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Black Sails | 4x08. XXXVI

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Magari in questo momento sarà impegnato a fare sentire la sua nuova vittima come la "prescelta", colei che lo salverà da tutti i suoi traumi causati dalle ex, che gli riaccenderà nuovamente il cuore, le dirà che vuole che sia l'ultima e progetterà un futuro insieme che non si realizzerà MAI. In realtà sarà l'ennesima che la userà per colmare il suo vuoto esistenziale, rissuchiandole la sua luce, positività, sorriso, ecc
Siamo alle solite (e due oggi)... se non riescono a prendersi i consensi e l'attenzione con la loro politica ci provano con il fango mediatico.
L'aggressione fascista? Era una bufala. Il dirigente Cgil indagato per simulazione
È ufficiale: la sinistra vede i fantasmi dei fascisti. Non è uno scherzo o una battuta. C'è il timbro di un atto ufficiale della Procura di Genova. Bisogna però, fare un salto indietro. Al 15 aprile scorso a Sestri Ponente in Liguria. Il dirigente della Cgil-Fillea di Genova Fabiano Mura si presenta al commissariato di Cornigliano per denunciare un'aggressione fascista-squadrista: «Mi hanno seguito, mi ha sputato addosso insultandomi e facendomi il saluto romano. Mi ha detto, sei un figlio di puttana, un comunista di merda. Poi sceso anche il passeggero e mi ha dato una manata al costato, un pugno alla mascella e alcuni colpi su una gamba», racconta ai poliziotti (increduli). C'è un secondo dettaglio che riconduce l'agguato a una matrice politica: l'auto sulla quale viaggiava il dirigente Cgil era riconoscibile perché trasportava due manifesti del sindacato sulla campagna referendaria. Non ci sono dubbi. «Con la destra al governo, sono ritornate le camicie nere», è questo l'umore che si respira nella sinistra. E subito, scatta la chiamata alle armi. La sera stessa del 15 aprile Maurizio Landini corre in tv da Giovanni Floris per lanciare l'allarme: «Un nostro dirigente ha subito un'aggressione fascista». E tira in ballo il governo Meloni: «Abbiamo scritto al ministero dell'Interno ma non abbiamo avuto risposta». Andrea Orlando (nella foto), ex ministro Pd, grida: «Gravissima l'aggressione squadrista». Brando Benifei, europarlamentare dem e braccio destro di Elly Schlein, vede un chiaro collegamento con l'avvicinarsi del 25 aprile: «A pochi giorni dal 25 aprile dobbiamo ribadire forte e chiaro che
non c'è spazio per il fascismo». Marco Grimaldi, fedelissimo di Nicola Fratoianni e parlamentare Avs, non ha alcun dubbio: «Il clima di violenza squadrista sta crescendo». Silvia Salis, candidato sindaco Pd alle comunali di Genova, rivela il grande fiuto: «C'è un clima in questa città che non va bene». Cgil e Pd organizzano un sit-in al quale partecipano i vertici. Ora però, facciamo un salto in avanti, al 28 aprile: le indagini della Digos svelano che si è trattato di una bufala. Non c'è stata alcuna aggressione squadrista o fascista. Il dirigente Cgil si è inventato tutto. Fabiano Mura è indagato dalla Procura di Genova con l'accusa di simulazione di reato per aver inventato l'aggressione, anticipa Il Secolo XIX. Figuraccia colossale per la sinistra. La Cgil valuta il licenziamento del suo dirigente. Landini batte in ritirata. Di Orlando manco l'ombra. Silvia Salis non si perde d'animo: «Siamo parte lesa». Di chi? Delle allucinazioni? «In un clima già incredibilmente, ed insopportabilmente, esacerbato dove si usa lo spauracchio del fascismo ad ogni piè sospinto c'è anche chi trova il coraggio di inventarsi di sana pianta un'aggressione fisica dovuta alle proprie, presunte, ideologie», ricorda il deputato Fdi Gianni Berrino.
Libero
A volte mi chiedo cosa ci troviate di bello nel prendere per il culo la gente...

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Il geloso, il geloso non soffre per quello che vede, ma per tutto quello che ha fatto e immagina che anche tu lo farai. Il tossico, il tossico non vuole perderti, ma non sa prendersi cura di te. Gli manchi, ma non farà nulla per cercarti e farà di tutto per farti allontanare da lui. Il bugiardo, il bugiardo se non può convincerti, cerca di confonderti. E l'infedele, l'infedele vive insicuro, diffidente e si autosabota la relazione per paura che tu faccia lo stesso con lui. Non ha un momento di pace e vive sulla difensiva pensando che tutti siano come lui. Quindi non ti affaticare più. Non punirti. Non sentirti male per qualcuno che non sa cosa vuole. Non è colpa tua. Allontanati. Meriti qualcosa di bello, di meglio.
Verità a galla
A distanza di poco più di un anno, la verità è venuta a galla. Non tutta insieme, ma a pezzi, come frammenti che si incastrano da soli quando smetti di cercarli. E ogni cosa che scopro oggi conferma quello che allora era solo un sospetto. Un’intuizione. Una sensazione che cercavo di mettere a tacere, perché speravo di sbagliarmi. Ma il mio istinto, come sempre, non sbagliava. Non lo fa mai. Ricordo bene le ultime conversazioni con lui. Le parole dette con disprezzo, il tono che oscillava tra l’arroganza e la paura. Mi dava della pazza, come se fosse un modo per invalidare tutto ciò che sapevo, tutto ciò che sentivo. E pensare che era lo stesso che, mesi prima, mi diceva di avere paura di me, perché “tutto quello che sogni o dici, in qualche modo, si avvera”. Lui lo sapeva. Solo che gli conveniva farmi passare per instabile, così da non doversi guardare allo specchio. Ho smesso di indagare non perché avessi fiducia, ma perché avevo capito che sotto c’era solo altra sporcizia. Non serviva scavare: a volte la verità puzza anche da lontano. E io avevo già respirato abbastanza veleno per l'intera relazione. Così ho scelto di fermarmi. Di lasciarlo lì, con le sue bugie, le sue maschere, la sua recita da bravo ragazzo ferito. Io non avevo più bisogno di prove, perché la mia pace valeva più della sua menzogna. E quando impari a scegliere te stessa, capisci che non hai bisogno di vincere ogni guerra: ti basta non combattere più per chi non merita il tuo silenzio. E oggi, mentre tutto torna a galla, io non provo rabbia. Solo una strana calma. Perché sapere di aver avuto ragione non mi serve per vendicarmi, ma per ricordarmi che posso fidarmi di me. Del mio istinto. Di quella voce che tanti chiamano paranoia, ma che in realtà è solo chiaroveggenza dell’anima.
“Sappiamo che stanno mentendo, sanno che stanno mentendo, sanno che sappiamo che stanno mentendo, sappiamo che sanno che sappiamo che stanno mentendo, ma stanno ancora mentendo.” – Aleksandr Solzhenitsyn