Balafon, ristorante africano.
Quando un amico cambia casa il pretesto per esplorare la nuova zona - e i rispettivi locali - è sempre dietro l’angolo. E’ stato così con Lorenzo, che al primo invito nella sua nuova tana ne ha approfittato per portarmi da Balafon, il ‘ristorante-di-fronte’.
Di ristoranti africani ne ho frequentati parecchi, anche in tempi di onnivorismo, e su questo blog ne ho parlato soprattutto qui, recensendo Selam, davvero ottimo. La mia zona, in particolare la parte verso Porta Venezia, d’altra parte pullula di locali eritrei ed etiopi, ed è molto facile mangiare in modo tipico bene, e veggie, spendendo poco. Balafon, che invece è in piena Città Studi, è un po’ diverso, perché fa cucina tradizionale del Mali.
L’ambiente è intimo e accogliente, non troppo illuminato come piace a me. Musica etnica in sottofondo, mai invasiva ma piacevole. Muri giallo/arancio, e quadri colorati. Io e Lorenzo ci siamo seduti, e dopo pochissimo è arrivata dal fondo l’amabile titolare, che con fare brusco ma affettuoso, da vera matrona, ci ha spiegato come funziona la faccenda. Da Balafon, come spesso accade nei ristoranti africani, le scelte sono tanto precise quanto limitate: tre antipasti (di numero) e un solo piatto unico, da declinare in base alle preferenze in svariati modi.
Tra i tre antipasti, due sono veggie, addirittura vegan: akra, frittelle di fagioli all’occhio al rosmarino (buonissime, zozzone e delicate al tempo stesso) e un fresco taboulè (insalata di bulgur con un trito di erbe aromatiche).
Akra. Ragazzi, le foto di questa recensione sono abbastanza agghiaccianti e me ne scuso - da Balafon ci sono delle luci davvero difficili e in più ho un telefono nuovo con cui non ho ancora preso confidenza :p
Il piatto unico invece si compone a piacimento con un sugo/salsa a scelta tra curry (curry giallo e latte di cocco), mafe (arachidi e semi di baobab), pomodoro speziato, saka saka (foglie di manioca e catalogna), soupikandia (okra e melanzane) yassa (cipolla, limone e senape) zighini (spezie berbere e pomodoro)+riso profumato o cous cous al vapore+verdure miste. I carnivori possono avere vari tipi di animali in aggiunta a 2,50€ in più, ma il piattone veggie costa 15€. Due cose: uno, tutti i sughi sono assolutamente plant based. Due, se chiederete info alla sciura sul gusto della manioca, dell’okra o del baobab, l’unica risposta che otterrete sarà che è buono e che non si può spiegare perché sono sapori diversi da quelli italiani. Quindi o si prova o ciaone.
Il mio piatto unico: salsa zighini foreva.
Io sono stato un pelino pavido e sono andato sul sicuro, facendomi un piattazzo di cous cous con verdure e salsa zighini, che conosco bene (ma non dovevo provare cose diverse e tipicamente maliani?) e che apprezzo sempre, anche questa volta: tutto molto buono, cucinato con amore dal (molto bello) figlio della signora, e riempiente a sufficienza. In pratica è stato come mangiare lo zighinì con le posate e il cous cous invece che nel tipico pane injera, ma vabbè, la prossima volta sperimenterò di più, promesso. Interessante cosa ci si può bere insieme: la bevanda ‘della casa’ è lo zenzerello, un ottimo estratto di zenzero a cui si può chiedere un’aggiunta di rhum. Ci sono anche delle buone birre artigianali, italianissime, ma scelte proprio per accompagnare i sapori del Mali: particolarmente interessanti quelle del microbirrificio umbro DieciNove; una alla carruba (provata!) e una al miele e fichi.
Zenzerello, birra, okra, piatto unico, io.
I dolci, sempre fatti a mano dal giovanotto in cucina, non sono da meno, e ho testato con mucho gusto un crème caramel al cocco, tiepido e davvero notevole, e dire che non vado matto per i dolci con questo frutto.
Il crème caramel, che giuro ha veramente questa forma. Chissà se la mia maestra di food photography è ancora in vita dopo questa recensione :p
Quattro chiacchiere al bancone sul concerto di una sconosciuta cantante con l’amabile matriarca del locale, che ha ballicchiato servendo i clienti per tutta la sera, e un chupito di zenzerello offerto, hanno impreziosito la fine del pasto. Un posto con molto cuore, in cui sentirsi a casa e mangiare bene. Promosso!
Prezzi un filo più alti della media dei locali africani, ma onesti: antipasto, piatto unico, birra e dolce, 31 euro.
POSTO: 2/5
MANGIARE: 4/5
BERE: 4/5
ECONOMICITA’: 3/5
VEGFRIENDLYTUDINE: 5/5
Ristorante Africano Balafon - via Teodosio 6 (zona Piola/Città Studi)