Repesin kun katoin Tasting Historyn videota krapulalääkkeistä :D

#dc#dc comics#batman#bruce wayne#dick grayson#batfamily#batfam#dc fanart#tim drake




seen from Poland

seen from United Kingdom

seen from Malaysia

seen from Poland

seen from United Kingdom
seen from Poland
seen from China

seen from Poland

seen from Singapore

seen from United States
seen from T1
seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United Arab Emirates
seen from United Kingdom
seen from China
seen from Poland

seen from United Kingdom

seen from Singapore
Repesin kun katoin Tasting Historyn videota krapulalääkkeistä :D

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
finale osé
ecco che dracula si dà alla crapula e lieto eiacula
Salir de fiesta con tu colega y volver convertido en crapula.
PD: Sigo sin saber que es un crapula, voy a buscarlo en google y pongo la primera imagen que vea.
Vale no ha sido una buena idea...
WINE UP TOUR EN MADRID - CENA ARMONIZADA EN MADRIDAJE
WINE UP TOUR EN #MADRID - CENA ARMONIZADA EN MADRIDAJE @MadridajeRetiro Con vinos de @bodegasvaldemar @bodmartincodax @crapulawines @bodegasoledad @verumbodegas #wineuptour #wineup #winelover #maridaje
FECHA: 20-03
21:00 H
MADRID
MADRIDAJE
C/. Menorca, 19
MADRID
RESERVAS: 910 41 87 16
Conde Valdemar Tempranillo Blanco 2018 – Bodegas Valdemar – Blanco – D.O.C. Rioja – www.valdemar.es
Martín Códax 2017 – Bodegas Martín Códax– Blanco – D.O. Rías Baixas – www.martincodax.com
Crápula Crianza 2016 – Crápula Wines – Crianza – D.O. Jumilla – www.crapulawines.com
Bisiesto…
View On WordPress
Interdittiva per mafia a carico di Desireè Crapula, figlia del capomafia Michele.
Desirè Crapula
Michele Crapula
L’interdittiva riguarda le due attività della figlia del boss, “Il Fiorista” ed il chiosco al cimitero, del quale più volte ci eravamo occupati, denunciando proprio la mafiosità delle attività commerciali.
L’interdittiva è stata notificata dal commissariato di Polizia ed adottata dalla Prefettura di Siracusa, guidata dal Prefetto Giuseppe Castaldo, sempre particolarmente attento al territorio ed ai rapporti con la mafia. La Prefettura, è ovvio, ha lavorato in stretto raccordo con la Procura Distrettuale Antimafia di Catania.
Desireè Crapula è moglie di Francesco Giamblanco, coinvolto nei fatti che portarono all’arresto del deputato regionale Giuseppe Gennuso, poi entrambi scarcerati dal Riesame. Proprio Desireè Crapula (LEGGI ARTICOLO) è colei che, secondo le indagini dei Carabinieri, dava gli ordini persino di picchiare le persone.
Rimangono ancora aperte le altre attività ad Avola della Famiglia Crapula, come il chiosco bar di Aurelio (detto Cristian) – Waikiki bar -, le nuove attività in costruzione intestate alla moglie dell’altro figlio, Rosario e l’impresa di limoni proprio di quest’ultimo.
Cristian Crapula
Rosario Crapula
Anche su questo speriamo che, presto, si possa fare chiarezza arrivando all’interdittiva, visto che sia Christian che Rosario, come Desireè, sono citati nelle carte giudiziarie:
“Il Crapula Michele aveva costituito all’interno del clan Trigila un gruppo proprio e benchè arrestato manteneva e risulta mantenere ancora il controllo del gruppo attraverso la moglie Magro Venera e i figli Desireé, Aurelio (detto Cristian) e Rosario”.
L’auspicio è che i cittadini di Avola capiscano cosa accade nel loro territorio, quale siano le attività mafiose dei Crapula che da anni denunciamo fra minacce e querele.
Oggi Avola è più libera!
Interdittiva antimafia per Desireè Crapula: chiudono le attività della figlia del boss Interdittiva per mafia a carico di Desireè Crapula, figlia del capomafia Michele. L'interdittiva riguarda le due attività della figlia del boss, "Il Fiorista" ed il chiosco al cimitero…

