Avevo bevuto una birra insieme a te. Una tu ed una io. Avevi passato in veloce rassegna tutte le marche delle bottiglie presenti all'interno del frigo di quel bar, poi mi avevi indicato la Tennent's ed io avevo annuito perché una valeva l'altra. Le avevi pagate e mi avevi dato la bottiglia che mi spettava prendendomi in giro, dicendo che secondo te sarei partita dopo qualche sorso. Avevo ribattuto che l'alcol lo reggo bene per poi iniziare a bere. Camminando fianco a fianco avevamo parlato del più e del meno, della famiglia, del futuro, "tu cosa vuoi fare dopo l'Università?", di cose che ora nemmeno mi toccano più. Cose futili per riempirci l'uno dell'altra anche senza sfiorarci. Di tanto in tanto ti guardavo e pensavo "è bellissimo" e dentro di me qualcosa faceva rumore. Continuavamo a passeggiare. Io già ridevo e tu già dicevi "lo vedi? sei ubriaca", allora io ridevo più forte pensando che forse era vero, ma ero ubriaca persa di te e non te lo volevo dire. Passammo accanto a un gatto, me lo ricordo: iniziai a chiamarlo per poterlo accarezzare, mi accovacciai e tesi la mano e tu dietro di me chissà che espressione avevi. Fingesti di dargli un piccolo calcio ed io finsi di arrabbiarmi e in tutta risposta tu mi baciasti. A ripensarci forse ero un po' brilla, tant'è che non ricordo molto di quella sera. Però ricordo le tue braccia che mi avvolgevano e mi tenevano stretta dopo che ti avevo raccontato uno stralcio di vita che mi ha reso fragile. Ricordo lo sgomento che avevo provato in quell'istante perché proprio non me l'aspettavo un gesto così spontaneo. Se potessi tornare indietro ti stringerei un po' più forte. Un'altra cosa che ricordo bene è il tuo sguardo mentre mi guardavi con quegli occhi grandi grandi, chiari e belli, il sorriso sulle labbra e la voce fioca, quasi ti vergognassi di dirmi "ti prego, attraversa questa corazza", quasi ti avesse reso troppo umano. Io, seduta sulle tue gambe, ridevo e mi beavo di te che mi guardavi come nessuno mi aveva guardato mai. "Sono un po' particolare io, sono..." poi scuotevi la testa e abbassavi gli occhi "dimentica tutto, lascia stare" ed io ti facevo rialzare la testa dicendo "guarda che non sono ubriaca. Mi ricorderò tutto" e tu diffidavi, cercavi di cambiare argomento, ma poi finivi per raccontarmi pezzo dopo pezzo di tutte le cose che facevano di te la persona di cui mi stavo innamorando, tutto quello che ti aveva fatto male e che faticavi a ricordare, ma dopo avermelo detto ammettevi che era la prima volta che raccontavi tutte quelle cose ad una ragazza dopo così poco tempo che la conoscevi. Speravi che me ne dimenticassi mentre io ti assicuravo che non sarebbe successo mai. Ed è vero, mi ricordo ancora tutto, o quasi. Avevo bevuto una birra insieme a te. Una io ed una tu. Avevo riso tanto, mi avevi abbracciato come se avessi voluto proteggermi dal passato, ti avevo guardato giurando che ci avrei provato a rompere i cardini della tua armatura e infilarmi nel tuo cuore. Avevo pensato che fossi bellissimo e che quella serata fosse perfetta, che la Tennet's fredda fosse ottima, ma mai quanto i tuoi baci. Avevo immaginato che avremmo passato altri momenti come quelli, a raccontarci di tutto. Ora, quando la mattina mi sveglio, la prima cosa a cui penso è la tua assenza e vorrei tanto essere stata ubriaca quella sera.
@leparolechenonhodetto

















