La morte ha cartelli di sabbia, sgabelli di polvere e staccionate di pietra.
La morta ha le mani di carta, gli occhi di seta e la bocca di vetro.
Il silenzio sussurra come un dio cieco.
La gola gratta come il diavolo muto.
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@missmelancholya
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La gola gratta come il diavolo muto.

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Mi hai contagiata..
Egoista.
Evitante.
Distaccata.
Mi hai traumatizzata..
Sfiduciosa.
Terrorizzata.
Menefreghista.
Non so se ringraziarti per avermi reso più forte o se odiarti per avermi tolto l'innocenza.
Brucia.
Brucia.
Sento bruciare.
Brucia come sale su una ferita aperta.
Tu ci butti il sale, io continuo a tagliarmi.
Il mio cuore é un tamburo.
Sono presente a me stessa.
Ogni rumore fa parte di me,
Il vento, una campanella.
Eretta, rigida come un tronco di un albero che ha perso le foglie.
Salici come braccia ormai stanche.
Lo sguardo non riflette più l'orizzonte e io sono sola nel campo che immagina l'infinito scorrere del tempo che non riesce più a contenere lo spazio.
Avvelenami di altra realtà fino a farmi uscire le budella dal cuore.
Fin che anche il mio ultimo respiro sarà etere.
Casa.
La realtà , un cumolo di pixel vitrei. Sfumano, evanescente-mente, mentre nessuno li vede.
E il fumo copre tutta la carne.
E la carne diventa solo un corpo.
E le vene solo circuiti.
E il cuore solo una scatola vuota che non può più battere.

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Cerco l'impossibile. Cerco il sogno, il veleno.
Cerco il sangue, la fiamma.
Assaporo il mondo colpirmi forte, e io resto immobile nella tempesta.
Perché loro non sanno che sono la tempesta stessa.
Prendi la realtà , osserva, raccogli dati... E poi decidi cosa farne.
Non sprecare tempo a chiederti, e l'altro come sta.
Come stai tu?
Come ti fa stare ciò che stai guardando?
Non aspettarti che cambi, non modificarlo per renderlo tollerabile, non intaccare MAI un dato.
Semplicemente accettalo e decidi cosa farci.
Ora funziono così.
Grandissima ipocrita, proiezione. Evitamento. Masochismo. Se non provo dolore sono morta.
Forse sbaglio a dire che non sono vendicativa... O meglio, se mi deludi e tradisci la mia fiducia le cose non saranno MAI più come prima, te lo farò credere finché non deciderò cosa fare.
Sono così buona, ma se mi menti, se mi prendi in giro, se scopro che hai solo finto di apprezzare il mio valore mentre regalavi attenzioni in giro... Non sono più buona.
Certo, faccio credere a tutti che sono una bimba ingenua, così abbassate la guardia.
E mi mostro davvero vulnerabile.
Ma se fate male a quella parte non tornerà mai più.
Switch cambia l accesso.
Prima era dysnomia, ora c'è solo sua sorella al posto suo.
A lei piace giocare, come voi avete giocato con parole e bugie e mediocrità con la sua piccola sorellina indifesa.
Lei vi ha perdonato, io non lo farò mai.
Tappo quella bocca del cazzo a nostra madre.
Lei é sempre frustrata, giustifica tutti e intanto glielo buttano in culo e fa tanto male, esce tanto sangue e lei quasi mi fa tenerezza giustifica ancora.
E davvero ha paura di me? Come può considerare me cattiva che la difendo? Quando le persone continuano a farci del male?
Questa é stupidità .
E noi non siamo stupide.
Ahahah hai paura dei ragni?! Ma non lo sai che io sono una vedova nera.
Ho costruito la ragnatela, sperando di non doverla mai usare.
Ma ora, dopo che mi hai ferito, pretendi davvero che io porti rispetto?!
Non é una ripicca ne una vendetta, é giustizia.
Non porto rispetto a chi me lo ha mancato nello stesso identico modo in cui me lo hai mancato.