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Ancora una volta i Crapula, ancora una volta lei, Desirèe Crapula.
La legalità non va a braccetto con il lavoro regolare, questo è un dato di fatto, ma la signora Desirèe Crapula, dopo aver ricevuto per ben due volte la chiusura dell’attività commerciale al cimitero “Il Fiorista” per tutta una serie di irregolarità ed essere stata denunciata in entrambi i casi, ancora una volta sfida le leggi e viene sanzionata dalla Polizia perché impiegava un dipendente irregolarmente.
Desirèe Crapula, è la figlia del sanguinario capomafia Michele ed è la stessa che pochi giorni fa nell’audio che abbiamo pubblicato minacciava i poliziotti a seguito del sequestro del chiosco della cognata, Roberta Di Maria (compagna del fratello Cristian), ancora una volta probabilmente pensa di essere al di sopra delle leggi.
Michele Crapula
Desirè Crapula
Il segnale dato dalla Polizia di Avola è importante per chi pensa, come dimostrano i Crapula già citati in diverse “carte” giudiziarie (LEGGI), di poter comandare loro persino sulla Giustizia.
Abbiamo denunciato le irregolarità delle loro attività in ogni modo e continueremo a farlo, oggi ancora una volta si ha la dimostrazione che avevamo ragione e che i Crapula non possono sfidare lo Stato. Nessuno è sopra le leggi, è bene che i signori Crapula si mettano l’anima in pace e che i cittadini di Avola capiscano che l’aria in città è decisamente cambiata.
Avola, Desirèe Crapula ci ricasca ancora una volta: non è al di sopra delle leggi! Ancora una volta i Crapula, ancora una volta lei, Desirèe Crapula. La legalità non va a braccetto con il lavoro regolare, questo è un dato di fatto, ma…
“Quali iniziative il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, intenda adottare per verificare le attività imprenditoriali in cui risultano coinvolti, direttamente o indirettamente, i familiari del capomafia Michele Crapula“.
E’ questa una delle domande poste dal senatore Giuseppe Lumia, componente e già presidente della Commissione Antimafia, in un’interrogazione parlamentare (LEGGI SUL SITO DEL SENATO) su Avola e sulle inchieste giornalistiche che noi, come “La Spia”, pubblichiamo da mesi.
“Quali iniziative il Ministro dell’Interno – scrive ancora Lumia – intenda intraprendere per favorire l’affidamento del bene confiscato ai Crapula e dare un chiaro segnale ai cittadini di Avola nel senso della legalità”
Quali iniziative intenda intraprendere per verificare l’eventuale coinvolgimento del clan Crapula a seguito delle elezioni comunali, vista l’elezione del consigliere comunale pubblicamente (e con minacce) sostenuto dal figlio del capomafia Crapula e per supportare l’azione coraggiosa di giornalisti come Paolo Borrometi, delle associazioni antiracket e delle forze dell’ordine ad Avola ed in provincia di Siracusa”.
Nell’interrogazione del Senatore Lumia si trova il sunto delle nostre inchieste, come quella sul bene confiscato ai Crapula. “Allo stesso Crapula, o meglio al suocero, Aurelio Magro – scrive Lumia -, è stata prima sequestrata e poi confiscata una mega villa ad Avola e, secondo quanto rivela il giornalista Borrometi nelle sue inchieste da oltre un anno, questo bene sarebbe stato depredato e distrutto il giorno del sequestro e, addirittura, nella porta d’ingresso sarebbero state impresse le iniziali del capomafia “MC””.
Poi il già presidente della Commissione Antimafia scrive che:
“Come emerge dalle inchieste giornalistiche di Paolo Borrometi e pubblicate sul sito “La Spia”, ad Avola, il clan Crapula, una feroce falange del clan Aparo-Nardo-Trigila, operante nella realtà siracusana, starebbe continuando ad effettuare estorsioni, usura, traffico di droga ed a sfruttare l’economia legale (pub, negozi di fiori, agenzie funebri ed altro) per investire i proventi di tali affari illeciti;
