«Ci sono due modi per guardare il volto di una persona. Uno, è guardare gli occhi come parte del volto, l’altro, è guardare gli occhi e basta... come se fossero il volto»
(Alessandro D'Avenia)
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Ogni ciottolo che calpesto ha un colore e un volto. Il volto delle persone che ho incontrato fin qui e il colore cangiante dell’acqua, delle foglie e degli spruzzi di cielo...
Da: "Il ciottoloso enigma", Marco Biagetti
Scopri Il ciottoloso enigma di Biagetti, Marco: spedizione gratuita per i clienti Prime e per ordini a partire da 29€ spediti da Amazon.
«Tutto mi mostra il suo volto, il suo essere profondo, la sua anima segreta che tace più spesso invece di parlare» (Vassily Kandinsky)
Joyau médiéval au cœur de Lucca
Cathédrale de Lucques : guide essentiel pour visiter. Le Duomo di San Martino domine la vieille ville de Lucca avec sa façade sobre et ses trésors intérieurs, dont le célèbre Volto Santo, crucifix en bois vénéré depuis le Moyen Âge. Adresse : Piazza San Martino, accessible à pied depuis la gare en 15–20 minutes ou depuis les murailles. Horaires habituels : 9h30–12h30 et 15h00–18h00 (varient en fonction des offices). Tarif d’entrée au musée cathédrale : environ 5–8 €. À voir : chapelles, crypte, retables renaissants et le Museo della Cattedrale pour replacer les œuvres. Conseils locaux : venir tôt le matin ou fin d’après-midi pour éviter la foule, acheter le billet combiné au musée, respecter le silence et la tenue. Après la visite, café sur la place San Michele ou balade sur les murailles pour panoramas et photos. Pratique et spirituel, un incontournable de la Toscane.
Noémie Merlant

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Cos’é ognuno di noi? Cosa non é? L’uomo é il sogno di un’ombra.
Pindaro
Il primo di questi disegni, intitolato La rivolta degli angeli usciti dai limbi, presenta tre corpi imprigionati in scatole-bare o in sarcofagi. Se sul primo disegno i volti presenti sui corpi non si distinguono ancora nettamente, nel secondo, dal titolo Il teatro della crudeltà , essi appaiono interamente, proprio come appaiono i ritratti del Fayum sui corpi mummificati. Questo disegno fondamentale - perché é il primo tentativo di ritratto fatto negli ultimi tempi della sua segregazione -, Artaud lo descrive così in una lettera in cui sostiene di averlo dimenticato sul suo comodino nel manicomio: i quattro volti sono “le 4 teste delle persone che amo di più al mondo, ma dove sono nella vita di adesso? Mi dica dove, in che paese sta Flora, la bella romana. - Credo furono 4 etruschi in effetti, come il suo animo”. Mi sembra possibile sostenere, senza assolutamente forzare le cose, e sia la “bella romana” uscita dalla poesia di Villon sia gli “etruschi” lo confermano, che attraverso questi “totem dell’essere” non soltanto Artaud disegna i “corpi senza organi”, sovrapponendoli all’epifania del volto, ma ritrova nella solitudine anche quel nodo del senso che attraverso i ritratti del Fayum abbiamo visto formarsi tra il volto, la morte e l’assenza. Da simili profondità e da una simile dolcezza sacra risale il volto, ciò che inchioda l’uomo e al tempo stesso lo supera, che si distacca e senza posa ritorna ad esporlo e giustificarlo.
Jean-Christophe Bailly, L’apostrofe muta
Utilizzando anch'egli della terra, il vasaio Butade Sicionio scoprì per primo l'arte di modellare i ritratti in argilla; ciò avveniva a Corinto ed egli dovette la sua invenzione a sua figlia, innamorata di un giovane. Poiché quest'ultimo doveva partire per l'estero, essa tratteggiò con una linea l'ombra del suo volto proiettata sul muro dal lume di una lanterna; su quelle linee il padre impresse l'argilla riproducendone il volto; fattolo seccare con il resto del suo vasellame lo mise a cuocere in forno.
Plinio il vecchio