Se mi rispetti su una cosa ma non su un altra io ti rispetterò proprio su quella in cui tu mi rispetti ma non in quella dove non lo hai fatto.
Tutto ciò senza MAI venire meno ai nostri valori.
Non sarò mai una codarda ne subdola.
Non userò mai le tue debolezze per distruggerti.
Io te le illuminerò così tanto che crollerai da solo.
Oh sono cattiva?!
E tu quando mi hai mentito?
E tu quando distribuivi a tutte lo stesso valore facendomi credere di essere l unica? Tu eri l unico, ora SCORDATELO.
Ho scoperto che non ho bisogno di sentirmi al sicuro, ho solo bisogno di sapere che se mi difenderò non verrò punita per questo.

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So perché non riesco a innamorarmi di te, non sei affatto perfetto, sei un normie.
Dici che ti mancherò, ma questo risponde solo a un tuo bisogno, perché nel momento in cui io sto in autobus non mi fai compagnia e preferisci farti i cazzi tuoi sconosciuti.
La verità piace a tutti finché non li smaschera.
Ma io ora sono stanca di recitare copioni.
Pensavo mi mancassi T.
Perché ti ho pensato... Ma ero solo annoiata, mi mancava la parte di me che mi ricordavi.
Ho usato la tua follia nella mia testa per produrre un fuoco perché mi mancava l intensità della mia.
Ho sempre avuto ragione io su di voi, non sono mai stata cattiva, ma volevo sperare di sbagliarmi.
Avrei preferito essere la cattiva, che pensare che lo eravate voi. Perché io potevo controllare il mio comportamento potevo cambiare e aggiustare le cose, ma su di voi non potevo avere nessun potere.
Perdevo giornate a spiegare cose che neanche volevate davvero capire, e quando ero sfinita venivo accusata.
Amavo così tanto, da sacrificare me stessa.
Mi mancherà tanto quel tipo di amore.
L'intensità di quel sentimento si è spento con te MT.
Hai preso tutto il mio amore, puro e incondizionato e hai solo cercato di distorcerlo perché in cuor tuo hai da sempre avuto la costante convinzione di non essere amabile, e mi hai punito per amarti.
Invece di aver accettato il mio amore, lo hai combattuto da sempre, interpretandolo come una trappola, proiettando tua madre.
Mi hai insegnato che amare troppo, e soprattutto chi non si ama fa solo male.
Amare una persona con dei traumi e dei disagi fa male. Ti allontanerà sempre, non riuscirà a darti mai reciprocità .... Finché non sarà guarita ma... Io lo rifarei comunque.
Guarisci presto, credo in te anche a distanza folle fanciullo prigioniero.
Amare una persona con dei traumi e dei disagi fa male. Ti allontanerà sempre, non riuscirà a darti mai reciprocità .... Finché non sarà guarita ma... Io lo rifarei comunque.
Guarisci presto, credo in te anche a distanza.

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L’Eclissi degli Innocenti: Il Costo dell’Egoismo nelle Terre del Disordine
La Meccanica del Danno Collaterale:
Il mondo non è ingiusto. È indifferente. E per questo ingiusto.
Il mondo non è governato dalla giustizia, ma come l'universo stesso solo da conseguenze.
Esiste un'illusione che accompagna l'essere umano fin dall'infanzia: la convinzione che il bene venga premiato e il male punito.
È una narrazione rassicurante, utile per costruire una coscienza morale e permettere alla società di educare i propri membri.
Ma, crescendo, la realtà si incarica di demolire lentamente questa favola.
La giustizia non è una legge della natura.
La gravità non distingue tra un assassino e un benefattore.
Il fuoco non decide chi merita di bruciarsi.
Un terremoto non seleziona le vittime in base alla loro bontà .
L'universo è indifferente.
Eppure ciò che rende il mondo così doloroso non è tanto questa indifferenza cosmica.
L'indifferenza, da sola, sarebbe quasi sopportabile.
La vera tragedia nasce quando l'indifferenza dell'universo si combina con l'egoismo dell'essere umano.
