Interstellar non è il film dell'anno.
Non voglio stare qui a parlare dell'inutile hype che s'è creato attorno a quel polpettone americanissimo che purtroppo s'è rivelato essere Interstellar, soprattutto perché in questi giorni ho letto pareri illuminanti da gente che probabilmente ha visto 4 film decenti in tutta la sua vita, aka non capisce un cazzo di cinema. Quindi per pietà di Dio, v'è piaciuto un film che le vostre capacità mentali v'hanno consentito di apprezzare (e forse neanche appieno): non scomodate il titolo di miglior film della storia.
A Nolan probabilmente non bastano le dimensioni di cui può disporre in questa realtà e per ovviare a questa cosa s'è fissato con questa tecnica narrativa della sovrapposizione di livelli spazio-temporali. Aveva mescolato per bene le carte della storia in Memento e portato questo concetto nella fisicità di Inception: esperimento splendidamente riuscito, squisitamente mentale. Due film anni luce avanti.
Lo stesso schema lo ha tradotto in Interstellar ma questa volta è uscito dalla mente delle persone provando a fare una rappresentazione "realistica" del tempo fisico. Per quanto mi riguarda è riuscita a metà. E qua arriviamo ad un tema più generale ovvero all'incapacità del cinema di rappresentare l'universo, e i concetti legati ad esso quali relatività del tempo, curvatura dello spazio, sovrapposizione tra realtà, antimateria etc., se non in maniera altamente simbolica.
L'enigma del monolito nero di "2001 Odissea nello Spazio" riesce ad esprimere una densità di significati, una poeticità alla quale Nolan si avvicina soltanto.
Kubrik stesso in una rara intervista disse a riguardo: "si discuteva sui mezzi per
tradurre fotograficamente una creatura extraterrestre in modo che fosse sconvolgente come lo sarebbe stata realmente. Presto fu chiaro che non si può immaginare l’inimmaginabile. Il massimo che si può fare è cercare di rappresentarlo in qualche modo artistico che comunichi qualcuna delle sue qualità. Così decidemmo per il monolito nero".
LA PROSPETTIVA DELLA SPECIE
Una delle cose più interessanti è proprio la riflessione dei personaggi circa la capacità umana di pensare a se stessa come specie piuttosto che come individui/relazioni-dirette.
Ma è una domanda genuina alla quale Nolan da una risposta buonista e poco credibile.
Il film comincia con una domanda e due opzioni.
Saremo capaci di salvare l'umanità a costo di sacrificare la nostra vita e quella dei nostri cari se questa fosse l'unica soluzione possibile?
Opzione A: L'unica opzione credibile per 3/4 di film è impiantare una coltura di esseri viventi in un altro pianeta, far rifiorire lì la specie umana in una trentina di anni e lasciare morire gli abitanti della terra che evidentemente non possono tutti prendere un trenino che li porta a migliaia di anni luce di distanza
Opzione B: con una qualche specie di aggeggio sfasiamo tempo e spazio e sarà facilissimo trasportare tutti da qualche parte, manca solo di capire dove.
Quando ci stiamo quasi per convincere che alla fine verrà fatta la cosa giusta e che Cooper, Amelia e Murphy sono dei poveri idioti sfruttati dalla mente superiore del Prof.Brand, con tutte lo loro piccole storie fatte di amori, promesse, tornerò, ne sono sicura perché me l'ha detto papà, ecco che vengono fatte le scelte più sbagliate in assolute, quelle che preferiscono l'amore alla sensatezza, quelle che scelgono di salvare i propri cari e le proprie relazioni dirette piuttosto che salvare la specie.
E che fa Nolan? Fa morire tutti come di giusto? NO.
Nolan salva tutti. Ci dice che alla fine l'amore è la cosa giusta. Che alla fine se segui l'amore ce la fai come solo i polpettoni americani sanno fare.
E forza la storia. Ci infila dentro inception rappresentando un mondo a 5 dimensioni (la libreria della bambina), dialoghi passato-futuro in cui si rivede se stessi.
L'incapacità di pensarsi (e salvarsi) come specie è una domanda finta quindi che Nolan risolve con un lieto fine legato all'amore. Lo sapeva dall'inizio, non voleva farcela veramente.
La parte visuale del film è fantastica come ci si aspetta che sia fantastico un prodotto di un regista del calibro di Nolan che ci ha abituati a città che si smontano e ricompongono a piacere dai protagonisti di Inception.
La sabbia, il mondo malato, lo spazio senza eccedere in effetti speciali, Matthew McConaughey sempre con la stessa giacchetta, una bambina bruttina che nella scena dopo diventa quel femminone di Jessica Chastain. Insomma bello bello.
Bello bello tranne che anche qui assistiamo all'incapacità a rappresentare l'universo in maniera non simbolica, ovvero sforzandosi di fare delle cose "credibili".
E quindi la stanza a cinque dimensioni è scontata, la faccia distorta di Anne Hathaway che si dissolve nel salto temporale è ridicola, la scena di lei che tocca la sua mano distorta ridicola. Peccato: Nolan aveva tutte l'intelligenza per non scivolare in queste cazzate.
Io ho ADORATO Matthew McConaughey in True Detective: era perfetto in quel ruolo, mi sono quasi convinto che Nick Pizzolato abbia scritto quella serie solo per lui.
Però santo dio cristo sa fare due facce. 2 facce contate. E sono un po' stanco di vederlo ovunque. Scelta scontata e sbagliata secondo me.
Anne Hathaway è il cane di sempre e su Jessica Chastain non riesco ad esprimere un giudizio oggettivo perché me la vorrei scopare troppo.
Matt Damon è bravo come sempre e passa inosservato come sempre.
Anne Hathaway (nella navicella spaziale): "stai letteralmente sprecando fiato".
Il fratello di Jessica Chastain: "come fai a sapere che tornerà?" e lei: "perché me l'ha dato papà"
Un 7 è meritato per tante ragioni però alla fine sono riusciti a rendere un film potenzialmente avanti in un "Armageddon 2.0", con eroi, sacrifici, l'amore salva tutto e dialoghi al limite della demenza. Vi odio.
Ps. Oltre a 2001 Odissea nello Spazio provate a vedere anche Solaris (quello di tarkovsky) e Moon (Duncan Jones). Nell'ultimo anno si è dibattuto molto pure sulla credibilità scientifica del film "Gravity" (Alfonso Cuaron) con tanto di interventi di alcuni veri astronauti. Non lo so ma so per certo che girare quella cosa deve essere stato un casino mondiale e l'oscar alla migliore regia è stato meritatissimo.