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thinking about my chem exam tomorrow is making so anxious that i'm nauseous but here's doodles from a few weeks back of my friends' beautiful Vs if you even care @tatert07s @sillyvampirestan
Nasce, figlio del principe Svjatoslav di Kiev, quando manca meno di mezzo secolo al fatale anno Mille. È terzo fratello, per giunta illegittimo. I fratelli Jaropolk e Oleg si disputano la successione. Consigliato dalla madre Maluša, serva del principe, ma maga e profetessa, si sottrae alla disputa. Jaropolk liquida Oleg. A tempo giusto Vladimiro lo toglie di mezzo e si fa principe di tutta la Russia in Kiev. Siamo nel 980. Gli anni Ottanta sono caratterizzati da zelo religioso e non solo. Dissemina statue di legno dedicate ai componenti del ricco pantheon. Convivono divinità slave e scandinave. Una statua particolarmente solenne è dedicata al dio principale Perùn, padrone del tuono. Ama la famiglia per cui ha cinque mogli, ma non si sottrae a più larghe frequentazioni: 800 concubine. Nel 988 la svolta: un solo Dio e una sola moglie. Le due cose sono collegate. Aiuta Basilio II, suo coetaneo di successo, imperatore di Bisanzio, cristianissimo e mite, detto Bulgaroctono, cioè Massacratore dei Bulgari. Ne sposa la sorella Anna e deve battezzarsi. La sua decisione è propiziata da una sorta di saturazione da politeismo. Il suo animo propende al monoteismo. Decisivo è l’incontro con quattro missionari. Sembra una barzelletta: c’erano un musulmano, un cattolico, un ebreo, un ortodosso… La Cronaca degli anni passati ci dice proprio di un musulmano bulgaro, un cattolico germanico, un ebreo khazaro e un ortodosso greco. Vladimiro scarta il musulmano – niente vino e niente maiale – scarta pure l’ebreo – un cazzaro no! – dell’ortodosso lo affascina la liturgia. Da ciò la scelta. A Kiev si battezza, con i suoi dodici figli e i più fidi boiardi. Convoca l’intera popolazione, pure i figli in fasce. Tutti si immergono nel Dpnr. Preti venuti da Cherson li battezzano. In verità Vladimiro si è già battezzato a Cherson prima del matrimonio, recuperando pure la vista persa in battaglia. La cosa gli piace e si battezza anche un’altra volta con la sua družina (le guardie del corpo, cosa andate a pensare!?) con cerimonia privata in una villa. Ci sono resistenze soprattutto nelle campagne. I fedeli, divenuti infedeli a loro insaputa, mormorano “Un po’ Perùn non fa male a nessùn”. Con il fuoco e con la spada tutta la popolazione è presto battezzata. Le statue degli dei vengono tutte bruciate, tranne quella di Perùn gettata nel fiume.
L’importanza di chiamarsi Vladimiro
VLADIMIRO: Il guaio è di aver pensato. ESTRAGONE: Ma ci è mai capitato di pensare veramente?
“Aspettando Godot” di Samuel Beckett
POZZO: La danza della rete. Crede di essere prigioniero di una rete. VLADIMIRO: C'è qualcosa di vero...
“Aspettando Godot” di Samuel Beckett

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POZZO: ... le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette. E così per il riso...
“Aspettando Godot” di Samuel Beckett
@krovsvladimiro Damien was never usually this reckless with his hunger having always had problems with control for his young age but never waiting long enough for it to be a problem. Still his fangs were aching at the moment needed some blood and needing it soon. Not even thinking he accidently ran into someone and fell to the ground. "My apologies." He said fangs out.
VLADIMIRO: E' difficile vivere con te,Gogo. ESTRAGONE: Sarebbe meglio lasciarci. VLADIMIRO: Dici sempre così. E ogni volta ritorni. Silenzio.