È lì che nasce l'ingiustizia.
L'uomo non si limita a subire il caos: lo amplifica.
Ogni giorno milioni di individui prendono decisioni guidati da impulsi primitivi, da paure infantili, da frustrazioni irrisolte, da un bisogno patologico di sentirsi superiori a qualcuno.
Queste decisioni raramente hanno come obiettivo il male in sé.
Quasi nessuno si sveglia al mattino con il desiderio cosciente di distruggere la vita di uno sconosciuto.
Eppure accade.
Perché il male più devastante non nasce dall'odio.
Nasce dall'ego.
L'ego è probabilmente la forza più sottovalutata nella storia dell'umanità .
Non perché sia raro, ma perché è ovunque.
È talmente presente da risultare invisibile.
L'ego convince ogni individuo di essere il protagonista assoluto della realtà .
Gli altri diventano sfondo.
Comparse.
Strumenti.
Ostacoli.
Quando questo meccanismo raggiunge livelli patologici, le persone cessano di percepire l'umanità altrui.
Non vedono più esseri umani dotati di sogni, paure, affetti e dignità .
Vedono soltanto funzioni.
Chi può essermi utile?
Chi può ostacolarmi?
Chi posso controllare?
Chi posso utilizzare?
Chi posso eliminare dalla mia traiettoria?
Chi mi fa sentire inferiore?
Chi mi fa stare meglio?
Chi colma il mio vuoto?
Chi si prende cura di me?
Chi mi fa apparire migliore?
...
È una riduzione brutale dell'essere umano a oggetto.
Da questo momento nasce quella che considero la più grande ingiustizia del mondo.
Non il crimine.
Non la guerra.
Non il tradimento.
Ma il loro principio comune.
Il danno collaterale.
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La legge del danno collaterale:
Ogni azione egoistica genera un'onda.
Come un masso lanciato dentro un lago.
Il protagonista osserva soltanto il punto in cui il masso cade.
Mai i cerchi concentrici.
Mai le rive che verranno raggiunte.
Mai le persone che saranno travolte.
Chi tradisce il proprio partner pensa soltanto alla gratificazione immediata.
Non pensa al figlio che crescerà senza fiducia nelle relazioni.
Non pensa ai genitori costretti a osservare il dolore del proprio figlio.
Non pensa alla vittima del suo egoismo.
Non pensa agli amici coinvolti.
Non pensa alla catena infinita di conseguenze.
Chi scatena una guerra parla di strategia.
Le vittime parlano di funerali.
Chi licenzia cinquecento lavoratori per aumentare il valore delle azioni vede soltanto un grafico.
Le famiglie vedono mutui.
Paure.
Depressione.
Bambini che smettono di chiedere un giocattolo perché percepiscono il silenzio dei propri genitori.
Ogni gesto egoistico produce conseguenze esponenziali.
E quasi mai colpisce il bersaglio originario.
Questa è la meccanica del danno collaterale.
L'energia della distruzione non si arresta dove nasce.
Si propaga.
Come un'esplosione.
L'onda d'urto investe quasi sempre chi non aveva alcuna responsabilità .
È questo il punto più crudele dell'esistenza.
Le persone migliori sono spesso quelle meno preparate a difendersi dalla cattiveria.
Perché non la concepiscono.
Non immaginano che qualcuno possa distruggere deliberatamente qualcosa di bello solo per saziare il proprio ego.
Vivono nella logica della costruzione.
Chi distrugge vive nella logica del possesso.
Sono due linguaggi incompatibili.
Per questo chi costruisce perde quasi sempre il primo scontro.
Non perché sia debole.
Ma perché non aveva previsto che qualcuno avrebbe preferito incendiare una casa piuttosto che ammettere di non essere riuscito a costruirne una.
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L'illusione del cattivo potente:
Siamo abituati a immaginare il malvagio come una figura forte.
Dominante.
Invincibile.
È una rappresentazione cinematografica.
Nella realtà accade spesso il contrario.
