“(...) Vorrei che il giorno di Natale il panettone diventasse carne dolente sotto il nostro coltello, e il vino diventasse sangue, e avessimo tutti, per un istante, l'orrore del mondo in bocca.
Vorrei che il giorno di Natale i nostri bambini ci apparissero all'improvviso come saranno domani, fra alcuni anni, se non oseremo ribellarci contro il male che ci minaccia: poveri corpi straziati, abbandonati nel fango rosso di un campo di battaglia.
Vorrei che la notte di Natale, in tutte le chiese del mondo, un povero prete si levasse gridando: "Via da questa culla, vigliacchi, andate a casa vostra a piangere sulle culle dei vostri figli! Se il mondo soffre, è anche per colpa vostra, che non osate difendere la giustizia e la bontà, e avete paura d'esser cristiani fino in fondo! Via da questa culla, ipocriti: questo Bambino, che è nato per salvare il mondo, ha schifo e pietà di voi"”
La penna su fogli volanti
Non scarabocchia più poesie;
Altre, fredde fantasie,
Altri affanni, più assillanti,
E nel silenzio e nel clamore
Turbano i sonni del mio cuore
“….se desideri un'iscrizione da leggere all'alba o a mezzanotte, per il piacere o per il dolore, scrivi sulla parete della tua casa in lettere d'oro, che il sole possa far risplendere: ‘Tutto quanto accade a un altro accade a noi stessi”