In questi giorni mi è stato chiesto più volte come stessi. E la verità è che sono stanca. Esausta.
Metto il cuore sempre, cerco di toccare le cose con più gentilezza che posso, e per quanta paura io c'abbia in corpo, per quanto io mi fidi a stento, poi finisce che le cose, le persone, le prendo a cuore comunque. E la gente ti continua a dire di non cambiare mai, di incassare i colpi e rimanere la stessa. Ma la verità è che ogni volta che inizio a pensare di potermici abituare a qualcosa di bello (ed è difficile per me arrivarci), poi arriva sempre qualcosa e lo distrugge in mille pezzi. Quando realizzi che qualsiasi cosa bella la perderai, ti si forma un peso sul petto e rimane lì, immobile.
La gente ti dice di rimanere sempre la stessa, di crederci sempre, di avere fiducia. Ma come faccio io a credere in qualcosa se non rimane mai niente?
Sono così abituata a perderle, che perlomeno ho imparato a vivermele finché ci sono, finché le ho ancora tra le mani, perché poi lo so, che alla fine non mi rimarrà che quello. Un mucchio di bei ricordi e basta.
Come glielo dico io alle persone quando mi dicono "tranquilla vuol dire che doveva andare così" che io finisce che non credo più in niente?
Come li guarderò io gli occhi di una persona che mi farà promesse, che mi parlerà del futuro, se io non riuscirò a crederle?
La gente ti dice di non cambiare cuore. E io annuisco, incasso il colpo e mi ributto sempre, perché senza rischiare devi essere pronto al rimpianto, e nel mio cuore c'è posto per tante cose, ma non per quello.
Io annuisco, ma non credo più a niente.