Molte delle peggiori azioni umane non vengono compiute da individui forti.
Vengono compiute da individui profondamente deboli.
La differenza è enorme.
La forza autentica non ha bisogno di umiliare.
Non ha bisogno di manipolare.
Non ha bisogno di controllare.
Chi possiede davvero valore interiore non prova piacere nel togliere qualcosa agli altri.
L'invidia appartiene alla mancanza.
La distruzione appartiene al vuoto.
La manipolazione appartiene alla paura.
Ogni tiranno, nel profondo, teme di essere irrilevante.
Ogni narcisista teme di essere dimenticato.
Ogni manipolatore teme di essere abbandonato.
Ogni prepotente teme di essere visto per ciò che è realmente.
Piccolo.
L'aggressività diventa allora una protesi psicologica.
Un esoscheletro costruito per nascondere una fragilità insopportabile.
Ma questa fragilità produce effetti devastanti.
Perché un uomo sicuro di sé desidera crescere.
Un uomo insicuro desidera che gli altri smettano di crescere.
Sono due obiettivi completamente diversi.
Il primo costruisce civiltà .
Il secondo produce macerie.
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La cattiveria dei deboli:
Esiste una forma di cattiveria particolarmente difficile da riconoscere.
Non nasce dalla forza.
Nasce dalla frustrazione.
È la cattiveria di chi osserva qualcuno vivere serenamente e interpreta quella serenità come un'offesa personale.
L'equilibrio altrui diventa uno specchio.
E gli specchi fanno paura.
Perché costringono a guardarsi.
Chi non sopporta se stesso preferisce rompere lo specchio.
Molte persone non cercano davvero la felicità .
Cercano di ridurre quella degli altri fino a renderla simile alla propria infelicità .
È un livellamento verso il basso.
Una vendetta contro la realtà .
Se io non posso essere felice, allora nemmeno tu dovresti esserlo.
È questa la radice di moltissime dinamiche tossiche.
Non l'odio.
L'invidia.
Non la forza.
L'insignificanza.
Non il coraggio.
La vigliaccheria.
Perché distruggere richiede infinitamente meno talento che costruire.
Per demolire una casa bastano pochi minuti.
Per costruirla servono anni.
Per spezzare la fiducia di una persona basta una bugia.
Per restituirgliela potrebbe non bastare una vita intera.
L'umanità continua a sottovalutare questa asimmetria.
La distruzione è sempre più veloce della costruzione.
Ed è proprio questa sproporzione a rendere il danno collaterale il motore silenzioso delle ingiustizie umane.
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La gravità dell'ego:
Ogni corpo dotato di massa esercita una forza gravitazionale. Più la massa aumenta, più forte diventa l'attrazione che esercita sullo spazio circostante.
L'ego funziona in modo sorprendentemente simile.
Più un individuo concentra la propria esistenza attorno a sé stesso, più tutto ciò che lo circonda viene deformato. Le persone cessano di avere una propria orbita e iniziano a ruotare attorno ai bisogni di un unico centro.
È una forma di gravità psicologica.
L'amico deve confermare.
Il partner deve obbedire.
Il figlio deve compensare.
Il collega deve ammirare.
Il dipendente deve produrre.
L'intero universo diventa un sistema costruito per alimentare una sola fame: quella dell'ego.
Il problema è che nessuna fame egoica conosce sazietà .
Il potere ottenuto oggi diventa insufficiente domani.
L'attenzione ricevuta questa mattina non basta più la sera.
La vittoria di ieri perde rapidamente significato.
L'ego non vive di soddisfazione.
Vive di assuefazione.
Come una droga.
Ogni dose genera la necessità di una dose successiva.
Ed è proprio questa spirale a rendere l'essere umano capace delle peggiori atrocità senza percepirsi come malvagio.
Perché l'ego possiede una caratteristica estremamente raffinata.
Riesce sempre a trasformare il proprio interesse in una giustificazione morale.
Nessun dittatore dice a sé stesso di essere un dittatore.
