Fleur Jaeggy, Gli ultimi giorni di Ingeborg, «Microgrammi» 1, Adelphi, Milano, 2026

seen from United States

seen from United States
seen from Switzerland
seen from Brazil

seen from United States
seen from Italy
seen from China

seen from Australia
seen from China
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from Türkiye

seen from Italy

seen from United States
seen from China
seen from China

seen from Italy
seen from China

seen from Türkiye
Fleur Jaeggy, Gli ultimi giorni di Ingeborg, «Microgrammi» 1, Adelphi, Milano, 2026

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Leggo perché mi sfuggono le parole.
«Sai, ci sono due modi di guardare le cose: come se uno le stesse scoprendo per la prima volta, o come se desse loro l'addio».
Sandor Marai, "Le braci"
Adelphi Theatre, Chicago, 1984
My girls!! They're actually quite similar (high charisma, move in upper circles) but I'm enjoying both playthroughs immensely. Not sure on romances yet buuuut I'm thinking Shadowheart for Bridove and Astarion for Adelphi (or Gale. or another companion I haven't met yet. idk)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
A new look at Daniel Craig as William Lee in Luca Guadganino's 'QUEER' as featured on the cover of the 2024 Italian Edition of the novel by William S. Burroughs, published by Adelphi.
saul steinberg
“Prima, al Luxembourg, ho pensato a Gide e a Valéry, che passeggiavano lì pieni di orgoglio, da giovani e anche dopo, al massimo della loro fama; ma non era questo che mi inte ressava un'ora fa, era la loro presenza fisica, i loro passi. Mi dicevo: che senso può esserci nel dire che sono passati per il tal viale, per il tal luogo? Che cosa ne è rimasto?
Mi pongo spesso questa domanda ridicola e comunque inquietante. Del nostro passaggio non resta niente da nessuna parte. Quando, a Parigi, guardo gli alberghi in cui ho abitato per anni, non riesco a capire come questi luoghi siano stati così a lungo il centro della mia vita. Proprio a questo si riduce il nostro passaggio sulla terra. Sapendolo, come possiamo ancora rallegrarci o soffrire? Ma questa possibilità coincide con il «segreto», con il «mistero» dell'esistenza.”
(Emil Cioran, “Quaderni 1957-1972)