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"Climb the mountain not to plant your flag, but to embrace the challenge, enjoy the air and behold the view. Climb it so you can see the world, not so the world can see you." -- David McCullough Jr.
Scalate la montagna non per piantarci la vostra bandiera, ma per vincere la sfida, respirare l'aria pura e godervi il panorama. Scalatela per vedere il mondo, non per farvi vedere dal mondo.
Escaladez la montagne, non pas pour planter votre drapeau, mais pour relever le défi, profiter de l'air et contempler la vue. Grimpez dessus pour voir le monde, et non pour que le monde puisse vous voir.
L’eterna attesa
Un excursus sul mondo dell’arrampicata su ghiaccio
Si sa, il mondo della montagna è fatto di compromessi e attese che spesso sfociano in frustranti rinunce causa maltempo, caldo, freddo o più in generale condizioni avverse del “terreno” nel quale vorremmo cimentarci; più l’ambiente è severo e più il ventaglio di possibilità si riduce. Nello specifico, chi vuole esprimersi nella salita di un’imponente cascata ghiacciata dovrà farsi carico di un’infinita pazienza, infatti, non solo i luoghi dove queste cattedrali luccicanti si formano sono distanti da raggiungere, ma anche la loro esposizione è, in genere, spietatamente rivolta lontano dai tiepidi raggi solari, con temperature che sovente rimangono vicine allo zero.
Difficile spiegare a parole il silenzio di chi, arrivato dinanzi a sua maestà La Cascata, prova nel vederla; un monumento alla verticalità e al freddo, in grado di regalare giochi di luce mozzafiato all’interno di un universo composto unicamente da tenui sfumature di celesti che si alternano ai bianchi, grigi e azzurri più profondi. O almeno è ciò che ho provato io in Val di Rabbi dinanzi alle grandi formazioni ghiacciate che, a grandi balzi, si gettano giù dal crinale dove il gelido inverno sembra aver risucchiato tutti gli altri colori, i profumi e i rumori di questa valle riducendo il tutto ad un freddo panorama di bianchi e neri.
L’inverno, però, non ha portato via proprio tutto, anzi, ci restituisce un fermo immagine di quella che solo poco tempo fa era uno splendido corso d’acqua ed ora è un’immensa struttura di cristallo con forme e luci talmente singolari che potrebbero essere esposte in un museo. Arrivati a Rabbi, la soluzione più comoda è fermarsi allo chalet Mas de la Bolp, il quale dista soli 20 minuti dall’arena di ghiaccio, uno degli scenari più importanti delle Alpi per questo tipo di attività. L’anfiteatro che si presenta è veramente suggestivo e si possono subito notare le tre formazioni principali protagoniste del palcoscenico di Valorz: “Grand hotel”, “Salto degli angeli” e “Cascata madre”.
A queste si aggiungono altre sette cascate minori che danno un ventaglio di possibilità veramente ampio per lunghezza e difficoltà; si parte dai 60 mt dello “Sputo di rospo” ai ben 250 mt della “Cascata madre”, con pendenze dall͛appoggiato ai 90° di “Salto mortale” e di “Colonna di salto mortale”, la quale offre la difficoltà maggiore (6-).
Il divertimento è assicurato, ma a patto che si osservino alcune semplici regole che impone questo ambiente estremamente mutevole anche a distanza di pochi giorni, pertanto consiglio sempre di telefonare prima allo chalet e al consorzio turistico di val di Rabbi, informandosi sull’integrità delle cascate e sulla loro buona formazione; infatti i gradi e le difficoltà (come la possibilità di poter proteggere adeguatamente i vari tiri) possono variare molto, rendendo, in alcuni casi, impossibile salire la formazione con un accettabile margine di sicurezza.
Non è tutto!
Bisogna prendere in considerazione anche la cornice paesaggistica in cui sono ancorati i giganti di ghiaccio: alcuni accumuli di neve, infatti, possono ingrossarsi a monte di queste formazioni e, senza alcun preavviso, possono scaricare a ridosso delle cascate.
Detto questo, con materiale e conoscenze adeguate alcuni di questi nomi un po’ grotteschi saranno il ricordo di una magnifica (e sicura) giornata, durante la quale il freddo onnipresente ci ha regalato un biglietto gratuito nella “Disneyland del ghiaccio”.
Daniele Righi
Questo articolo è stato pubblicato sul Cimone, il notiziario del CAI di Modena. Per scaricarlo Cliccate Qui
Anche oggi Eroi senza nome è nelle primissime posizioni delle classifiche di vendita di IBS.it. Sale al 19° posto! #eroisenzanome #malowriter #montinaro #loi #eroi #scalate impossibili

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229 ANNI FA L'IMPRESA CHE ENTRO' NELLA LEGGENDA!
Si celebra oggi il 229° anniversario dalla prima scalata effettuata da Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard. Raggiunsero la vetta dopo quattordici ore e mezza dalla partenza e ci restarono per circa mezz’ora
ERA L’8 AGOSTO DEL 1786quando dopo due anni di tentativi di ricognizione effettuati insieme alla guida valdostana Jean-Laurent Jordaney, Jacques Balmat (24 anni, cercatore di cristalli) e…
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Vittorio Brumotti Biografia
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Vittorio Brumotti Biografia
Vittorio Brumotti, nato a Finale Ligure il 14 giugno 1980, è un campione di bike trial.
Il suo soprannome ufficiale, coniato come inviato a Striscia la notizia dove è attivo dal 2008, è 100% Brumotti. Detiene 10 record mondiali riconosciuti dal Guinness dei Primati.
