Riflessioni su dio {il bene & il male}
Definiamo “male” tutto ciò che ci provoca dolore, non solo fisico ma anche a livello spirituale, ovvero emotivo, sentimentale. Il male per noi esseri umani altro non è che tutto ciò che distrugge, devasta e soprattutto uccide altre forme di vita, principalmente i propri simili.
Parlando del male, l’essere umano ha creato un essere mitologico che esiste oltre la realtà cui viviamo, un essere negativo dalle fattezze divine, che per ogni religione assume diversi nomi e forme, il cui ruolo è quello di spingere l’essere umano a commettere il “male”. In tal modo l’uomo spiega, soprattutto giustifica, il perché al mondo accadono tante cose negative che ci fanno soffrire, nonché tutti quegli atti impuri e malvagi che commettiamo.
Il “bene”, tutto l’opposto del male, è tutto ciò che ci dà piacere e benessere, ci fa sentire felici appagati della vita che stiamo vivendo. Il bene è tutto ciò che nutre il nostro corpo e la nostra anima, rendendoci sereni e sicuri di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Il “bene” è tutto ciò che ci avvicina al prossimo, ci permette di creare dei rapporti interpersonali coi propri simili, che ci permette di costruire quel mondo (la società) in cui viviamo e condividiamo. Il “bene” è tutto ciò che nell'essere socievoli permette di costituire una famiglia, ovvero due persone che condividono reciprocamente la propria esistenza, che nel svolgere tale attività (matrimonio) producono i frutti (figli) del loro vivere insieme (amarsi), emanazione del loro atto amoroso.
Se il dio è solo “bene”, essendo stato separato dal “male” -la creazione del diavolo-, l’essere umano è sia bene che male allo stesso tempo. L’uomo uccide e divora la vita per vivere (questo è male). Da questo appropriarsi (stroncare) l’esistenza altrui, non necessariamente dei propri simili, trae beneficio, energie vitali con cui costruisce il proprio mondo, sostiene e cresce i propri figli (questo è bene). In definitiva, l’uomo commette il “male” per compiere il “bene”, questo modo di agire esula dalla sua volontà poiché dipende dalla sua struttura fisica con cui è stato edificato fin dalle sue fondamenta.
Questo suo essere, non implica che l’uomo sia privo di colpe nel suo agire, vero che egli deve divorare la vita (uccidere) per vivere, è anche vero, però, che non tutte le azioni compiute possono essere considerate lecite. uccidere i propri simili è un atto indegno, poiché non necessario per vivere, da condannare soprattutto perché nuoce alla propria specie, quindi è “male”. Nel comportamento umano, molte altre azioni vengono definite “male”, sono tutti quegli atti fini a sé stessi che a beneficiarne è solo chi le compie, a discapito della società o del singolo individuo che le subisce.
Se esiste un dio creatore del tutto, come indicato dalle religioni monoteiste, egli non può essere solo “bene” senza essere necessariamente “male”. Ha creato tutto, quindi non può essere esonerato dalla colpa di aver generato anche il “male” negli uomini, come in tutte le altre forme di vita esistenti in questo mondo; infatti, non solo l’essere umano divora la vita per vivere, ogni altro essere vivente, sia direttamente che indirettamente fa la stessa cosa per poter sopravvivere. Poiché il dio ha creato l’universo e tutto ciò che c’è dentro, egli ha stabilito in che modo esso doveva esistere ed evolversi, dalla creazione alla distruzione sia nel “bene” che nel “male”. Questo perché ogni fenomeno, ogni azione che in questo universo si svolge, ha un pro e un contro, ovvero una svolta positiva e una negativa. Le stelle nascono e muoiono per far evolvere la materia, da tale evoluzione nascono nuove stelle, pianeti su cui la materia ha una tale evoluzione da permettere alla vita di sorgere dal fango, divenendo a sua volta cosciente. Altrettanto fa la vita nella sua apparente autonomia, uccide e distrugge per ricavare quanto necessita per continuare a vivere, a esistere, ovvero commette atti di “male” e di “bene” per perpetrare la propria esistenza.
“Bene” e “male” possono essere considerate cose concrete, che hanno consistenza, una massa? Oppure non sono altro che il giudizio di chi osserva? In definitiva, “male” e “bene” sono solo concetti soggettivi?
Sia il “bene” che il “male”, si possono entrambi definire due concetti astratti, in primis perché sono soggettivi, secondo, derivando dal primo, perché non sono assoluti poiché ciò che è “male” allo stesso tempo può essere “bene” e viceversa. Il lupo che caccia e uccide l’agnello, è “male” per il secondo che subisce violenza ma è “bene” per sé dato che trae energia vitale dalla carne dell’agnello, soprattutto può nutrire i suoi cuccioli. Come tutti i pensieri indefiniti, “bene” & “male” una volta realizzati, messi in atto e concepiti dalla loro massa teorica, diventano parte della realtà, quindi concreti, reali. Naturalmente, sia l’uno che l’altro concetto, in riferimento alla natura umana, sono soggetti alle usanze e credenze, nonché ai costumi della società che è stata costituita.