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Ricky Memphis, “L’ultimo capodanno” (Marco Risi, 1998).
L'unica ossessione che vogliono tutti: l'amore. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l'amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.
Philip Roth, L'animale morente
“Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato”.
Gabriel García Márquez - L'amore ai tempi del colera

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Machiavelli non fece in tempo a vedere la Chiesa in un ruolo politico e militare ridimensionato rispetto a quella di cui era stato testimone, né di assistere alla controffensiva religiosa della Controriforma. Ne avrebbe certamente tratto materia per ridisegnare l’antico e irrisolto dualismo politica-religione, trono-altare. Le sue opere erano una conseguenza tecnica dei dilemmi provocati dai due poteri, il risultato di una ricerca sulla contraddizione suprema di una Chiesa da una parte usata dal potere dei principi, dall’altra bene attrezzata a usare essa quel potere, data l’importanza che, comunque, la religione aveva nel tenere legati i popoli da governare a valori umani autentici, a timori, a sentimenti e costumi condivisi e comuni. Machiavelli e Guicciardini, lo si è visto, odiavano dal profondo del cuore il duplice uso del potere temporale della Chiesa, la protervia dei pontefici-soldati, l’esercizio degli strumenti religiosi di interdizione o di minaccia contro avversari teologici e nemici politici della Chiesa. Ma la loro intelligenza politica li portava a non sottovalutare il collante “civile” insostituibile della religione. Al contrario di quanto poi dirà un antimachiavellismo e antiguicciardinismo di maniera, essi pensavano la religione non come un instrumentum regni, ma come un lievito accomunante, una porta di accesso al lascito migliore del cristianesimo, alla pietà, alla carità, allo spirito di fratellanza degli uomini e quindi anche dei «cittadini». Ma è vero anche che Machiavelli è un precursore di quella Religionskritik che da Spinoza, ai pensatori libertini, agli illuministi, giungerà a Marx. Sono convinto che questo filo rosso cominci con Machiavelli, come ha sottolineato Leo Strauss nei suoi Thoughts on Machiavelli (1958), anche perché egli muoveva da un’ottica politica, e quindi secolarizzata, della religione.
Lucio Villari, Machiavelli. Un italiano del Rinascimento, Mondadori (collana Oscar saggi), 2013; pp. 159-60. (via gregor-samsung)
Tu ffatte legge er libbro che ccià er frate che pporta er venardì la misticanza, e ssentirai si cquante sce sò state che jj’è entrato er demonio in de la panza.
Giuseppe Gioachino Belli, L'indemoniate
"Sentirsi felici di incontrare una persona, qualunque sia la circostanza, è il bello di una affinità istintiva".
- "Chie-Chan e io" - Banana Yoshimoto
Bill Murray, “Scrooged” (Richard Donner, 1988).
Gioite tutti, Gesù è nato. E tanti auguri al consigliere deletago.
Fantozzi

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E da dietro la porta, sento uno che sale Ma si ferma due piani più giù È un peccato davvero, ma io già lo sapevo Che comunque non potevi esser tu
Francesco De Gregori, Natale
Zach Galligan & Phoebe Cates, “Gremlins” (Joe Dante, 1984).
Is this your Christmas wish?
Ph Elena Sheidlina
…fu un Natale memorabile per il mondo in guerra; memorabile anche per me, perché fu segnato da un miracolo. Ad Auschwitz, le varie categorie di prigionieri potevano ricevere pacchi dono da casa, ma gli ebrei no. Del resto, da chi avrebbero potuto riceverne? Dalle loro famiglie sterminate o rinchiuse nei ghetti superstiti? Dai pochissimi sfuggiti alle razzie, nascosti nelle cantine, nei solai, atterriti e senza quattrini? E chi conosceva il loro indirizzo? A tutti gli effetti, noi eravamo morti al mondo. Eppure un pacco arrivò fino a me , mandato da mia sorella e da mia madre nascoste in Italia, attraverso una catena di amici: l'ultimo anello della catena era Lorenzo Perrone, la cui fine struggente ho raccontato in ‘Lilit’. Il pacco conteneva cioccolato, biscotti e latte in polvere, ma per descrivere il suo effettivo valore, l'urto che esercitò su me e sul mio amico Alberto, il linguaggio ordinario si trova in difetto. Mangiare, cibo, fame, erano termini che nel Lager volevano dire cose totalmente diverse da quelle usuali: quel pacco, inatteso, improbabile, impossibile, era come un meteorite, un oggetto celeste, carico di simboli: di valore immenso e di immensa forza viva. Non eravamo più soli: un legame col mondo di fuori era stato stabilito... era quello l'ultimo Natale di guerra e di prigionia.
Primo Levi, L'ultimo Natale di guerra

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- Cosa voglio dire? Che dovresti chiamare tuo figlio. - E se non mi vuole parlare? - Almeno lo saprai. Così potrai smettere di pensarci e non dovrai avere più paura. Anche se sono stato cattivo io vorrei parlare con il mio papà, specialmente adesso che è Natale.
Mamma ho perso l'aereo
Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente.
“Quando ti vien voglia di criticare qualcuno” mi disse “ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu”. Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo.
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (incipit)