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Incredibile come i genitori riescono a preoccuparsi più dei voti dei loro figli che del figlio stesso, poi cominciano a chiedersi perché loro figlio è nella sua stanza mentalmente prosciugato.
"L’insegnante deve insegnare. Per farlo serve una capacità empatica e comunicativa, la fascinazione. Se non apri il cuore, non apri nemmeno la testa delle persone. Gli insegnanti dovrebbero essere sottoposti a un test di personalità che valuti queste cose. Se uno non sa affascinare è meglio che cambi lavoro.
Educare vuol dire condurre qualcuno all’evoluzione, dall’impulso all’emozione, dall’emozione al sentimento. Un ragazzo che ha sentimento non brucia un migrante che dorme su una panchina, non picchia un disabile. Se queste cose accadono è perché la scuola non ha educato. Per educare bisogna avere a che fare con la soggettività degli studenti, che oggi è messa fuori gioco.
Se uno non sa affascinare, comunicare, non può fare il maestro, il professore. Lo dice Platone: si impara per imitazione. Io aggiungerei anche per plagio. Preferisco un docente che plagia i ragazzi che uno che li demotiva. Direi loro che il ruolo va abolito.
Se uno non funziona lo sanno tutti ma non si può far nulla, perché è di ruolo. Che cos’è questa parola? Nessuno è di ruolo nella vita. Se un docente non è all’altezza va messo fuori gioco. Perché se si licenziano operai là dove si producono oggetti non lo si fa dove si formano le persone?"
Umberto Galimberti
[intervista del 2019]
Siamo nel 2022. Finalmente è finita anche per me questa fase in cui servono dei numeri per giudicare la preparazione, sono diventata grande😂. Si parte dalle elementari a dare giudizi ai bambini e si continua fino a che uno non conclude gli studi (ma non è miha detto!).
Che poi tutti lo sappiamo quanto non valgano niente nella realtà, ma i giudizi sono sempre un po' pesanti (se non si eccelle) perché comunque si viene giudicati dagli altri in base a quel numerino: se prendi 18 alle quinta volta che ripeti l'esame sei duro e devi cambiare facoltà perché non sei portato, se invece prendi 30L dopo aver studiato due settimane sei un genio, spesso dimenticandosi di tutto ciò che c'è dietro. Talvolta possono esserci tanto più impegno e padronanza della materia in una sufficienza che in una lode. È solo uno dei tanti esempi, che può essere estratto anche dal mio percorso universitario un po' tormentato, ma che può essere esteso a tante circostanze. Per fortuna, non ho mai dato tanto peso ai voti, questo, però, fino a che non ho iniziato a percepire giudizi un po' fastidiosi su di me e soprattutto un po' di pressione per la selezione nel mondo del lavoro, ma che, comunque, non hanno cambiato il mio modo di pensare: ho sempre accettato tutti i voti anche se, magari, li ritenevo un po' bassi per la mia preparazione. Ricordiamoci sempre, però, che chi ci giudica è una persona come noi, che quello è solo il SUO giudizio sulla nostra "performance". Tu sei meritevole, ricordalo.
Persone #9
Quel genere di persone insicure, sempre in competizione con chiunque per provare a chissà chi il loro presunto grande valore. Un valore che in realtà non esiste perché viene misurato nei modi più sbagliati, perché tu non sei più intelligente se prendi un voto più alto del mio, e non sei più stupido se prendi un voto più basso, però rimani una persona incredibilmente turbata se gioisci perché hai preso più di me o se soffri e ti arrabbi quando io prendo più di te.
Gioire dei propri traguardi solo quando gli altri hanno fatto peggio di te non è essere orgogliosi di se stessi, non è amarsi: è sottoporsi costantemente al confronto infruttuoso con gli altri, è avvelenarsi di invidia e non essere mai felici veramente.

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Una cosa che so benissimo è che un numero non mi definisce.
Eppure, nonostante quel numero rispecchi soltanto la mia performance di quell'esatto momento, ogni volta che il punteggio non è massimo non ci riesco proprio a non sentirmi mediocre.
Il sistema fallimentare dei voti
Come si fa a giudicare una persona con così poco?
Semplice, non si può.
Però alla fine del giorno sembra tutto circoscritto a quell'unico numero che ti è stato assegnato da qualcuno che fingendo di ascoltarti ha deciso quanto sei stato convincente.
Forse io sono l'ultima persona a doversi lamentare, io che non si sa bene come ho collezionato solo successi.
Ma lo sono davvero?
Che poi a me non è mai importato nulla. Mi piaceva semplicemente imparare. E mi piace tutt'ora.
Quello che non mi piace affatto è lo stress che un sistema di valutazione così soggettivo porta con sé.
FINE SESSIONE
Diciamo che al di là dei voti, le soddisfazioni più grandi sono state il sentirmi fiera di me e gli apprezzamenti ricevuti dai diversi professori... Le parole della professoressa di psicologia, oggi, mi hanno particolarmente emozionata: "Sei una persona con una grandissima potenzialità, sei una di quelle destinate a diventare qualcuno in ambito ospedaliero in senso umano e professionale: la differenza con altri percorsi qui dentro è che il tuo sarà qualcosa di speciale per coloro che avranno il piacere di incontrarti nel loro percorso di cura o di vita. Sii fiera di te, preservati e stai attenta a non fare troppo tuoi i dolori degli altri ma al contempo coltiva con amore la tua sensibilità ed empatia. Ci vediamo in ospedale come colleghe signorina, buona fortuna per il futuro."
Comunque mi son portato a casa un 30 a Psicologia ed un 28 a pedagogia.
Raggi di quotidianità.
-Eseildomanifosseieri.