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Quando il reato è estinto, ma l'algoritmo continua a condannare. Una riflessione giuridica ed emotiva sulla memoria digitale
Era il 2008. Un uomo, allora ventisettenne, fu denunciato per una vicenda poi archiviata. Nessuna condanna, nessun processo. Oggi, a 44 anni, viene escluso da un concorso pubblico. Perché? Perché digitando il suo nome su Google, tra i primi risultati compare ancora una vecchia notizia. Il diritto ha dimenticato. L'algoritmo no.
Viviamo nell'epoca della memoria indelebile, dove nulla muore davvero. Dove anche l'assoluzione, l'archiviazione o l'estinzione di un reato non bastano a restituire alla persona quella forma di innocenza sociale che, un tempo, la giustizia era in grado di garantire.
Il paradosso della giustizia digitale
Il diritto all'oblio, sancito dall'art. 17 del GDPR, nasce come risposta a un mondo in cui ogni traccia lascia un'impronta, ogni errore un'eco. Ma oggi, le tracce sono replicabili, archiviate, indicizzate, vendute, trasformate in profili, punteggi, blacklist invisibili.
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google più forte della Legge
I sneezed and these appeared for some reason
I really need Oblio’s make up routine for reasons
I miss this shit
SO MUCH.
Piangere è verità.
Ci sono volte nella vita che eviti di piangere perché temi di non riuscire più a fermarti.
Così ti abitui a vivere il tuo oblio.
Poi capita qualcosa che non puoi prevedere e si apre quel canale senza il tuo permesso.
Può essere qualsiasi cosa, qualsiasi minuzia che cogli e sugli altri non fa alcun effetto, mentre a te si squarcia la gola ed esce dagli occhi il putiferio. Così fingi di starnutire, dici che hai qualcosa tra le ciglia, c'era vento, ridi a una battuta cretina, insomma trovi una strategia per nascondere l'impossibile.
Di solito funziona, ma accade sempre quel momento in cui devi "andare al bagno" e ti nascondi cercando di ritornare con un aspetto normale entro 5 minuti.
Magari non lo sai, ma quell'inezia che ti ha causato tutto questo è davvero un'inezia, soltanto che tu stai sul limite da quando ne hai memoria, anzi probabilmente hai rimosso l'origine, e in qualche modo l'Universo ti riesce a mettere nella posizione in cui la smetti di autocensurarti.
Piangi. Liberati. Vattene via. Smettila di fingere. Smettila di ricoprire un ruolo non tuo. Fermati nel silenzio e attraversa quell'inferno.
Farà male, ma mai quanto tutte le maschere con cui l'hai sommerso.
Ascoltarsi è il vero coraggio.
L'auto osservazione non è una passeggiata, ma ti assicuro che ignorare le tue emozioni non è nemmeno vivere.

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“ L’eredità culturale è qualcosa che ogni individuo si fabbrica grazie alla scuola, alle letture, ai casi e agli incontri della sua vita essendosi dissolti ben presto dietro di lui eredità e ricordi che le generazioni precedenti non hanno avuto modo di trasmettergli. In questo il nostro tempo è diverso dalle grandi civiltà del passato su cui l’egittologo Jan Assmann ha elaborato le sue proposte sulla trasmissione di ricordi, identità e culture. Sull'esperienza del tempo presente, dominata dal contrasto fra il deposito da conservare e la ridotta capacità di ricordare, è stata la sua compagna di vita e di lavoro, l’antropologa Aleida Assmann, che ha proposto di recente una sua tesi sul tema dell'oblio: secondo lei la memoria culturale è la somma di quanto si ricorda e di quanto si dimentica. Funziona come un collo di bottiglia: vi passa attraverso solo una parte del deposito di esperienze e di ricordi. Ma come si rende possibile la selezione e la conservazione della memoria culturale di una società? Secondo la sua analisi, quello che la garantisce e governa è «il tetto protettivo delle istituzioni socialmente deputate alla conservazione del patrimonio, come gli archivi, le biblioteche e i musei». Grazie a loro, le cose e le persone che sfuggono all'oblio automatico vengono separate da una forbice e depositate le une nel canone, le altre nell'archivio. Entrano nel canone opere, persone, eventi destinate a fare parte del ricordo attivo della vita sociale delle generazioni future, mentre nell'archivio – una istituzione dalle tante forme e di lunghissima esistenza nelle culture della scrittura – finisce il materiale su cui si potrà esercitare la curiosità storica. Aleida Assmann ha riportato un caso esemplare, che potrebbe dare materia di riflessione agli italiani in tempi di revisione e derisione di monumenti: la vicenda postuma di uno scrittore svizzero, Wilhelm von Scholz (1874-1969) che aveva goduto vivente di grande fama e ricevuto gli onori pubblici della sua città, Costanza. Dopo la morte, lo attendeva l’oblio “conservativo”, cioè la fase di oscurità provvisoria che passa tra la celebrità del vivente e il balzo nel pantheon dei grandi artisti riservato a pochi. Ma ecco che la scoperta di una sua poesia scritta in omaggio a Hitler ha determinato misure pubbliche formali di “oblio attivo” per relegarne nome e opera nell'oscurità.
Possiamo contare dunque sull'educato e ben regolato funzionamento a regime delle istituzioni culturali per selezionare ciò che vale la pena di ricordare? O non sarà piuttosto la violenza del mutamento sociale periodico a spazzare via ogni volta le tracce del passato? Il pensiero va a come sono finite le reliquie dei sovrani di Francia con lo scoppio della Rivoluzione francese, o alla sorte delle statue di Stalin e di altri dittatori del Novecento, un tempo incontro obbligato in tutte le capitali dell'Europa continentale. E proprio sotto i nostri occhi di contemporanei si sta svolgendo la tumultuosa iconoclastia scatenatasi negli Stati Uniti col movimento del Black Lives Matter che non ha risparmiato nemmeno le statue di Cristoforo Colombo. Non è un caso, tuttavia, che queste considerazioni di tipo antropologico e sociologico quando si concentrano sulla età contemporanea non parlino piú di memoria ma di oblio. “
Adriano Prosperi, Un tempo senza storia. La distruzione del passato, Giulio Einaudi editore (collana Vele); 1ª edizione: 19 gennaio 2021. [Libro elettronico]
I'm late for Halloween~🎃
So I fell into a Dance Central rabbit hole because of this one video and now I am obsessed with this blue haired motorcycle enthusiast E-boy and his Evil 2x divorced cringefail loser dad
yes hello Oblio u appear to be around my age and like dancing and is very swag wanna date or paint each other’s nails or sum 😳👉👈