il boss Michele Crapula è sposato con Venera (detta Vera) Magro, figlia del defunto (e anche lui coinvolto per mafia) Aurelio Magro ed insieme hanno tre figli, Rosario (detto Saro), Cristian e Desirée.
Michele Crapula
Venera (detta Vera) Magro
Paolo Golino (cognato Michele Crapula)
Desirè Crapula
Rosario Crapula
Cristian Crapula
I tre figli, oltre alla moglie ed al cognato, Paolo Golino, risultano citati più volte in carte giudiziarie.
Addirittura il figlio più piccolo, Cristian, nel giorno del silenzio elettorale (il 10 giugno 2017) pubblicava sul social network “Facebook” un post (ripreso e pubblicato sulle pagine de “La Spia”) nel quale avrebbe minacciato tutti i suoi concittadini al fine di farli votare per il proprio candidato, poi eletto al Consiglio comunale, Salvatore Guastella“.
post cristian crapula
post cristian crapula
Interrogazione al Ministro dell’Interno su Avola. Lumia: “Minniti intervenga per controllare attività dei Crapula” "Quali iniziative il Ministro dell'Interno, Marco Minniti, intenda adottare per verificare le attività imprenditoriali in cui risultano coinvolti, direttamente o indirettamente, i familiari del capomafia Michele Crapula…
La mafia tenta di mettere Siracusa sotto una cappa di paura ed omertà? La mafia ritorna a far paura a Siracusa?
Sono tanti gli interrogativi che in questo momento si possono porre su Siracusa e provincia, ma partiamo dai dati di fatto.
Attentanti intimidatori, bombe contro attività imprenditoriali ed auto bruciate ad amministratori, su tutti quella del Sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo;
Minacce persino alle Forze dell’Ordine, come nel caso dei familiari del capomafia Michele Crapula alla Polizia di Avola;
Scarcerazioni di diversi boss e delinquenti che, nelle ultime settimane, sono ritornati sul territorio;
La gente paga il pizzo in silenzio e non si ribella;
Sono questi i dati oggettivi su cui tentare di sviluppare un ragionamento concreto per comprendere quanto sta accadendo in città ed in Provincia di Siracusa.
Partiamo dal primo: una serie di attentati così vasta e significativa non si vedeva da tempo. Ed il tutto, va detto, non per colpa delle Forze dell’Ordine che, quotidianamente, tentano di svolgere un’attività a tratti silente ed a tratti urlata, impastando la “pasta” che hanno, cioè le scarse (per usare un eufemismo) denunce. E da qui ci spostiamo al punto 4. La gente paga il pizzo e non si ribella, è il drammatico appello lanciato da Paolo Caligiore, impegnato da anni con l’Associazione Antiracket ed Antiusura. Caligiore ha più volte levato alta la propria voce per cercare di invitare i cittadini alla denuncia, le Forze dell’Ordine addirittura hanno chiesto “denunce o esposti anonimi”. Cosa si può pretendere di più?
La gente deve capire che lamentarsi non serve a nulla, tutti (o quasi, mai generalizzare) pagano il racket, sia a Siracusa che nel siracusano. Le denunce stanno “a zero” (come si suole dire), eppure le risposte dello Stato sono state forti e forti lo saranno.
I clan imperano? Si, è vero. Basti vedere cosa accade ad Avola dove il clan Crapula (articolazione del clan Trigila), minaccia addirittura la Polizia (LEGGI ARTICOLO). Abbiamo più volte denunciato cosa accade nella parte meridionale della provincia aretusea e non vorremmo che questi atti in Città siano proprio per spostare l’attenzione da altre zone. Guarda caso proprio quando lo Stato, inteso come le varie articolazioni, pone la lente di ingrandimento su altre zone, ecco che arrivano le bombe a Siracusa. Può sembrare una lettura semplicistica ma da non sottovalutare. Perché è ovvio che nulla di meglio può capitare ai boss di altre zone di spostare l’attenzione sul capoluogo e lasciarli imperare (e minacciare) in pace.
