Delizie

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Capitolo 1 della seconda parte di Vittima della mia Vittoria
15 Seconda Parte - da Sette brevi lezioni di fisica, di Carlo Rovelli ed 2014 Adelphi, Milano. Capitolo 7 Seconda Parte - In chiusura: Noi
Leggo io Tempo di lettura: 11 min circa
Farei di tutto, per te
II
Si erano incontrati e piaciuti subito, una sera di mezza Estate, in una Piazza enorme della città in cui lei viveva: il corto orizzonte cittadino, dietro una chiesa, appena di là dal fiume, che ad alcuni bizzarri piaceva pensare come magica, regalava un tramonto colorato e caldo e le ferie in corso rendevano le strade poco affollate e vivibili.
Si erano incontrati e piaciuti subito, si erano sorrisi subito, lui avrebbe voluto abbracciarla subito, ma si trattenne, lei gli avrebbe detto, più avanti, che se lui lo avesse fatto, a lei non sarebbe dispiaciuto affatto.
Si erano incontrati e piaciuti subito, ma come si incontrano e si piacciono due soldati che, durante una anomala bolla di pace, durante una battaglia, si incontrano e si piacciono subito nel riconoscere una divisa amica, nel soddisfare una reciproca fame di piccola pace e epidermica solidarietà, nel consolarsi condividendo piccoli conforti, come un sorso di liquore, un poco di tabacco, un pezzo di cioccolato o di salame.
Due soldati, questo erano, due veterani della vita, che avevano fatto guerre, lunghe ed estenuanti, ed avevano avuto modo di capire che l’obiettivo non è vincerle, le guerre, ma sopravvivere ad esse, che è meglio essere uno sconfitto vivo che un vincitore morto, anche se le guerre che avevano fatto non avevano coinvolto popoli e bandiere, non avevano ferito il corpo, non avevano coinvolto armi taglienti o uniformi insanguinate: erano le anime a sanguinare, ad avere cicatrici, trafitte da parole di addio incomprensibili ed ingiustificate, era il futuro ad essere stato mutilato, a zoppicare, esploso su mine di illusione, straziato da bombe di vana speranza.
E come due soldati, un po’ sbandati, avevano subito capito che l’unione avrebbe fatto la forza, che condividere del cammino, anche senza verificare se condividevano anche la direzione, di quel cammino, avrebbe reso più probabile il verificarsi di un altro domani, avrebbe reso più plausibile il sopravvivere ed un poco più lieve la sopravvivenza; si presero quindi per mano e, quando la mano se la lasciarono, decisero di rivedersi, il prima possibile, tutti e due leniti da un frizzante stupore a riguardo dell’accaduto, tutti e due risvegliati da un torpore analgesico per scoprire che il dolore sembrava passato.
Non tardò il primo bacio, non tardarono nemmeno i primi ‘’mi piaci’’, i primi ‘’sto bene, con te’’, le prime riflessioni su chi si era, l’uno per l’altro, chi si voleva diventare, e non tardò scoprire una comunanza a riguardo di quelle questioni.
Non tardò la comunione della pelle.
Alessandro Barbaglia, “L’atlante dell’invisibile”.

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Dove finisce il deserto (pt. 2)
Intanto i dipendenti della Prix non possono fare altro che assistere, impotenti. La leader dell’ispezione continua la ronda con il cameraman, anche lui di pelle scura. Il reparto frigo sembra infinito. Sono passati solo cinque minuti, ma dentro al locale si è già creata una folla enorme. Io continuo a osservare tutto dall’alto del mio balconcino, mi accorgo di aver perso di vista i miei colleghi, ci passo sopra con lo sguardo. A un certo punto, mentre continua a controllare il banco frigo, cambia argomento. Si mette a parlare di un caso recente avvenuto proprio in quella città (quale città sia, non è chiaro). Un giovane giornalista cinese, scomparso dopo essersi espresso sulla questione, molto probabilmente corrotto. Aveva preso parte a una trasmissione che dimostrava la qualità dei prodotti di carne firmati Prix, probabilmente sparando un mucchio di cazzate. La ragazza spiega la sua teoria: il giornalista sarebbe stato pagato dalla compagnia che gestisce i supermercati Prix per testimoniare a loro favore e, nonostante fosse ormai complice, qualcuno della compagnia avrebbe fatto passare la sua scomparsa per fuga o suicidio, così da impedirgli di rivelare tutto. Il corpo non è mai stato ritrovato. La rivoltosa è sicura che il cinese sia stato preso con la forza e che tuttora venga tenuto nascosto da qualche parte. Io ascolto in silenzio. La Prix ha pareti di vetro ma, nonostante questo, dentro è buio, e io mi trovo esageratamente più in alto di tutti gli altri. La ragazza afferma quindi che la Prix, oltre a vendere prodotti scadenti, è anche responsabile di sequestro di persona. Nel frattempo mi agito. Vedo la gente iniziare a mormorare e muoversi in direzioni confuse. La denuncia è finita. Da lontano noto che un contingente di militari armati sta arrivando verso il supermercato. Alcuni animalisti e civili iniziano a strappare giù le carcasse degli animali morti in segno di protesta. Io penso alla mia troupe, penso ai corpi di plastica, penso al ragazzo cinese scomparso. Nel mentre faccio per girarmi, uscire e scendere le scale, ma con la coda dell’occhio, in fondo a questo mio palchetto da cui vedo tutto, noto anche un bidone, più grande e capiente di quelli che ho usato per sbarrare l’entrata. Di sotto è il caos: a sentirlo sembra il verso di mille topi che squittiscono. Mi avvicino a questo cassonetto e, cercando di non farmi vedere, accendo la torcia sul casco. Suppongo di essere anch’io un reporter. Appoggio le mani sul bidone, mi sporgo. Intanto qualcuno urla di interrompere la missione: stanno arrivando i militari. Io tentenno, ma me ne frego. Guardo dentro. E vedo il cadavere ammuffito del giornalista cinese, quello fatto passare per fuggiasco o suicida. Mi cedono le gambe. Cerco di strapparmi il caschetto di dosso. I militari irrompono all’interno dell’edificio. Sento passi sulle scale, quelle stesse scale che mi avevano portato sul balconcino transennato su cui ora poggio. La porta si apre. Sento una voce ovattata che mi chiama. Forse è uno dei miei colleghi. Non lo so.
Lamberto Salucco "Manabile semiserio di Excel"
Lamberto Salucco “Manabile semiserio di Excel”
Seconda Parte per utenti bravini La seconda parte di un manuale che si definisce semiserio, ovvero, scrive Lamberto Salucco, “posso parlare di argomenti seri anche con un tono non serioso”. Fa seguito alla prima Parte per principianti (presentata su tuttatoscanalibri e su Edida) Dall’ Introduzione “Eccoci qua. È passato solo qualche mese da quando ero in Francia a scrivere il primo “Manabile…
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