Senti, non mi attrae chi mi ignora.
Io impazzisco per le attenzioni, per chi non chiude in un angolo i sentimenti, i suoi pensieri.

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Senti, non mi attrae chi mi ignora.
Io impazzisco per le attenzioni, per chi non chiude in un angolo i sentimenti, i suoi pensieri.

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Prima o poi arriva un momento in cui non sopporti più, e lasci andare perché fa meno male che restare.
Vorrei piangere, non per debolezza, ma per lasciare andare ciò che pesa.
“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”.....Steve Jobs

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A un certo punto smetti di chiederti perché ti abbia ferito…
e inizi a ricordarti quanto vali.
Ed è lì che ricominci davvero:
quando asciughi le lacrime,
rimetti insieme i pezzi
e capisci che chi ti ha spezzato non meritava la versione più fragile di te.
Perché certe delusioni non servono a distruggerti.
Servono a riportarti da te stesso.
#🅹🅾︎🅷🅽🅱︎🅻🅰︎🆄🅴🆁
Lasciamoci trasportare come un fiume,
in questa valle di insicurezze.
Siamo degli inguaribili sognatori
con il cuore diviso a metà.
Fa tutto parte del gioco, ma tu non devi mollare.
- Monica B. (frase mia)
Un mostro.
È questo che sono diventata nei tuoi occhi.
L’ho visto nello sguardo che mi hai posato addosso.
Non distratto.
Non stanco.
Lucido.
Come si guarda qualcosa di sbagliato che avrebbe fatto meglio a non esistere.
Non mi sono mai sentita così fuori posto nel mondo.
Ho passato una vita intera a limarmi gli angoli, a cucirmi addosso maschere educate, a imparare il silenzio come lingua madre.
Ho imparato a non essere troppo.
A non sentire troppo.
A muovermi come un corpo funzionale, non come una persona.
Un automa ben addestrato, abbastanza normale da non disturbare nessuno.
Poi ho abbassato la guardia.
Con te.
Ho provato a mostrarti quello che avevo dentro e ogni volta mi hai restituito orrore.
Eppure non te ne sei mai andato.
Mi hai voluta accanto. Sempre.
A rassicurarti.
A sostenerti.
A rimetterti in piedi quando crollavi.
A prestarti i miei occhi perché tu potessi vederti migliore.
Io servivo.
Io ero utile.
Io non dovevo esistere davvero.
Quando ho ceduto, quando il corpo e la mente hanno chiesto tregua, quando davanti alle bugie altrui, bugie che tu conosci e che hai sempre chiamato tali, io non ce l’ho più fatta…
Tu non mi hai difesa.
Mi hai guardata cadere.
Hai scelto di credere ai bugiardi perché in quel momento era più comodo.
E mentre stavi con loro, mi guardavi.
Dritto negli occhi.
Mentre la corazza si spaccava.
Mentre lo sfinimento veniva a galla.
Mentre tutto quello che tenevo insieme con i denti crollava.
E lì…
mi hai guardata come si guarda un mostro.
Come si guarda qualcosa di profondamente sbagliato.
Indecente.
Da allontanare.
Adesso quello sguardo mi vive dentro.
È sotto la pelle.
Mi giudica.
Mi condanna senza processo.
Respira con me.
Ogni respiro è veleno.
Ogni battito è una lama che entra e non esce.
Sanguino in silenzio, da dentro, senza segni visibili.
Quelli che fanno meno paura agli altri.
Sono sbagliata.
Questo è quello che mi hai insegnato.
Sono un mostro.
E non c’è niente, adesso, che possa disimpararlo.