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Mi trovo in bilico, sospesa tra il desiderio e il pericolo, e la sensazione di precarietà è tangibile. Mi sento come se stessi camminando su un filo sottilissimo, uno di quei fili che sono così fragili da sembrare pronti a spezzarsi sotto il peso di qualsiasi errore, qualsiasi movimento sbagliato. Mi basta un passo falso e tutto crollerebbe, mi farebbe cadere nel vuoto, senza nessuna rete di salvataggio.
Lui è il filo. Lui e la sua presenza costante, ogni volta che lo incrocio. Ogni sua parola, ogni suo sguardo, ogni sorriso, se così lo possiamo chiamare, che mi lancia da lontano mi ricorda quanto pericoloso possa essere lasciarsi avvicinare.
Lo so. Lo sento fin sotto la pelle, in quel tremore che mi scorre dentro ogni volta che incrocio i suoi occhi scuri. C’è una connessione che non riesco a ignorare, anche se vorrei. Forse è proprio per questo che mi fa paura. Perché io, come chiunque altro, ho paura di ciò che non posso controllare. E lui è qualcosa che non posso controllare. C’è qualcosa di magnetico in lui, un’attrazione silenziosa, quasi impercettibile, che mi incolla a lui, ma che al contempo mi fa sentire come se stessi affondando in un terreno scivoloso, che potrebbe crollare da un momento all’altro.
Lo detesto. Eppure, più lo detesto, più mi trovo a desiderarlo. Più lo odio, più mi trovo a cercarlo. E ogni volta che ci incrociamo, ogni volta che ci sfioriamo nei corridoi dell'ufficio o nelle riunioni, mi sembra di trovarmi sull'orlo di un precipizio. È come se stessi camminando lungo una lama, una lama affilatissima che mi incide l’anima ogni volta che mi avvicino troppo a lui. Non so come, ma sento che tutto ciò potrebbe distruggermi, potrebbe farmi perdere la mia stabilità, la mia sicurezza, la mia razionalità.
Le sue parole sono taglienti, le sue mani fredde e controllate. Eppure ci sono quei piccoli momenti, quei gesti che non riesce a nascondere. I suoi occhi, ad esempio, che ogni tanto si soffermano su di me troppo a lungo, o il modo in cui sembra sempre pronto a rispondere, ma c’è qualcosa nel suo sguardo che mi fa perdere il respiro, un’attesa che non so come decifrare, eppure mi agita.
Non posso cedere. Non posso lasciarmi avvicinare. Lo so che c’è una parte di me che, in qualche angolo nascosto della mente, teme che questa situazione possa diventare qualcosa di più, qualcosa che non posso controllare, e quella parte di me è quella che cerca di non pensarci. Ma non posso fare a meno di pensare che, se non faccio attenzione, finiremo per caderci dentro entrambi, senza via di uscita. Non sono una persona impulsiva, non sono una persona che lascia che le emozioni guidino le proprie azioni. Ma quando lui è lì, vicino, anche se non fa nulla, anche se non dice nulla, io non riesco a pensare lucidamente.
L'equilibrio tra me e lui è precario. Ogni scambio di battute, ogni sorriso che sfioriamo, ogni discussione che sembra non avere fine, è un altro passo su quel filo, sempre più stretto. Eppure non posso fare a meno di pensare a cosa accadrebbe se il filo dovesse spezzarsi. Se cedessi, se abbassassi la guardia, se lo facessi entrare nella mia vita, non solo nella mia carriera, ma nella mia sfera più intima. Il pensiero mi terrorizza. Mi spaventa. Eppure, c’è un angolo di me che desidera ardentemente scoprire cosa accadrebbe. Ma non posso permettermi di farlo. Non posso permettermi di cedere.
Mi fermo, respiro. Mi guardo allo specchio e vedo la stessa me di sempre, ma so che il filo che sto camminando mi ha cambiata. La mia mente è una tempesta, il cuore un tamburo che batte sempre più forte. Cosa farei se dovessi cadere? E se cadessi davvero? O forse, è più il timore di scoprire che cadere potrebbe non essere la fine, ma solo l'inizio di una discesa che non potrei fermare?
Per adesso, continuo a camminare sul filo. Ma so che ogni passo mi avvicina sempre di più a lui, e che il pericolo è sempre più vicino. Un passo sbagliato, e tutto potrebbe andare in frantumi.
A volte pensi di voler scomparire, ma tutto ciò che vuoi veramente è essere trovato...
Prof :"Spero per voi che almeno una volta abbiate già provato la bellezza dell'innamoramento, quando due persone si uniscono e riescono a influenzarsi reciprocamente usando semplicemente la forza dello sguardo."
Io:"Io lo sto ancora cercando"
Cit (Via @sollevare-il-mondo )
Cercami, ché non so più dove trovarmi.

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Mi guardavi in un modo,
e il tuo modo mi manca,
il tuo modo di vedermi,
quel tuo modo strano.
Nessuno mi vede, ora,
mi guardano soltanto.
Nessuno mi stringe, ora,
mi toccano soltanto.
Mi guardavi tra la folla,
tu mi hai sempre visto,
nessuno più l'ha fatto,
sono solo un'immagine.
Mi guardavi in un modo,
il tuo modo di guardarmi,
riuscivi sempre a vedermi,
riesci ancora a trovarmi.
Sono qui, distante, perso,
e tu, lontana, chissà dove,
riesci ancora a trovarmi,
riesci ancora a guardarmi.
Luigi mancini
Siamo sempre stati così: un tira e molla.Ci amiamo così tanto da non saperci stare lontano ma, a volte, ci odiamo così tanto da non poterci stare vicino e ogni volta che ci allontaniamo, inevitabilmente, ci dobbiamo ricongiungere come se ci fosse qualcosa che, per qualche assurdo motivo, non ci fa stare lontano. Non sappiamo stare senza di noi, come se noi fossimo una droga.La più bella delle droghe. Ed così straziante tutte quelle volte che, quando siamo “lontani”, ho una fottuta voglia di baciarti e piú passa il tempo e piú aumenta. Ed così anche per te. È così anche per te perché ogni volta che ci riavviciniamo i nostri baci sanno tanto di “ fanculo tutto, finalmente ti ho baciato”. Ogni volta ci promettiamo di non andare mai più via da noi ma, ogni volta, infrangiamo la promessa anche se poi, ogni volta, ritorniamo da noi ma, infondo, non era “si ritorna sempre dove si è stati bene”? E per noi è così perché noi due siamo L’ unico posto in cui noi stiamo realmente bene. L’ unico posto che, per quanto noi vogliamo negarlo, ci sentiamo vivi. E, cazzo, non c’è niente di meglio di sentirsi vivi.
Un grido d'aiuto
a bassa voce,
ma io la tua voce la sento
anche quando è immersa nel silenzio.
Mi hai chiesto di tenderti la mano
io l'ho ritratta:
datti uno slancio più forte
-so che puoi farlo-
-so che vuoi farlo-
e vieni a prendermi
io sono qui
non me ne sono mai andata.
Io sono qui.
Zoe