Scrivere per il cinema o il teatro, cioè impegnarsi nello scrivere una sceneggiatura ha due condizioni fondamentali: la prima avere una buona storia, la seconda è che la storia sia coerente. Perché allora molti sceneggiatori e registi, cercando di inseguire i gusti del pubblico provano a forzare queste regole per riuscire a soddisfare gli utenti? La risposta più banale sarebbe per i soldi, ma ci sono una serie molto vasta di elementi da trattare per capire quanto sia sbagliata questa decisione. Per chi non vorrà ammazzarsi di lettura la risposta è che quando un produttore mette il veto ( cioè o si fa così o non si fa niente) su una scelta autorale, cioè del regista o degli sceneggiatori, per riuscire a tenere i soldi degli investitori avvengono queste disgrazie.
In primis il nostro cervello percepisce la coerenza di una storia come credibile se tale non è non la segue. Per fare un esempio: se i due Hobbit del signore degli anelli avessero avuto le ali e non le usano una volta arrivati ai piedi del monte fato per farsi una scalata a piedi, quella è incoerenza e noi guardandoli ci chiediamo “ Ma perché cazzo non volano’” Perché in quella dimensione lì avrebbe senso. In questo caso scatta una sfiducia nel confronti della pellicola che annulla ogni possibile strategia narrativa. Detto in parole povere, la catarsi, che è l’identificazione dello spettatore nella storia, va a puttane. Se non c’è la catarsi lo spettatore non prova emozioni, o ne prova in parte, il che lo spinge a guardare di meno il film, che nel lungo periodo incassa meno. Pensate per un attimo a film di Natale e a uno qualsiasi dei film di Tim Burton o Tarantino. Il cine-panettone fa incassi a Natale, Pulp Fiction potresti pure vedertelo domani e ti piacerebbe riguardalo.
Morale della favola: gli investitori sono ritardati. Ma la loro idea è giusta, cioè le persone davvero vogliono influenzare la storia togliendole coerenza. Perché accade questo? Una possibile spiegazione è la crescente incapacità di leggere la realtà: saliamo in auto, ma non sappiamo di cosa sia fatta, facciamo un investimento, ma non sappiamo cosa sia, andiamo all’ospedale ma non sappiamo cosa significhi il codice fiscale ( leggi che cosa sia). Il nostro cervello di natura non tollera la stupidità e quindi compensa con interpretazioni approssimative ( pressapochismo a gogo) . Quindi si fa delle idee sbagliate e non basate su fatti veri che distorcono la realtà . Un esempio su tutti: i vaccini. Il vaccino è l’inoculazione di un batterio reso innocuo in modo da insegnare al sistema immunitario come difendersi da esso. Esistono sulle miliardi di persone che lo ricevono, migliaia di combinazioni diverse di ciò che può succedere, ma ciò che succede nel 99% dei casi è che il paziente non si ammala. Perché allora gli anti vaccinisti sventolano le loro bandiere di lotta contro questa procedura? Il motivo è semplice, non ne capiscono il processo né si fidano di chi attua il processo. È la ribalta degli ignoranti in un mondo sempre più individualista.
La stessa cosa accade nelle scelte degli investitori nei film: la gente vuole davvero che la storia prenda pieghe che suppone corrette, che siano conosciute, come l’odio ricorrente per le istituzioni degli anti vaccinisti, come gli immigrati che rubano il lavoro, come il troppo danaro che è male. È come un’abitudine, è un modo per tenere sotto controllo e fare in modo di vedere ciò che si conosce.
Allo stesso tempo però questo rovina la catarsi della storia e la sua coerenza. Immaginate uno Star Wars senza “ Luke sono tuo padre” o un Blade Runner senza “ Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Questi sono punti chiave delle storia che nessuno si aspetta e che feriscono, come la morte della mamma di Bambie. Ma sono rappresentazioni fedeli della realtà e per questo sono opere d’arte immortali.
Quindi cari ignoranti fateci un favore, state zitti, leggete di più, ma soprattutto godetevi la scoperta del mondo, esplorate ciò che non conoscete, senza rompere i coglioni.
Se arrivate a questo punto avrete scoperto il principio attraverso cui Socrate faceva partorire le menti “ So di non sapere”. Ecco una volta ammesso questo sarete sulla buona strada.