La maturità comportamentale è definita dal senso di responsabilità personale.
Uno degli indicatori è quello che io chiamo riversamento. Ovvero quando una persona riversa su altre la responsabilità di una sua scelta, di una sua azione o di una situazione che non riesce a gestire.
Questo è molto palese nelle richieste di aiuto, che spesso sono soltanto riversamenti di responsabilità.
Es: mi trovo in una situazione che io percepisco obbligatoria, una persona mi chiede di andarla a trovare perché non sta bene, io ho moglie e figli, nonché un lavoro che non mi permette ferie a piacimento, ma sono divorato dai sensi di colpa se non ci vado. Non so come fare perché la situazione non è serena e non voglio portare i figli con me, tuttavia voglio mia moglie. Penso di non avere scelta e riverso l'accudimento dei figli su altre persone. Chiedo aiuto a queste perché anziché lavorare sui sensi di colpa e svincolare mia moglie, decido di dare la responsabilità di ciò che non so gestire ad altri.
Per cui altre persone vivono i casini che uno solo non vuole risolversi.
L'aiuto va chiesto soltanto nel momento in cui non c'è altra via, non quando non vogliamo cambiare noi stessi per trovarla. Questo è un concetto che viene considerato normale, ma non è sano ed è normale soltanto per una società malata.
Inoltre il riversamento è il fratello maggiore del Karma. Quando la gente si lamenta è perché spesso ha detto si a situazioni e persone a cui voleva dire no. Cioè ha accettato di prendersi la loro irresponsabilità, i loro doveri e i loro sbagli.
Non è punizione, è che ognuno a modo proprio si rifiuta di crescere e di prendersi la responsabilità di scelte personali.