L’attenzione nella zona del netino equivale all’attenzione a Siracusa città ed i Crapula, così come i Trigila o Salvatore Giuliano lo sanno bene.
#gallery-0-13 { margin: auto; } #gallery-0-13 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 33%; } #gallery-0-13 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-0-13 .gallery-caption { margin-left: 0; } /* see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php */
Antonino Pinuccio Trigila
Salvatore Giuliano
Michele Crapula
LE SCARCERAZIONI
Già qualche mese fa, in corrispondenza con la pubblicazione della Relazione della Dia, pubblicammo un articolo di approfondimento su Siracusa ed il siracusano (LEGGI).
“L’agglomerato urbano siracusano – scriveva la Dia – rimane conteso tra il clan BOTTARO-ATTANASIO (legato a quello catanese dei CAPPELLO), ed il clan SANTA PANAGIA, frangia cittadina del ramificato clan NARDO- APARO-TRIGILA, in rapporti con la famiglia etnea dei SANTAPAOLA”.
Oltre a questi clan, attivo è quello della “Borgata”, che
“un’articolata operazione della Polizia di Stato, denominata “Borgata” – scrive la Dia -, ha messo in luce il tentativo di rendersi autonomo dallo schieramento BOTTARO-ATTANASIO, del quale costituisce ancora oggi un sottogruppo.
Il clan Bottaro-Attanasio ha il capomafia storico in carcere al 41bis, cioè Alessio Attanasio.
Il clan si chiama Bottaro-Attanasio in quanto il sanguinario capomafia Alessio Attanasio era sposato con Patrizia Bottaro, figlia del boss Salvatore Bottaro.
Nonostante dopo l’arresto Alessio Attanasio si sia lasciato dalla moglie (che nel frattempo aveva intrapreso un’altra relazione con un appartenente al clan, Emanuele Montalto detto “burattino”, uscito dal carcere avendo scontato una condanna per omicidio) ed i due si sono separati, il clan continua a chiamarsi con i loro cognomi. Nome del clan confermato anche dopo il suicidio del boss Salvatore Bottaro, avvenuto durante la detenzione domiciliare per motivi di salute nel 2005.
Esponenti di spicco del clan Bottaro-Attanasio in libertà sono più di uno:
su tutti Francesco Toscano, in carcere dal 2002 ed uscito il 27 ottobre, braccio destro di Alessio Attanasio ed oggi, secondo i bene informati, il vero reggente del clan.
#gallery-0-14 { margin: auto; } #gallery-0-14 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 50%; } #gallery-0-14 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-0-14 .gallery-caption { margin-left: 0; } /* see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php */
Alessio Attanasio
Francesco Toscano
Ed ancora: Corrado Greco, Francesco Fiorentino e Pasqualino Urso, Luciano De Carolis e Vito Fiorino (chi assolto, chi per fine pena).
#gallery-0-15 { margin: auto; } #gallery-0-15 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 25%; } #gallery-0-15 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-0-15 .gallery-caption { margin-left: 0; } /* see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php */
Vito Fiorino
Luciano De Carolis
Pasqualino Urso
Francesco Fiorentino
Gli ex “ragazzi” della via Italia ritornano in libertà, tentano di riprendersi gli affari, fanno pagare il racket, contrastano i ragazzi (quelli sì, più giovani) che vorrebbero imporsi come le nuove leve del clan. E lo fanno anche a “suon di bombe”.
Certamente, comunque, rimane la gente, stretta fra la paura e le mancate denunce.
Ed è proprio questa la “leva” da utilizzare: le denunce, anche anonime.
Tanto, sappiatelo, prima o poi finiranno in galera, la questione da risolvere è il “quando” ed il “quando”, il “prima possibile”, non dipende solo dall’impegno delle Forze dell’Ordine ma dalle denunce.
Siracusa, i clan si dividono la città: boss in libertà e giovani leve pronte a tutto. Ma la gente non denuncia La mafia tenta di mettere Siracusa sotto una cappa di paura ed omertà? La mafia ritorna a far paura a Siracusa?