Brumotti ha iniziato la pratica di questo sport all’età di 11 anni.
Ad oggi vive a Boissano in provincia di Savona.
Un DVD intitolato “100% Brumotti Ride in Usa” è stato tratto da un viaggio compiuto negli USA tra il 2007 e il 2008 da Vittorio, alla ricerca di una benedizione da parte del campione pluripremiato Hans Rei che lo precedette in questo sport. In questo viaggio molti sono stati gli incontri, tra cui due dei più importanti furono Ryan Leech e Jeff Lenosky.
Tre volte nel Guinnes dei primati per tre diverse imprese:
6 dicembre 2008 superò 28 ostacoli al Motor Show di Bologna;
17 maggio 2009 si è tuffato in acqua da 17 metri di altezza con la bici in Sardegna;
tornato in Sardegna qualche anno dopo ha effettuato 71 saltelli sulla ruota posteriore della bike sulla sommità di un picco a 150 metri sopra il livello del mare;
Partecipò al programma condotto da Barbara d’Urso “Lo Show dei Records” grazie al suo primo record.
Nel 2011 ha raggiunto la vetta del Monte Cevedale (3769 m) partendo da un’altezza di 3269 metri in all’incirca 6 ore. Riuscì in quest’impresa senza mai mettere piede a terra, alternando pedalate e salti di crepacci.
Durante la settimana della moda del 2009 a Milano, Brumotti ha anche indossato i panni dell’Emporio Armani Uomo come modello.
Con sua grande delusione gli fu impedito di scalare il Monte Everest.
Un’altra vetta scalata, l’anno dopo il Cevedale, fu Burj Khalifa a Dubai in 2 ore e 20 minuti spaccati.
Oltre a quelli già menzionati, partecipò a numerosi programmi televisivi tra cui Paperissima Sprint e Colorado.
Caterina Perilli
Scalate を Java から使う
Scalate は Scala で書かれたテンプレートエンジン。Java から利用することも可能です。
Spring MVC から利用する
Spring MVC 用の ViewResolver が提供されています。依存ライブラリを pom.xml に書きます。
<dependency> <groupId>org.scala-lang</groupId> <artifactId>scala-compiler</artifactId> <version>2.10.1</version> </dependency> <dependency> <groupId>org.fusesource.scalate</groupId> <artifactId>scalate-spring-mvc_2.10</artifactId> <version>1.6.1</version> </dependency>
次に ViewResolver を設定します。ここでは SSP を使うようにしました。
@Configuration public class ScalateConfig { @Bean public ViewResolver scalateViewResolver() { ScalateViewResolver r = new ScalateViewResolver(); r.setPrefix("/WEB-INF/scalate/"); r.setSuffix(".ssp"); r.setContentType("text/html; charset=utf-8"); return r; } }
これで準備 OK。
テンプレートファイル
Scalate ではレイアウト機能がありますのでそれを使ってみます。
親レイアウトとなる basic.ssp を用意。
<%@ val title: String %> <%@ val body: String %> <!DOCTYPE html> <html> <head> <meta charset="utf-8"> <link rel="stylesheet" href="../../../stylesheets/main.css"> <title>${title}</title> </head> <body> ${include("../layout/navibar.ssp")} <div class="container"> ${unescape(body)} </div> ${include("../layout/footer.ssp")} <script src="../../../javascripts/jquery-2.0.0.min.js"></script> ${unescape(script)} </body> </html>
コンテンツ側から basic.ssp を指定すると ${unescape(body)} のところに差し込まれます。
<%@ val wikiPage: net.physalis.javaviews.domain.model.WikiPage %> <% attributes("layout") = "/WEB-INF/scalate/layout/basic.ssp" %> <% attributes("title") = "Scalate" %> <article> <h1>${wikiPage.getTitle}</h1> </article>
デフォルト HTML エスケープ
Scalate では何も設定しなくてもデフォルトで HTML エスケープされます。
前回までに使っていたのと同じモデルを使って動作を検証してみます。
WikiPage wikiPage = new WikiPage( "<strong>Tokyo</strong>", new WikiText("<strong>Tokyo</strong> is the capital of Japan."));
まず title の出力です。
エスケープできていますね。 Java のクラスを参照する場合、プロパティ名ではなく ${wikiPage.getTitle} のように存在するメソッドを指定する必要があるのがちょっと微妙です。
続いて WikiPage の出力。
WikiPage#toString() の結果をエスケープできています。
今度は明示的にエスケープを回避してみます。${unescape(...)} を使うとエスケープなしで出力できます。
クラス定義によりエスケープをスキップする方法はわかりませんでした。
まとめ
Scalate は Java からも使え、Spring MVC 用のクラスが提供されていて簡単に組み込むことができます。レイアウト機能を標準装備、型安全で、SSP だけでなく Jade や Mustache などいろんなテンプレートが使えるなど魅力的な要素がたくさんありますね。
設定なしで HTML エスケープされ、${unescape(...)} によりエスケープなしで出力することができます。getXXX のようにプロパティ名ではなくメソッド名を使わないといけないのは微妙ですが許容範囲かな。
Java から Scala を呼び出すということで、別のバージョンの scala-compiler.jar を要求するライブラリがあったらどうしようとか、何か問題があった時のために Scala のコードを読めた方が安心とか、このへんが許容できるプロジェクトでかつ Scala じゃなくて Java を使わないといけないプロジェクト (どんなの?) なら使ってもおもしろいかも。
検証に使ったソースコードは github にあります
こちらのサイトで動作を確認できます (非常に遅いです)