Si definisce un salvatore.
Nessun manipolatore si descrive come manipolatore.
Si racconta di essere una vittima.
Nessun traditore pensa di essere un traditore.
Si convince di meritare qualcosa di meglio.
L'ego è il più grande avvocato della storia.
Assolve sempre il proprio cliente.
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L'autoinganno come carburante:
La maggior parte delle persone immagina il male come una scelta consapevole.
In realtà il male è spesso una conseguenza dell'autoinganno.
L'essere umano possiede un talento straordinario: riesce a costruire narrazioni capaci di trasformare qualsiasi azione in qualcosa di apparentemente ragionevole.
Chi umilia sostiene di essere sincero.
Chi controlla dice di amare.
Chi manipola afferma di proteggere.
Chi mente sostiene di evitare sofferenze.
Chi distrugge parla di libertà .
Le parole diventano anestetici.
Non servono a descrivere la realtà .
Servono a renderla sopportabile per chi la produce.
L'ego odia la responsabilità .
Perché assumersi la responsabilità significa riconoscere un limite.
E riconoscere un limite equivale ad accettare di non essere onnipotenti.
Per questo motivo la colpa viene quasi sempre proiettata all'esterno.
È colpa del partner.
È colpa della società .
È colpa dell'infanzia.
È colpa del governo.
È colpa dei colleghi.
È colpa del destino.
Qualunque spiegazione è preferibile alla più semplice.
"Sono stato io."
Queste quattro parole richiedono una forza interiore enorme.
Molti preferiscono devastare dieci vite innocenti piuttosto che pronunciarle.
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Il paradosso della debolezza:
Esiste un errore ricorrente nel giudicare le persone.
Si tende a confondere la capacità di fare danni con la forza.
Ma non sono la stessa cosa.
Una bomba può distruggere una biblioteca.
Questo non significa che sia più intelligente dei libri.
Un incendio può ridurre in cenere una cattedrale.
Questo non significa che sia più grande dell'architetto che l'ha progettata.
Distruggere richiede pochissimo.
Costruire richiede tutto.
Per questo motivo considero la cattiveria una delle manifestazioni più evidenti della debolezza umana.
Non della forza.
Chi possiede davvero stabilità interiore non prova il bisogno di dimostrare continuamente il proprio valore.
Chi è veramente competente non teme il talento altrui.
Chi ama sinceramente non controlla.
Chi è libero non imprigiona.
Chi è completo non invidia.
L'invidia è una confessione.
Ogni volta che qualcuno tenta di demolire una persona integra, sta involontariamente dichiarando una frase molto semplice.
"La tua esistenza mette in crisi la mia."
È una confessione travestita da aggressione.
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Quando l'ego entra nella famiglia:
È nelle relazioni più intime che il danno collaterale mostra il suo volto peggiore.
Perché è lì che le persone abbassano le difese.
Un estraneo può offenderti.
Un familiare può ridefinire l'immagine che hai di te stesso.
Ed è una differenza immensa.
Ci sono genitori che trasformano i figli in strumenti di vendetta contro l'ex partner o in estensioni di sè.
Non vedono più un bambino.
Vedono un'arma.
Ogni visita negata.
Ogni insulto pronunciato davanti al figlio.
Ogni ricatto emotivo.
Ogni bugia raccontata.
Sono colpi sparati contro un adulto.
Ma il proiettile attraversa il bambino.
Il danno collaterale.
Sempre lui.
Il figlio cresce imparando che l'amore coincide con il controllo.
Che il dialogo coincide con il ricatto.
Che l'affetto è una merce di scambio.
Da adulto replicherà inconsapevolmente ciò che ha respirato.
Ed ecco che un ego incapace di gestire una separazione produce decenni di sofferenza distribuita su persone che non avevano alcuna responsabilità .
Una sola scelta.
Generazioni di conseguenze.
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Il tradimento:
Anche il tradimento viene spesso raccontato come un fatto privato.
Non lo è mai.
Chi tradisce pensa quasi esclusivamente al proprio desiderio.
