āSiamo arrivatiā¦
ā¦quasi alla fine dellāanno
e tirando le somme sento il bisogno di dire una cosa a me stessa:
grazie.
Grazie per essere rimasta fedele a chi sono,
alla persona che conosco
e che continuo ad amare,
con i suoi pregi e le sue ombre.
Sono quella che piace a pochi
e disturba molti,
perchƩ non ha mai imparato a fingere.
Sono vera quando non tollero la falsitĆ ,
le carezze interessate,
le facce pulite che nascondono intenzioni
sporche.
Sono vera quando cado
e invece di cercare mani a cui aggrapparmi
trovo la forza dentro di me per rialzarmi.
Sono vera quando non recito sentimenti,
quando non torno indietro dopo una delusione,
perchƩ il rispetto, una volta perso,
non si recupera.
Sono vera quando amo senza riserve
e quando chiudo una porta
lo faccio per proteggermi,
non per orgoglio.
Sono vera nella gentilezza gratuita
e lucida nel riconoscere
la falsitĆ travestita da bontĆ .
Sono vera quando piango in silenzio
e quando rido senza misura.
E anche questāanno mi ringrazio.
Per non aver mollato,
per aver attraversato cadute e ferite
senza perdere me stessa.
Mi ringrazio per non essere mai diventata
ciò che disprezzo.
Cara me,
il brindisi di Capodanno sarĆ alla tua salute.
Per tutto il resto,
hai dimostrato di sapercela fare.
E lāultimo grazie
va alla parte più scomoda di te,
quella che non si piega,
quella che resiste,
quella che ti tiene in piediā¦ā
Tania Catarama
















