Se la guardasse oggi, e non il 12 aprile 1961, l'astronauta Jurij Alekseevič Gagarin, il primo essere umano a guardare il nostro pianeta dallo spazio, probabilmente direbbe lo stesso: «Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini». Se la guardasse oggi, Gagarin probabilmente ripeterebbe lo stesso la frase pronunciata il giorno dopo l'inizio del processo Eichmann, ma il concetto non sarebbe del tutto vero perché oggi, da lassù, si riesce a vedere il dispositivo di sorveglianza di 550 chilometri imbastito tra India e Pakistan che arriva a 6827 metri d'altitudine, una delle barriere più imponenti del nostro presente.
Carlo Greppi, L'età dei muri, Feltrinelli (collana Varia), 2019; pp. 109-10.














