho sempre avuto paura dei tuoni, fin da piccola, ne ero terrorizzata, finché non trovai la persona che mi fece compagnia tutte le notti. Cercavo di pensare positivo anche se ero sola, mi rigiravo nelle coperte, cercando di sentirmi protetta, si, una coperta aveva il potere di farlo. Stavo comunque bene quando quella persona restava con me a dirmi di stare tranquilla e che non era niente, tutta la paura che avevo non esisteva più. Dopo un po’, quella persona si stancò di me e della mia stupida fobia, e andò via dalla mia vita. Quella stessa notte, cominciò a piovere, e io automaticamente pensai a lei, e notai una cosa, io continuavo ad avere paura, con o senza quella persona, era solo un illusione, continuavo a vivere lo stesso senza lei. Da quel giorno, la pioggia diventò la mia migliore amica.
Iholdyoutight.
La ballata del pendolare senza testa - diario di un NEO sull'occhio -
"Mi trovo su un telefono con il treno scarico. Esatto, confusione totale. Fuori non piove ma pare tale, paion tele, a causa del costante ticchettio delle mie dita su di un freddo angolo d'oro, scrivo e rimango inerme. Il mio anello d'argento lascia un segno rosso sotto il dito, invisibile senza la rimozione di esso o di me stesso, più probabilmente adesso. Nell'altra mano nulla, un albero sul dito accanto al medio, tatuato da una mano assassina. Indosso vestiti pesanti, ma il timore di rimuoverli per prender fiato è alto, senza saper neppure un apparente motivo osservo il gomito di un signore più in la , riflesso nel vetro accanto a me, che sia solo la fine di un braccio intero o vi sia un pezzo di carne di 45 anni non è importante. L'importante è il paio di occhiali esili accanto, un braccio così grande, lenti piccole. Indosso i peli bianchi di cane sulla mia scura maglia come se fossero ninnoli di un re, donatemi da un 3 occhi neri di cui uno a forma di naso. Ma ora basta, i binari si fanno stretti e i vagoni ticchettano, ore, minuti e secondi..ore minuti e..."