L'altra persona diventa un dettaglio.
Ma la fiducia non è un oggetto individuale.
È un bene collettivo.
Quando spezzi profondamente la fiducia di qualcuno, non stai soltanto ferendo quella persona.
Stai modificando il suo modo di guardare il mondo.
La prossima persona che amerà dovrà affrontare ferite che non ha provocato.
La diffidenza diventa ereditaria.
Il sospetto passa di relazione in relazione.
La paura cambia proprietario.
Ancora una volta il colpevole compie un gesto.
Gli innocenti ne sopportano le conseguenze.
Questa è la vera anatomia del danno collaterale.
Non finisce mai dove è iniziato.
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L'ego nelle guerre:
Le guerre rappresentano la versione macroscopica dello stesso fenomeno.
Cambiano le dimensioni.
Non cambia il meccanismo.
Pochi individui prendono decisioni.
Milioni di persone pagano il prezzo.
Chi ordina un bombardamento osserva mappe.
Chi vive sotto quel bombardamento osserva il soffitto della propria casa crollare.
Chi discute di confini lo fa seduto a un tavolo.
Chi perde un figlio non discute di confini.
Discute con il silenzio.
Ogni guerra viene giustificata con parole nobili.
Sicurezza.
Onore.
Patria.
Libertà .
Ordine.
Ma sotto queste parole, molto spesso, pulsa qualcosa di infinitamente più banale.
L'incapacità di alcuni esseri umani di rinunciare al proprio ego.
La storia cambia costume.
L'ego no.
Indossa uniformi diverse.
Parla lingue diverse.
Sventola bandiere differenti.
Ma continua a pretendere la stessa cosa.
Che il mondo si pieghi alla propria volontà .
E quando il mondo resiste, decide che debba essere il mondo a rompersi.
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La civiltà dell'ego:
L'errore più grande che possiamo commettere è immaginare l'ego come un difetto di poche persone.
Non è così.
L'ego è diventato un modello culturale.
Non viviamo semplicemente in una società composta da individui egoisti.
Viviamo in una società che premia sistematicamente l'ego.
Fin dall'infanzia impariamo a confrontarci più che a comprenderci.
I voti non misurano soltanto la preparazione: diventano classifiche.
Lo sport non è soltanto disciplina: diventa dimostrazione di superiorità .
Il lavoro non è soltanto contributo: diventa una gara permanente.
Persino i rapporti umani vengono spesso trasformati in competizioni silenziose.
Chi ha più successo.
Chi guadagna di più.
Chi possiede di più.
Chi appare meglio.
Chi viene desiderato di più.
La domanda non è più: "Chi sei?"
La domanda diventa: "Quanto vali agli occhi degli altri?"
Quando il valore personale dipende costantemente dallo sguardo esterno, l'ego trova un terreno perfetto per crescere.
Perché ogni complimento diventa ossigeno.
Ogni critica diventa una minaccia.
Ogni successo altrui diventa una sottrazione del proprio.
L'essere umano smette di costruire la propria identità e comincia a misurarla.
Ed è qui che nasce una delle più grandi tragedie moderne.
L'infelicità non deriva tanto dal non avere.
Deriva dal vedere qualcuno che possiede ciò che noi desideriamo.
L'invidia è una malattia comparativa.
Da soli, molti individui sarebbero persino soddisfatti della propria vita.
Diventano infelici nel momento in cui osservano quella degli altri.
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La dittatura dell'apparenza:
Mai come oggi è stato possibile costruire un'immagine tanto distante dalla realtà .
Si mostrano sorrisi.
Non le crisi.
Si pubblicano successi.
Non i fallimenti.
Si espongono vacanze.
Non le solitudini.
Il risultato è una gigantesca illusione collettiva.
Milioni di persone iniziano a credere che tutti gli altri siano più felici, più ricchi, più belli, più amati, più realizzati.
Da questa percezione nasce una frustrazione costante.
E una persona frustrata è molto più vulnerabile all'ego.
