22 giugno 2016
"Non è un giorno come gli altri qualcosa ben presto succederà." Mi si era posta dinanzi una scena mai vista prima.
Mi trovai in chiesa in una nuova città in cui mi ero da poco trasferito Ad un tratto una donna si sedette proprio di fianco a me.
Era il terzo giorno che mi trovai lì Ma avevo notato quel volto quello sguardo che mi aveva seguito anche la volta precedente.
Noi non ci conoscevamo ma dopo essersi seduta vicino a me, improvvisamente scoppiò a piangere un'immagine che mai dimenticherò.
Una fanciulla bisognosa d'amore una bambina che non è stata amata una scena che mi parse talmente irreale che sembrava uscita da un romanzo russo. Io mi sentii a disagio, non sapevo cosa fare.
A dir la verità la mia vita era stata fino ad allora arida un qualcosa di insignificante, non sapevo come comportarmi con una donna, come consolarla.
Mi limitai goffamente a carezzarle la schiena ed il suo volto le si era per un attimo illuminato Avevo appena visto la creatura più graziosa in tutta la mia vita. Quelle lacrime avevano il potere di far risaltare maggiormente quella bellezza struggente.
Che portava due occhi neri luminosi un volto candido quel corpo delicato e i capelli neri che risaltarono quel viso angelico.
Qualche sera dopo la rividi, nel pomeriggio che la precedeva si era scatenato un temporale improvviso. In quel momento non mi resi conto che altri non era che un oscuro presagio. Un destino beffardo era in agguato.
Un ladro di sogni era sopraggiunto e tu eri attratta dal fascino del bello e dannato Non ti eri resa conto che avresti sofferto ancora di più.
In seguito avevi rovesciato tutto quel dolore, ma io ti avevo amato dal primo giorno che ti avevo vista e non avevo avuto il coraggio di dirtelo così in fretta. Come avrei potuto farlo?
Consideravo già un lusso quella presenza vicina quella connessione profonda quel sentimento mai provato.
Ad un tratto il mio cuore esplose non ero più riuscito a trattenere i miei sentimenti tu mi eri rimasta vicina, avevi compassione di me. e capivo che il dolore che stavo vivendo fosse per te un peso ulteriore.
Mi sforzavo esserti vicino come amico ma puntualmente non riuscivo, mi tradivo, e tu piangevi e volevi fuggire via.
Ero diviso tra l'essere grato per quegli sprazzi di luce in una vita vuota ed essere triste con l'intero universo per aver aspettato tanto invano. Continuammo a vederci di tanto in tanto, nella speranza che prima o poi mi avessi ricambiato, facevamo lunghe passeggiate e dondolavamo sull'altalena come due bambini.
Ma la mia anima era squarciata in due, non riuscivo a rimanere sospeso in quella sorta di limbo decisi di andare via, ma speravo che i giorni precedenti alla mia partenza passassero il più lentamente possibile. Che magari qualcosa sarebbe cambiato, che una svolta sarebbe ben presto arrivata.
Non sarei riuscito a continuare ad esserti accanto come amico ed in quell'ultima sera che ci vedemmo tu eri dispiaciuta le porte dell'ascensore si erano chiuse e tu scomparisti per sempre dalla mia vita.
Io partii, ma con il cuore spezzato, dilaniato, ti promisi che ci saremmo rivisti. Nel mentre ritornai in quell'ombra che aveva avvolto quasi tutta la mia vita. E che mi lacerava ancora di più.
Un giorno decisi di tornare, ti scrissi per un appuntamento, ma ormai ti avevo persa per sempre, mi dicesti che stavi frequentando un altro, ti avevo perso anche come amica, perchè non mi volevi più vedere. E mi ritrovai solo, con mille sensi di colpa, quel lutto di una possibilità perduta, trasconandomi tuttora quel dubbio se ti avessi conosciuta qualche tempo dopo o se ci saremmo mai rivisti, se fossi stato un amico o un compagno migliore e degno. Per un crudele paradosso, avevo pagato il prezzo di essere rimasto da solo per troppo tempo. Quello di sentirmi inadeguato per alcune circostanze e non sapermi come comportare in determinati contesti.
A dieci anni esatti di distanza, sento il dolore ancora vivo. Mi chiedo continuamente se in un'altra vita avessi preso una decisione diversa se avessi conquistato il tuo cuore se fossi rimasto un po' di più.
Ora vago solitario accumulando un giorno sopra un altro con lo stesso, grigio, senso del dovere, ma cercando di trovare consolazione in svariati passatempi, imparare qualcosa di nuovo, per aiutarmi a non pensare, qualcosa dentro di me è cambiato e forse si è rotto per sempre. Esco e parlo sempre di meno Come se ogni tipo di relazione richiedesse uno sforzo immenso.
Non riesco ancora a dimenticare quella prima volta in cui ti avvicinasti anche se ora è solo un ricordo remoto e colmo di dolore.



















