Lâavevano fermata, le avevano detto che il suo velo era fuori posto, che doveva sistemarlo meglio, che coprisse come si deve. Uno sguardo di ammonizione, una regola ripetuta, e un comando che pesava come catene invisibili.
Ma invece di abbassare lo sguardo, di tirare quel velo come le avevano detto, si toglie il velo. Poi la giacca, la camicia. Strato dopo strato, libera la pelle, si scrolla di dosso le catene.
Nel cuore pulsante di Teheran, nel cortile dellâuniversitĂ , rimane in biancheria intima, ma rivestita di un coraggio e una dignitĂ che superano ogni stoffa.
Gli sguardi si accalcano su di lei: alcuni pesanti, di giudizio; altri increduli, come se stessero respirando libertĂ per la prima volta. Lei Ăš una nota stonata in un coro di silenzi, un punto esclamativo in un libro di regole immutabili.
La terra sotto i suoi piedi Ăš sempre la stessa, ma il cielo sembra abbassarsi per accoglierla. Si domanda se il vento senta il peso di tutte le parole che non si sono mai osate.
Gli occhi degli altri si posano come pietre sul suo corpo, mentre le voci si sussurrano contro di lei, tempeste di giudizi. Ma nel suo silenzio câĂš un grido che sfida il mondo.
Arrivano per spegnere la sua fiamma, ricoperti di divise che trasudano conformitĂ . La afferrano con forza, la trascinano via, mentre lei resta muta, forte come una roccia. La portano in un luogo dove sperano di spezzarla, di soffocare quel fuoco indomabile. La trasferiscono in un ospedale psichiatrico, dove tentano di etichettare come âfolliaâ il suo desiderio di libertĂ . Ma non capiscono che le idee non si possono ammanettare, nĂ© chiudere in una stanza bianca.
Donna. Libera. Rivoluzione che cammina a piedi nudi sul selciato della storia.
Il suo corpo Ăš un manifesto, la sua pelle Ăš inchiostro vivo, e oggi ha scritto una nuova pagina di libertĂ .
Nel dipartimento rimane il suo ricordo, unâombra luminosa, unâequazione irrisolta sul muro. PerchĂ© spogliarsi dei simboli imposti Ăš lâunico modo per rivestirsi di infinito.
PS: La ragazza si chiama AhouDaryaei, studia letteratura francese allâUniversitĂ di Oloom Tahghighat, in Iran.
Unâeroina di cui avevamo bisogno!
Fonte: Simone Carta, scrittore â€ïž