Ciao, è da tanto tempo che non ci sentiamo. Come stai? Tutto bene? Mi fa piacere.
Sì, perché in fondo è questo quello che ho sempre voluto per te. Ho sempre voluto il tuo bene e la tua felicità, a volte anche tralasciando la mia di felicità.
No, io non sto benissimo, è passato un po’ di tempo, ma le mie ferite bruciano ancora, e l’aria mi manca ancora al tuo pensiero, e non c’è giorno o notte in cui non ti pensi o non ti sogni.
Vorrei farmene una ragione, ma non riesco. Non posso andare avanti dopo come mi hai fatto sentire e come ti ho amato, e come a tua volta mi hai ricambiato, finché ancora volevi.
Come passi le tue giornate? Esci? Vedi e senti nuove persone? Ah sì? Bene, almeno per te.
No, io non ce la faccio. Per quante persone possa vedere, nessuna riesce ad andare oltre al mio muro. Nessuno può scavalcarlo, solo tu hai potuto, e se tu non puoi farlo di nuovo, nessun altro dovrà farlo. Sì, perche vedi, mentre tu dormi sonni tranquilli, e chissà magari vivi nuovi amori, io al massimo sopravvivo. Vivo le mie giornate a metà, dormo poco la notte quando i pensieri mi tengono sveglio, dormo troppo di giorno quando cerco di sfuggire alla realtà e al pensiero che tu non ci sei più, le poche ore che vivo della giornata cerco sempre di riempirle al meglio, e per quanto possa riuscire nell’intento, arriva sempre quel momento. Quel momento in cui stanco torno a casa, entro nello mia stanza, chiudo la porta, appoggio il mio zaino, e di colpo la realtà mi piomba addosso come un masso. La verità è che vorrei averti ancora lì, tornare a casa e trovarti nel mio letto, che mi guardi e mi sorridi, con la stanza satura del tuo profumo, e le lenzuola che sanno ancora di noi; vorrei tornare a casa e vederti sul mio letto, mentre mi sorridi e mi inviti ad avvicinarmi, per darmi la razione d’amore che ho perso in tutto quel tempo lontano da te, e per dare a te, a mia volta, la razione che è mancata a te; per darti gli abbracci, i baci, l’amore, il sostegno e tutto ciò che tu ricercavi in me perché io ero un po’ la tua vita, e tu eri tanto la mia.
Sì, insomma, torno a casa, vorrei averti lì, che mi avvolgi col tuo corpo e mi ridai la felicità di cui mi hai privato. Vorrei di nuovo stare bene... ti vorrei... ma tu non ci sei, e io non sto più bene.
E forse a te può sembrare facile andare avanti, trovare una persona che ti faccia sentire così, e forse ci riuscirai; ma per me non è così, e sento come se, per il resto della mia vita, il meglio che riuscirò a trovare sarà sempre un meglio di seconda scelta.