Noémie Merlant
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Noémie Merlant

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🇮🇹 🎭 🖼️
Capolavori italiani
In una sala gremita del Louvre, centinaia di visitatori ogni giorno si accalcano davanti a un piccolo quadro dietro un vetro: la Gioconda.
Ma basta voltarsi fisicamente e simbolicamente per scoprire un’opera immensa, nel senso più pieno del termine: Le Nozze di Cana di Paolo Caliari detto il Veronese.
Da un lato, la Gioconda di Leonardo :
Piccola, raccolta, intima.
Un volto solo, uno sguardo che interroga
Un’opera enigmatica, silenziosa, carica di mistero.
Diventata icona mondiale, circondata da leggende e attenzioni mediatiche.
Dall’altro, le Nozze di Cana di Veronese:
Immensa, monumentale, spettacolare.
Oltre 130 figure in una scena vivace e fastosa.
Un’opera corale, teatrale, che celebra la vita.
Meno nota al grande pubblico, spesso messa in ombra dalla fama della Gioconda, nonostante la sua straordinaria complessità.
La Gioconda conquista per il suo mistero e la sua intimità.
Le Nozze di Cana stupiscono per la loro grandezza e vivacità.
Due linguaggi opposti, ma complementari:
il silenzio interiore contro il fragore del mondo .
La Gioconda non è solo un dipinto, è un’icona culturale. Il suo sorriso enigmatico, lo sguardo che sembra seguirci, il passato oscuro del modello, le interpretazioni psicologiche, le teorie esoteriche, il furto clamoroso.
Tutto contribuisce a creare un alone di mistero che affascina da secoli.
Mentre la Gioconda ci guarda.
Le Nozze di Cana, invece, ci circondano.
Per coglierne il significato, occorre fermarsi, leggere, immergersi.
La Gioconda, invece, “parla da sola”.
L’opéra di Veronese richiede più tempo, più attenzione, più ascolto.
In un’epoca di sguardi rapidi e selfie veloci, il vero miracolo, come quello dell’acqua che diventa vino, si compie solo per chi sa aspettare.
An Archive of Our Own, a project of the Organization for Transformative Works
Part 3 of what I am now calling the Cozette Needs Help series is live! You can read the other two installments here (Part 1) and here (Part 2.)
And... I wound up creating 7 OCS OUT OF THE LIL SHITS COZETTE'S SEEN TEACHING IN THE CREDITS CUTSCENE. ALL IN ONE FELL SWOOP!! Huge thanks goes to @art-tea-chill for helping me come up with their names! You can read the brief descriptions I gave them, and see an edited screenshot showing who is who as well, under the cut.
“Quando conosciamo persone nuove, tutto sommato non credo che prestiamo molta attenzione al volto. Credo piuttosto che le guardiamo nell'animo. L'atmosfera che emanano, la voce, l'odore... percepiamo una combinazione di tutte queste cose.”
— Banana Yoshimoto
“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo
avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,
e se così fosse... mille volte vorrei nascere
per mille volte ancor morire.”
-William Shakespeare
@waterfallsofsensations

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Viaggiamo anche per fuggire da noi stessi, dalla routine che ci ingabbia. Arrivare in un luogo sconosciuto è come rinascere: ogni angolo è come una tela bianca, ogni volto una storia nuova. In fondo, è come se potessimo lasciare dietro di noi le vecchie versioni di chi eravamo e, per un attimo, illuderci di poter essere chiunque, liberi e senza passato.
" Il riso è una contrazione del volto e nella contrazione l'uomo non ha il dominio di sé, è dominato da qualcosa che non è né la volontà né la ragione. E questo è il motivo per cui lo scultore antico non raffigurava il riso. L'uomo che non ha il dominio di sé (l'uomo al di fuori della ragione, al di fuori della volontà) non può essere considerato bello. Se la nostra epoca, contrariamente allo spirito dei grandi pittori, ha fatto del riso la forma privilegiata del volto umano, significa che l'assenza di volontà e di ragione è diventata lo stato ideale dell'uomo. Si potrebbe obiettare che la contrazione mostrataci dai ritratti fotografici è simulata, e dunque razionale e volontaria: Kennedy che ride davanti all'obiettivo non reagisce a una situazione comica, ma apre la bocca e scopre i denti con grande consapevolezza. Questo, però, dimostra soltanto che gli uomini d'oggi hanno innalzato la contrazione del riso a immagine ideale, dietro la quale hanno deciso di nascondersi. Rubens si dice: il riso è la più democratica di tutte le forme del volto: con i lineamenti immobili ci distinguiamo uno dall'altro, ma nella contrazione siamo tutti uguali. Un busto di Giulio Cesare che sghignazza è inconcepibile. Ma i presidenti americani se ne vanno nell'eternità nascosti dietro la contrazione democratica del riso. "
Milan Kundera, L'immortalità, traduzione di Alessandra Mura, Adelphi (collana gli Adelphi, n° 47), 2023²¹; pp. 343-344.
[Testo originale: Nesmrtelnost, 1988]