Quel grazie che spesso manca.
Il dolore è grande per quei vigili, nel pieno della vita, morti per una truffa ad un’associazione.
3 morti e 3 feriti, sei famiglie nel dolore.
Sono in momenti come questi che bisognerebbe domandarsi a cosa serve litigare, al voler imporre le proprie idee senza condividerle, a non accettare il punto di vista altrui, da ognuna delle parti.
L’amore, la paura, l’odio, sentimenti umani che se ben indirizzati sono utili a confrontarsi, a crescere.
Ma che se sfuggono di mano dividono, portano a giudizi, al dolore.
In questi ultimi giorni si è molto parlato di tradizioni, culti, passato, presente, futuro, post su post, io per prima.
E poi il dolore di assistere alla morte di 3 eroi.
Questi giovani che sono la speranza del futuro, si perchè se ci sono ancora uomini che lavorano con stipendi che non sono certo alti, che affrontano la morte ogni giorno in nome della giustizia, che spesso devono adattarsi a non essere sempre capiti, con turni che comprendono feste e nottate di ronda e attenzione e poi vedono morire i loro compagni e sono ancora lì, allora c’è speranza.
E il mondo deve migliorare partendo da noi, glielo dobbiamo.
Lo dobbiamo alle loro famiglie, ai nostri figli e alla comunità.
Un abbraccio ai nostri vigili del fuoco e a tutte le forze dell’ordine ricordando che non sono lì solo per dar multe ma anche e sopratutto per proteggerci.
Quando si parla di educare al rispetto partiamo anche e sopratutto da questi concetti, ricordando il loro valore : sono eroi nel silenzio.
Non salgono sul palco, di loro si parla solo quando capitano vicende come quella di Alessandria.
Qui non c’è un’idea che divide: c’è solo onore, e un’applauso che unisce nel dire loro grazie.
Cesarina Briante



















