Lavori come un pazzo per anni, fra ore di straordinario e centinaia di chilometri percorsi ogni settimana, ti fai un culo di tutto rispetto, sei gentile e disponibile, mandi giù quel che devi mandare giù ogni giorno nei periodi difficili perché così è opportuno fare, diventi una sorta di leader, le persone apprezzano, tutti ti cercano, ti chiamano per risolvere problemi, tu pensi "ok ma tanto alla fine cosa me ne viene in tasca?" ed ecco che invece il capo ti chiama per mettere nero su bianco una realtà comunque conclamata, ovvero che sei ufficialmente il responsabile del tuo reparto. Bene, il tempo di gioire per la circostanza e viene dato l'annuncio ai colleghi. Ti aspetti problemi, pensi che se la prenderanno, che saranno gelosi, invidiosi, che si incazzeranno. Dopo però ti viene da pensare chissà, magari mi sorprenderanno, magari diranno che in fin dei conti non cambierà niente, che te lo sei meritato, che sei stato bravo, e vai avanti con la fantasia fino a quando non ti convinci che potrebbe davvero andare così. Poi però torni sul pianeta Terra, tra gli umani, vedi che sei solo, che nessuno ti parla, che chiacchierano fra di loro, che tempo qualche ora e sei già finito ai margini. E capisci che non aveva senso aspettarsi qualcosa di buono, qualcosa di più, che il mondo del lavoro ha la brutta tendenza a far schifo anche quando le cose vanno decentemente, capisci che l'ignoranza e la cattiveria vanno di pari passo quasi sempre e ringrazi il cielo di aver imparato a sbattertene, tanto non ne vale la pena. Resta solo la tristezza di dover constatare, una volta di più, quanto sia caduta in basso la gente.