Perché quando non riesce ad aumentare il proprio valore, spesso tenta inconsciamente di diminuire quello degli altri.
Nascono il pettegolezzo.
La diffamazione.
L'umiliazione.
L'odio gratuito.
L'aggressività .
Non sono quasi mai manifestazioni di forza.
Sono strategie disperate per riequilibrare un senso di inferiorità .
Chi non riesce a salire prova a tirare giù.
È infinitamente più semplice.
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Il narcisismo quotidiano:
Quando si parla di narcisismo si pensa subito ai casi patologici.
Ma esiste un narcisismo molto più diffuso.
Molto più silenzioso.
Molto più pericoloso.
È il narcisismo ordinario.
Quello che si manifesta ogni volta che una persona è incapace di riconoscere che anche gli altri hanno un mondo interiore complesso quanto il proprio.
È il capo che considera i dipendenti numeri.
È il cliente che tratta un cameriere come se fosse invisibile.
È il genitore che decide il futuro del figlio senza chiedergli cosa desideri.
È il partner convinto che amare significhi possedere.
È l'amico che ascolta soltanto per aspettare il proprio turno di parlare.
Sono gesti piccoli.
Quasi impercettibili.
Ma ripetuti milioni di volte ogni giorno.
L'ingiustizia raramente nasce da eventi eccezionali.
Nasce dalla normalità .
Dall'abitudine.
Dalla convinzione che il proprio bisogno abbia sempre la precedenza.
L'ego non conquista il mondo attraverso i grandi tiranni.
Lo conquista attraverso milioni di piccole prepotenze quotidiane.
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Il potere come amplificatore:
Il potere non crea necessariamente la corruzione.
Più spesso la rende visibile.
Chi è mosso dall'equilibrio userà il potere per costruire.
Chi è mosso dall'ego lo utilizzerà per espandere sé stesso.
Il denaro.
L'autorità .
La fama.
La politica.
Le aziende.
Le istituzioni.
Sono soltanto amplificatori.
Rendono enorme ciò che una persona era già .
Se dentro c'è responsabilità , crescerà la responsabilità .
Se dentro c'è avidità , crescerà l'avidità .
Il problema è che la nostra società tende a confondere il successo con il merito morale.
Ma il successo economico non certifica la bontà .
La popolarità non certifica la saggezza.
L'autorità non certifica l'intelligenza.
La storia è piena di individui potenti che erano emotivamente immaturi.
E di persone straordinarie rimaste sconosciute.
L'ego ama i riflettori.
L'integrità , spesso, lavora nel silenzio.
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Perché i buoni sembrano perdere?
Questa è forse la domanda più dolorosa.
Perché chi agisce con correttezza sembra essere continuamente penalizzato?
La risposta è meno romantica di quanto vorremmo.
Perché chi possiede principi si impone limiti.
Chi non possiede principi, no.
Una persona onesta non mente.
Il manipolatore sì.
Una persona corretta mantiene la parola.
L'opportunista la cambia quando conviene.
Chi ha coscienza si ferma davanti a ciò che considera ingiusto.
Chi vive soltanto di ego considera ogni limite un ostacolo.
È come assistere a una gara in cui un atleta rispetta tutte le regole e l'altro è disposto a qualsiasi scorrettezza pur di arrivare primo.
Nel breve periodo il secondo potrebbe anche vincere.
Ma il prezzo della vittoria è invisibile.
Ogni compromesso con la propria coscienza lascia un deposito.
Ogni menzogna modifica lentamente l'identità .
Ogni tradimento abitua il cuore all'indifferenza.
Ogni abuso rende più facile quello successivo.
L'ego promette potere.
Ma presenta sempre il conto.
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La povertà spirituale:
Esiste una forma di miseria che non co
Non sono falsa, sono non dicotomica.
Non sono manipolatrice, sono stratega...
...e comunque della gentilezza randomica non mi fiderò mai.
Un sorriso nasconde più coltelli di una spada.
Semplicemente io offro uno specchio come scudo.