Quel gran genio di Vauro...
Finché possiamo dire: “quest’è il peggio”, vuol dir che il peggio ancora può venire.
(Re Lear)
#noncirestachepiangere
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Quel gran genio di Vauro...
Finché possiamo dire: “quest’è il peggio”, vuol dir che il peggio ancora può venire.
(Re Lear)
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Ecco la mirabile stupidità del mondo: quando le nostre fortune decadono - spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento - rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessità, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all'influsso dei pianeti - e tutto il male che facciamo è dovuto all'imperativo divino.
William Shakespeare, Re Lear
Serba più di quel che dai, parla meno di quel che sai, presta meno di quel che devi, va a cavallo più che a piedi, senti più di quel che credi, metti più di quel che levi.
Re Lear, Shakespeare
“The prince of darkness is a gentleman”
— Shakespeare, from King Lear - act 3, scene 4
"A dispetto della mia natura, voglio fare un po' di bene."
Shakespeare, king Lear

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Da tempo cercava d'allontanare da sé la letteratura, quasi vergognandosi della vanità d'aver voluto essere, in gioventù, scrittore. Era stato svelto a capire l'errore che c'è sotto: la pretesa d'una sopravvivenza individuale, senz'aver fatto nient'altro per meritarla che mettere in salvo un'immagine - vera o falsa - di sé. La letteratura delle persone gli pareva una distesa di lapidi di cimitero: quella dei vivi e quella dei morti. Ormai nei libri cercava altro: la sapienza delle epoche o semplicemente qualcosa che servisse a capire qualcosa. Ma siccome era abituato a ragionare per immagini continuava a scegliere nei libri dei pensatori il nocciolo immaginoso, cioè a scambiarli per poeti, oppure a cavar fuori la scienza o la filosofia o la storia ragionando di come Abramo va per sacrificare Isacco, e come Edipo s'accieca, e Re Lear nella bufera perde il senno.
Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore, Einaudi (collana I coralli, n° 175), 1963¹; p. 60.
Benché la scienza naturale spieghi razionalmente, la natura stessa rimane colpita dalle conseguenze: gli affetti si raffreddano, l’amicizia cessa, i fratelli si inimicano.
Re Lear, Shakespeare
Là dove esiste un male peggiore, il minore non si sente. Diciamo che scappi da un orso: se la fuga ti porta verso un mare ruggente, allora ti volti ad affrontare le fauci dell’orso.
Re Lear, Shakespeare.